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Art. 13 Costituzione — Sezione Settima Penale

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252 provvedimenti

Altri anni per Art. 13 Costituzione

Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per guida in stato di ebbrezza. I motivi, riguardanti il legittimo impedimento del difensore e l'inutilizzabilità del prelievo ematico, sono stati giudicati manifestamente infondati e ripetitivi di censure già respinte in appello.
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Prescrizione reato fatture: il momento consumativo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la prescrizione del reato di fatture false. La Corte ha ribadito un principio consolidato: in caso di emissione di più fatture per operazioni inesistenti nello stesso periodo d'imposta, si configura un unico reato la cui consumazione, e quindi il dies a quo per la prescrizione, coincide con la data dell'ultima fattura. Essendo il termine di 10 anni non ancora decorso, il ricorso è stato giudicato infondato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Continuazione di reato: quando si applica la riduzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante il calcolo della pena in caso di continuazione di reato. La Corte conferma un principio fondamentale: nel determinare la sanzione finale per reati giudicati con rito abbreviato, la riduzione di pena deve essere applicata prima del limite massimo previsto dal cumulo materiale. La decisione si basa sulla consolidata giurisprudenza e sull'intangibilità del giudicato in fase esecutiva.
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Regime 41 bis: Cassazione su ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto sottoposto al regime 41 bis, il quale lamentava una presunta discriminazione rispetto ai detenuti comuni. Il ricorso è stato giudicato generico e non specifico, poiché si limitava a riproporre le stesse censure senza confrontarsi con le motivazioni del provvedimento impugnato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione: avvocato non iscritto all’albo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione in materia di trasporto illecito di rifiuti. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il legale che ha presentato l'atto non era iscritto all'albo speciale dei patrocinanti dinanzi alle giurisdizioni superiori. La Corte ha ribadito che tale requisito è inderogabile, anche nel caso in cui un appello venga convertito in ricorso, precludendo l'esame del merito e della possibile prescrizione del reato.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per ricettazione e furto. L'appello è stato giudicato troppo generico e manifestamente infondato, poiché il ricorrente non ha specificato elementi concreti a sostegno della sua tesi. La decisione conferma che, con il patteggiamento, l'imputato accetta la qualificazione giuridica dei fatti, limitando fortemente i motivi di impugnazione. Questo caso di ricorso inammissibile patteggiamento si conclude con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Doppia conforme: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per tentata rapina e altri reati. La decisione si fonda sul principio della 'doppia conforme': poiché la Corte d'Appello aveva confermato la ricostruzione dei fatti del Tribunale, non è possibile un nuovo esame del merito in sede di legittimità. Il ricorso, incentrato sulla rilettura delle prove, è stato respinto con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione non rivaluta i fatti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per rapina. La decisione si fonda sul principio che il ricorso si limitava a riproporre censure di fatto sulla credibilità di un testimone, già adeguatamente valutate in appello, senza sollevare questioni di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Riciclaggio veicoli: trasferire auto rubate all’estero
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due individui accusati di riciclaggio veicoli. L'ordinanza stabilisce che trasferire all'estero un'autovettura rubata e alterata nei suoi dati identificativi è un'operazione che ostacola l'identificazione della sua provenienza illecita, integrando pienamente il delitto di riciclaggio. L'appello degli imputati è stato dichiarato inammissibile in quanto manifestamente infondato.
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Riciclaggio autoveicolo: basta cambiare la targa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la condanna per il reato di riciclaggio nei confronti di un soggetto che aveva sostituito la targa di un'autovettura di provenienza illecita. La Corte ha stabilito che tale condotta, anche se apparentemente semplice, è sufficiente a configurare il delitto di riciclaggio autoveicolo, in quanto è un'operazione univocamente diretta a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa del bene. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un'imputata condannata per truffa. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e ripetitivi, mirando a una nuova valutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la decisione di non concedere le attenuanti generiche a causa dei precedenti penali, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per rapina impropria. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che si limitavano a riproporre questioni già respinte in appello senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata. Viene confermata la differenza tra rapina impropria e furto con strappo, basata sull'uso di violenza per assicurarsi la fuga.
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