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Art. 130 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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191 provvedimenti

Altri anni per Art. 130 Codice di Procedura Penale

Ricorso per Cassazione: limiti ed errori materiali
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato condannato per evasione che ha presentato un Ricorso per Cassazione basato esclusivamente sulla necessità di correggere un errore materiale nel numero di registro delle notizie di reato (RGNR). Gli Ermellini hanno dichiarato il ricorso inammissibile, poiché la correzione di meri errori formali non rientra tra i motivi di impugnazione deducibili in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Errore materiale: la correzione dei dati anagrafici
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale riguardante le generalità di un imputato. Nello specifico, la data di nascita era stata erroneamente indicata in diversi gradi di giudizio. La correzione è avvenuta senza la necessità di un'udienza partecipata, ripristinando la verità anagrafica risultante dagli atti ufficiali.
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Correzione errore materiale in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale relativa a una precedente sentenza penale. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un numero di registro nell'intestazione del documento. I giudici hanno stabilito che tale inesattezza non comporta la nullità dell'atto né ne modifica la sostanza, disponendo la rettifica formale tramite annotazione della cancelleria sugli originali.
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Errore materiale: rettifica dati in sentenza
La Corte di Cassazione ha disposto la rettifica di un errore materiale contenuto in una precedente sentenza e nel relativo ruolo d'udienza. Il caso riguardava l'errata indicazione della data di nascita del ricorrente, indicata erroneamente come agosto 1981 anziché febbraio 1981. Trattandosi di una svista formale evidente e non incidente sul merito della decisione, la Suprema Corte ha ordinato la correzione dei documenti ufficiali tramite procedura de plano, incaricando la cancelleria di annotare la modifica sugli originali.
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Rapina impropria: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina impropria. La difesa contestava l'attendibilità dei testimoni e l'applicazione della recidiva, ma i giudici hanno ritenuto la motivazione della Corte d'Appello solida e coerente. È stato inoltre chiarito che la correzione di eventuali errori materiali nel dispositivo deve essere richiesta al giudice di merito e non in sede di legittimità.
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Corte Sbagliata: la Cassazione e la correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. Per una semplice svista, era stata indicata la Corte d'Appello di Napoli come sede per un nuovo processo, invece di quella corretta di Salerno. I giudici hanno chiarito che questo tipo di sbaglio non invalida la decisione, in quanto non incide sul suo contenuto essenziale. Pertanto, hanno attivato la procedura di correzione errore materiale, ordinando di sostituire il nome della corte sbagliata con quella giusta sia nella motivazione che nel dispositivo della sentenza, garantendo così il corretto proseguimento del giudizio.
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Errore materiale in Cassazione: decisione corretta, nuovo processo salvo
La Corte di Cassazione ha attivato una procedura di correzione errore materiale per sistemare un suo precedente provvedimento. Inizialmente, la Corte aveva annullato una parte della condanna di un imputato, ordinando un nuovo processo d'appello. Tuttavia, nella sintesi ufficiale della decisione (il dispositivo), era stata omessa l'indicazione del rinvio al nuovo processo. Con questa ordinanza, i giudici hanno corretto la svista, inserendo la frase mancante. Questa azione formalizza la necessità di celebrare un nuovo giudizio, garantendo il corretto svolgimento del percorso processuale per l'imputato e assicurando che la volontà originale della Corte venga rispettata.
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Pena pecuniaria omessa: la Cassazione annulla la condanna
Un uomo viene condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte d'Appello riduce la pena della reclusione ma omette di applicare la multa, che per legge è obbligatoria. Il Procuratore Generale ricorre in Cassazione. La Suprema Corte stabilisce che l'omessa pena pecuniaria non è un semplice errore materiale, ma un grave errore di diritto che rende la sentenza illegale e incompleta. Di conseguenza, la sentenza viene annullata su questo punto specifico e il caso torna alla Corte d'Appello, che dovrà emettere una nuova condanna includendo anche la sanzione monetaria. Il ricorso del Procuratore viene quindi accolto.
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Errore materiale: rettifica del giudice di rinvio
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente sentenza di annullamento con rinvio. Nel dispositivo era stata erroneamente indicata la Corte di Appello come sede del nuovo giudizio, anziché la Corte di Assise di Appello. Trattandosi di una svista puramente formale che non altera la sostanza della decisione, la Corte ha applicato l'art. 130 c.p.p. per rettificare l'indicazione dell'autorità competente.
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Errore materiale: correzione dati anagrafici
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la rettifica di un errore materiale riscontrato in una sentenza precedentemente emessa. L'inesattezza riguardava l'errata indicazione della data di nascita della ricorrente, riportata in modo errato sia nell'epigrafe che nel dispositivo del provvedimento. Trattandosi di una mera svista documentale che non altera il merito della decisione, la Corte ha ordinato la correzione dei dati anagrafici per garantire la corretta identificazione del soggetto interessato, incaricando la Cancelleria di procedere con le annotazioni necessarie sui documenti originali.
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Dichiarazione infedele e limiti alla correzione errori
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di dichiarazione infedele a carico dell'amministratore di una società, basata su prove documentali di accordi occulti e vendite non contabilizzate. Tuttavia, la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza di correzione di errore materiale che aveva rimosso la revoca della confisca, stabilendo che tale modifica incideva sul contenuto essenziale della sentenza e non poteva essere considerata una semplice svista procedurale.
