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Art. 1322 Codice Civile

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732 provvedimenti

Contratto di vitalizio: recesso escluso per breve stop
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di vitalizio non può essere risolto per una breve interruzione dell'assistenza, se questa è giustificata da un evento eccezionale come il decesso del vitaliziante. Nel caso esaminato, un'interruzione di tre giorni non è stata ritenuta un inadempimento grave. Inoltre, la Corte ha confermato che l'approvazione della gestione di somme, come una pensione, può essere tacita e desunta dal comportamento prolungato del beneficiario.
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Dichiarazione inesatta: quando l’assicuratore paga?
La Corte di Cassazione affronta un caso di vizi costruttivi e responsabilità professionale, focalizzandosi sulla validità di una polizza assicurativa in presenza di una presunta dichiarazione inesatta da parte dell'assicurato. La sentenza distingue due posizioni: accoglie il ricorso del professionista, censurando la Corte d'Appello per aver erroneamente dichiarato inammissibile una questione relativa alla polizza già discussa in primo grado. Parallelamente, rigetta il ricorso della società costruttrice, confermando la sua responsabilità per i difetti dell'immobile e dichiarando inammissibili i motivi di ricorso per ragioni procedurali, tra cui la regola della 'doppia conforme'.
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Contratto a progetto: quando è valido? La Cassazione
Un professionista, assunto con contratto a progetto da un'impresa di costruzioni, ha chiesto la conversione del suo rapporto in lavoro subordinato a tempo indeterminato. Sosteneva che il progetto non fosse specifico e che, non essendo iscritto all'albo professionale italiano, non gli si applicasse l'eccezione prevista per le professioni intellettuali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che l'esistenza di un progetto sufficientemente specifico (coordinamento di un cantiere) esclude la conversione automatica. Tale progetto può rientrare nell'attività ordinaria dell'azienda, purché sia finalizzato a un risultato definito. Di conseguenza, l'onere di provare la subordinazione gravava sul lavoratore, prova che non è stata fornita.
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Recesso tardivo: quando il contratto si rinnova
Una società si è opposta a un decreto ingiuntivo, sostenendo di aver legittimamente esercitato il recesso da un contratto di fornitura. Il Tribunale ha stabilito che la comunicazione di recesso era tardiva, rendendola inefficace e causando il rinnovo automatico del contratto. Di conseguenza, sebbene il decreto ingiuntivo iniziale sia stato revocato a seguito di pagamenti parziali, la società è stata condannata a saldare il debito residuo per l'annualità rinnovata.
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Fideiussione consumatore: nullo il patto anti-1957
Con la sentenza n. 3912/2022 del 03/07/2025, il Tribunale di Ancona ha accolto l'opposizione di alcuni garanti, qualificandoli come consumatori. Il giudice ha dichiarato nulla la clausola di deroga all'art. 1957 c.c. contenuta nel contratto di fideiussione consumatore, ritenendola vessatoria. Di conseguenza, il diritto del creditore è stato dichiarato decaduto per non aver agito tempestivamente contro il debitore principale, con revoca del decreto ingiuntivo opposto.
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Polizza fideiussoria: cauzione o fideiussione?
Una sentenza della Corte d'Appello di Torino chiarisce la natura giuridica della polizza fideiussoria. Il caso riguardava una compagnia assicuratrice che rifiutava il pagamento a un'azienda beneficiaria, sostenendo che quest'ultima non avesse rispettato i termini di decadenza previsti dall'art. 1957 c.c. per la fideiussione. La Corte ha stabilito che il contratto in questione non era una fideiussione tipica, ma una cauzione, ovvero un contratto atipico di garanzia. La decisione si fonda sulla volontà delle parti, espressa in clausole contrattuali che creavano una regolamentazione autonoma e completa, escludendo l'applicazione delle norme codicistiche sulla fideiussione. Di conseguenza, la compagnia assicuratrice è stata condannata al pagamento.
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Ammortamento alla francese: l’eccezione è tardiva
La Corte d'Appello di Torino ha respinto l'appello di un mutuatario contro una banca, chiarendo un punto cruciale sulla contestazione del piano di ammortamento alla francese. La Corte ha stabilito che, sebbene la nullità di un contratto possa essere rilevata d'ufficio dal giudice, tale potere non permette di introdurre per la prima volta in fase avanzata del processo contestazioni basate su nuovi fatti, come l'illegittimità del metodo di calcolo. L'eccezione è stata quindi giudicata tardiva e l'appello respinto, confermando la decisione di primo grado.
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Contratto autonomo di garanzia: differenze e limiti
Una società e il suo garante hanno citato in giudizio un istituto di credito, contestando la nullità per anatocismo di clausole presenti in un contratto di conto corrente e in un mutuo con ammortamento alla francese. Il Tribunale ha respinto le domande, chiarendo la legittimità della capitalizzazione degli interessi di mora dopo la riforma del 2016 e l'assenza di anatocismo intrinseco nell'ammortamento alla francese. Di particolare rilievo è l'analisi sul contratto autonomo di garanzia, con la quale il giudice ha affermato il diritto del garante di sollevare eccezioni sulla nullità del contratto principale, accogliendo però la domanda riconvenzionale della banca e condannando i ricorrenti al pagamento del debito.
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Coobbligato o fideiussore? La differenza in un mutuo
La Corte d'Appello di Venezia conferma che la firma di un contratto di finanziamento come "coobbligato" non esclude la qualifica di fideiussore. La sentenza stabilisce che il termine definisce solo la solidarietà passiva, ma la natura del rapporto è quella di una garanzia fideiussoria. Di conseguenza, la banca che non agisce entro sei mesi dalla scadenza del debito perde il diritto di rivalersi sul garante, confermando la distinzione tra coobbligato e fideiussore.
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Contratto autonomo di garanzia: la decisione del Tribunale
Un'azienda e il suo garante si oppongono a un decreto ingiuntivo bancario. Il Tribunale distingue le posizioni: accoglie l'opposizione dell'azienda, ricalcolando il debito, ma la rigetta per il garante, qualificando la sua obbligazione come un contratto autonomo di garanzia. La clausola 'a prima richiesta' si rivela decisiva, escludendo l'applicazione dell'art. 1957 c.c. e la possibilità per il garante di sollevare eccezioni.
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Rinuncia abdicativa: nulla se per eludere i costi
Una società rinuncia alla proprietà di alcuni terreni franosi per evitare i costi di manutenzione. Lo Stato impugna l'atto. La Corte d'Appello dichiara nulla la rinuncia abdicativa, ritenendo la sua causa illecita. La decisione si fonda sul principio che non si può usare questo istituto con il solo scopo egoistico di trasferire oneri e responsabilità alla collettività, configurando un abuso del diritto di proprietà.
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Ammortamento alla francese: valido anche senza dettagli
Una cliente contestava la validità del suo mutuo con ammortamento alla francese, sostenendo una mancanza di trasparenza sul regime di capitalizzazione composta e la presenza di anatocismo. La Corte di Appello di Genova, in linea con una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, ha respinto l'appello. Ha stabilito che il contratto è valido perché gli elementi essenziali (capitale, durata, tasso) erano specificati, e che l'ammortamento alla francese non implica anatocismo vietato. La maggiore onerosità è una conseguenza della scelta concordata di rate costanti, non di un costo occulto.
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