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Art. 130 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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197 provvedimenti

Altri anni per Art. 130 Codice di Procedura Penale

Resistenza a pubblico ufficiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'ordinanza conferma un principio fondamentale: opporsi con violenza o minaccia a più agenti integra un concorso formale di reati, tanti quanti sono i pubblici ufficiali coinvolti. La Corte ha inoltre validato la decisione dei giudici di merito di non concedere le attenuanti generiche, ritenendola adeguatamente motivata. Infine, ha chiarito che la correzione di un errore materiale, in caso di ricorso inammissibile, spetta al giudice che ha emesso il provvedimento errato.
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Correzione errore materiale: quando è nulla la decisione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza con cui un Tribunale aveva effettuato la correzione di un errore materiale in una sentenza penale, eliminando la menzione della "pena sospesa". La decisione è stata annullata perché il giudice ha proceduto senza convocare le parti in udienza, violando il principio del contraddittorio. La Suprema Corte ha ribadito che la procedura di correzione errore materiale deve inderogabilmente seguire le forme previste dall'art. 127 cod. proc. pen., che impone la fissazione di un'udienza per garantire il diritto di difesa delle parti.
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Errore materiale: limiti alla correzione della sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un giudice dell'esecuzione che, tramite la procedura di correzione errore materiale, aveva cancellato la sospensione condizionale della pena concessa in una precedente sentenza. La Suprema Corte ha stabilito che tale cancellazione costituisce una modifica sostanziale e non un mero errore, richiedendo le garanzie del contraddittorio. Inoltre, ha ribadito che un beneficio concesso dal giudice della cognizione, pur in presenza di cause ostative note, non può essere revocato in fase esecutiva.
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Patrocinio a spese dello Stato: correzione errore
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto un proprio precedente provvedimento per un errore materiale. Inizialmente, aveva condannato un ricorrente a pagare le spese legali direttamente alla parte civile. Tuttavia, la parte civile era stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha quindi rettificato la decisione, stabilendo che il pagamento delle spese deve essere effettuato in favore dello Stato e non della parte privata, rimandando la quantificazione dell'importo al giudice di merito.
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Errore materiale: la correzione della sentenza penale
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto un palese errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'aver identificato in modo sbagliato la parte civile, ordinando la rifusione delle spese processuali a un soggetto invece che alla società di telecomunicazioni correttamente costituita in giudizio. La Corte ha stabilito che tale svista è emendabile attraverso la procedura di correzione dell'errore materiale, modificando sia il dispositivo che la motivazione della sentenza originaria per ripristinare la corretta identità della parte avente diritto.
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Inammissibilità ricorso: la forma della richiesta
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato dalla parte offesa contro un'ordinanza del GIP. La Corte ha stabilito che la semplice richiesta di un 'appuntamento' da parte del difensore non può essere considerata un'istanza formale di correzione di errore materiale, giustificando così la decisione del giudice di non fissare un'udienza camerale e rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Motivazione mancante: quando la sentenza è nulla
Un imputato, condannato per lesioni stradali, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando una motivazione mancante nella sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'assenza fisica di una parte della motivazione costituisce un vizio insanabile che porta alla nullità della sentenza. Questo perché impedisce di comprendere l'iter logico del giudice e lede il diritto di difesa. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Errore di fatto Cassazione: i limiti del ricorso ex 625-bis
Un imputato presenta un ricorso straordinario, sostenendo che la Corte di Cassazione sia incorsa in un errore di fatto nel valutare le sue doglianze relative a un reato di spaccio. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo la netta distinzione tra l'errore di fatto, ovvero un errore percettivo sugli atti processuali, e l'errore di valutazione o di giudizio. Quest'ultimo, che consiste in una diversa interpretazione delle prove, non è impugnabile con il rimedio straordinario previsto dall'art. 625-bis c.p.p.
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Correzione errore materiale: data di nascita in sentenza
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 13 marzo 2024, ha disposto la correzione di un errore materiale in una propria precedente sentenza. Su istanza del Pubblico Ministero, è stata rettificata la data di nascita di un imputato, sostituendo la data errata con quella corretta, come risultante dall'Anagrafe Nazionale. La decisione applica l'articolo 130 del codice di procedura penale, evidenziando come la procedura di correzione errore materiale sia lo strumento adeguato per emendare sviste che non incidono sulla sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge
L'ordinanza in esame riguarda un caso di correzione errore materiale. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero di rettificare la data di nascita di un imputato, erroneamente trascritta in una precedente sentenza. Verificando i dati dell'Anagrafe Nazionale, la Corte ha disposto la modifica, ripristinando la correttezza formale dell'atto giudiziario.