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Errore materiale: correzione dati in Cassazione
La Corte di Cassazione è intervenuta per sanare un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una propria precedente sentenza. Il vizio riguardava l'errata indicazione della data di nascita del ricorrente, riportata erroneamente come 17 luglio 1991 anziché 15 luglio 1991. Trattandosi di una mera svista documentale che non altera la sostanza del giudizio, la Corte ha disposto la correzione del dato anagrafico e ordinato alla Cancelleria di procedere con le annotazioni necessarie sugli originali dell'atto.
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Errore materiale: quando la correzione è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale che aveva tentato di correggere un **errore materiale** in una sentenza di condanna risalente a diversi anni prima. Il Tribunale aveva integrato il dispositivo originale ordinando la demolizione di un'opera abusiva, ma lo aveva fatto utilizzando la procedura semplificata de plano. La Suprema Corte ha stabilito che tale modalità è illegittima, poiché l'integrazione di un ordine di demolizione richiede il rispetto del contraddittorio nell'ambito di un regolare incidente di esecuzione, non potendo essere liquidata come una mera correzione formale senza udienza.
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Liquidazione spese parte civile: i requisiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza di una parte civile che lamentava la mancata liquidazione spese parte civile in una precedente sentenza. Il Collegio ha rilevato che il richiedente non aveva presentato alcuna specifica domanda di rifusione né aveva svolto attività difensiva, come il deposito di memorie, durante il giudizio di legittimità svoltosi con rito cartolare. La decisione ribadisce che il diritto al rimborso delle spese è subordinato alla formulazione di una richiesta esplicita e alla prova dell'attività svolta.
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Correzione errore materiale: rinvio in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di un proprio dispositivo emesso in precedenza. A causa di una svista redazionale, era stata omessa l'indicazione della Corte d'Appello competente quale giudice di rinvio a seguito dell'annullamento parziale della sentenza impugnata. L'annullamento riguardava specificamente l'applicazione dell'attenuante della minima partecipazione al reato. La Corte ha quindi integrato l'atto specificando l'autorità territoriale incaricata del nuovo giudizio.
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Errore materiale: spese legali in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di errore materiale relativo a una sentenza che aveva dichiarato inammissibile il ricorso di una parte civile. Nonostante l'imputato avesse depositato memorie e richiesto la liquidazione delle spese, la sentenza originaria aveva omesso di condannare la parte soccombente al pagamento delle spese processuali. La Corte ha riconosciuto la sussistenza dell'errore e ha disposto l'integrazione del provvedimento, ristabilendo l'obbligo di rifusione delle spese legali in favore dell'imputato.
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Reddito di Cittadinanza: condanna per omessa comunicazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un soggetto che ha omesso di comunicare variazioni fondamentali per il mantenimento del Reddito di Cittadinanza. L'imputato, già condannato per associazione mafiosa e detenuto, non aveva segnalato tali condizioni ostative all'ente erogatore. La difesa ha tentato di eccepire nullità procedurali e la particolare tenuità del fatto, ma i giudici hanno ritenuto il ricorso inammissibile. La decisione ribadisce che il vantaggio economico indebito e la pericolosità sociale del beneficiario precludono l'accesso a benefici penali, confermando la severità della normativa speciale volta a tutelare le risorse pubbliche.
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Errore materiale: quando il GIP non può correggere
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'ordinanza cautelare corretta dal G.I.P. per un **errore materiale** riguardante l'imputazione di un reato, mentre era già pendente il ricorso dinanzi al Tribunale del Riesame. La Suprema Corte ha stabilito che il G.I.P. perde la competenza funzionale a intervenire sull'atto una volta che il procedimento di impugnazione è iniziato e gli atti sono stati trasmessi al giudice superiore. Tale intervento tardivo determina una nullità assoluta del provvedimento di correzione.
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Sorveglianza speciale: no a divieti automatici
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente un provvedimento che imponeva la sorveglianza speciale a un cittadino. Il punto centrale della controversia riguardava l'aggiunta automatica di prescrizioni restrittive, come il divieto di uscire nelle ore notturne, effettuata dalla Corte d'Appello tramite la procedura di correzione degli errori materiali. La Suprema Corte ha stabilito che tali limitazioni non possono essere considerate automatiche o meri errori di forma, poiché incidono profondamente sui diritti fondamentali dell'individuo. Pertanto, ogni restrizione aggiuntiva alla sorveglianza speciale richiede una valutazione discrezionale del giudice e una motivazione specifica basata sulla pericolosità concreta del soggetto.
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Errore materiale e spese legali: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto l'istanza di correzione di errore materiale presentata dalle parti civili in un processo per omicidio colposo. I ricorrenti chiedevano di estendere alla compagnia assicurativa, quale responsabile civile, la condanna alle spese legali dei gradi di merito e di legittimità. La Suprema Corte ha stabilito che l'omessa statuizione sulle spese in appello non costituisce un errore materiale correggibile ex art. 130 c.p.p., ma una decisione discrezionale impugnabile solo con i mezzi ordinari. Inoltre, l'acquiescenza del responsabile civile nel giudizio di cassazione impedisce la sua condanna alle spese in favore delle parti civili.
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