La Corte di Cassazione conferma la condanna per due individui per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il caso riguardava l'imposizione forzata dell'assunzione di uno dei due, cognato dell'altro, come addetto alla sicurezza in un locale notturno. La Corte ha stabilito che anche chi si limita a beneficiare del provento del reato, accettando consapevolmente il posto di lavoro ottenuto con la minaccia, è pienamente responsabile per concorso in estorsione. Inoltre, ha chiarito che il danno per la vittima non è solo economico, ma risiede nella compressione della sua libertà di impresa e autonomia contrattuale.
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