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Foglio di via obbligatorio: nullo senza residenza
Un individuo è stato condannato per la violazione di un foglio di via obbligatorio. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna perché il provvedimento era illegittimo. Un foglio di via obbligatorio, per essere valido, deve indicare sia il comune da lasciare sia quello di residenza in cui fare ritorno. Poiché l'individuo era senza fissa dimora, l'ordine era privo di un elemento essenziale e, di conseguenza, la sua violazione non costituisce reato.
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Omesso versamento contributi: pena ridotta in Cassazione
Un contribuente, condannato per omesso versamento di contributi previdenziali per due annualità, ha ottenuto una parziale revoca della condanna dopo che una nuova legge ha introdotto una soglia di punibilità, rendendo il fatto non più reato per una delle annualità. Il giudice dell'esecuzione, pur revocando la condanna parziale, non aveva ridotto la pena complessiva. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha corretto l'errore e ha rideterminato direttamente la sanzione, applicando il principio dell'abolitio criminis parziale per il reato di omesso versamento contributi.
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Mutamento del fatto: quando è legittimo negarlo?
Un imputato, condannato per detenzione di stupefacenti in concorso con un minorenne, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un presunto mutamento del fatto nell'imputazione che gli avrebbe precluso l'accesso al rito abbreviato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la semplice correzione di un errore materiale nel capo d'imputazione, che non altera la sostanza dell'accusa e non pregiudica il diritto di difesa, non costituisce un mutamento del fatto rilevante ai fini processuali.
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Liquidazione spese difensore: decide il giudice merito
Un avvocato, nominato difensore d'ufficio in un procedimento di Cassazione, ha richiesto alla stessa Corte la correzione di una precedente sentenza per ottenere la liquidazione delle proprie spese. La Corte Suprema ha dichiarato l'istanza inammissibile, specificando che la competenza per la liquidazione spese difensore d'ufficio appartiene al giudice di merito (in questo caso il GIP) e non al giudice di legittimità. La decisione si fonda sull'art. 116 del DPR 115/2002, che delinea la procedura corretta e l'autorità giudiziaria competente.
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Chiamata in correità: la valutazione della prova
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio premeditato a carico di una donna, ritenuta la mandante dell'assassinio del suo ex compagno. La sentenza si concentra sulla valutazione della chiamata in correità, stabilendo che le dichiarazioni dei coimputati, sebbene contraddittorie, possono fondare una condanna se supportate da solidi riscontri esterni e da una valutazione logica e unitaria di tutti gli elementi probatori. La Corte rigetta la tesi del concorso anomalo, affermando la piena responsabilità per omicidio dato l'uso concordato di armi micidiali.
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Rettifica errore pena: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore Generale volto a correggere un errore materiale in una sentenza di patteggiamento. Un giudice aveva omesso di applicare la pena pecuniaria (multa) concordata tra le parti, limitandosi alla pena detentiva. La Suprema Corte ha chiarito che lo strumento corretto per questo tipo di correzione non è l'impugnazione, ma la procedura di rettifica errore materiale pena prevista dall'art. 130 c.p.p., da attivare presso lo stesso giudice che ha emesso la sentenza.
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Calcolo pena in continuazione: la correzione d’ufficio
La Corte di Cassazione interviene su un caso complesso di determinazione della pena, correggendo un errore materiale della Corte d'Appello che aveva basato l'aumento per la continuazione su un reato per cui l'imputato era stato assolto. La sentenza chiarisce inoltre i criteri per il corretto calcolo pena in continuazione quando i reati satellite sono puniti con pene di natura diversa (pecuniarie) rispetto al reato principale (detentiva), procedendo direttamente alla rideterminazione della sanzione finale.
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Responsabilità prestanome: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un'amministratrice che si dichiarava mero prestanome. La sentenza stabilisce che la partecipazione diretta e personale a operazioni distrattive, come prelievi e negoziazione di assegni, fonda la responsabilità penale del prestanome, a prescindere dal ruolo di un amministratore di fatto. L'onere di provare la destinazione lecita dei fondi sottratti ricade sull'amministratore.
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Errore materiale sentenza: Cassazione corregge e liquida
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per correggere un errore materiale in una propria precedente sentenza. La decisione originale aveva omesso di liquidare le spese processuali a favore della parte civile costituita. A seguito della segnalazione, la Corte ha riconosciuto la svista e ha integrato il dispositivo, condannando l'imputato al pagamento delle spese legali per un importo di € 3.686,00. Questo caso evidenzia l'importanza della procedura di correzione per sanare omissioni e garantire i diritti delle parti.
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Correzione errore materiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha corretto un errore materiale d'ufficio, sostituendo la parola 'sentenza' con 'ordinanza' nel dispositivo di un precedente provvedimento. L'intervento si è reso necessario per un errore di trascrizione sul ruolo d'udienza. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un mero refuso che non altera la sostanza della decisione, la correzione errore materiale può avvenire con la procedura semplificata 'de plano', senza necessità di una nuova udienza, garantendo così efficienza e precisione.
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