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Art. 13 comma 1quater d.p.r. n. 115 del 2002

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46 provvedimenti

Prova rapporto di lavoro: onere a carico del lavoratore
Un lavoratore si oppone all'esclusione del suo credito da lavoro dallo stato passivo di una società fallita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 78/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'onere della prova del rapporto di lavoro subordinato grava interamente sul lavoratore che intende far valere il proprio credito. La Corte ha chiarito che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove già esaminate dal giudice di merito.
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Onere della prova TFR: il CUD fa fede del pagamento?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nell'ambito di un'opposizione allo stato passivo fallimentare, il CUD prodotto dallo stesso lavoratore costituisce una prova presuntiva del pagamento del TFR. Spetta quindi al lavoratore superare tale presunzione. Viene chiarito che l'onere della prova del fatto estintivo (pagamento) grava sul datore di lavoro, ma la produzione di un documento come il CUD può invertire di fatto l'onere probatorio, richiedendo al creditore di fornire una prova contraria efficace.
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Licenziamento per giusta causa: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di telecomunicazioni contro la sentenza che annullava il licenziamento per giusta causa di un dipendente. Il motivo del licenziamento era una presunta insubordinazione, ma i giudici di merito non avevano ravvisato la prova di un formale ordine di servizio. La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge, confermando così la decisione a favore del lavoratore.
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Licenziamento per giusta causa: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di licenziamento per giusta causa riguardante alcuni dipendenti di un'azienda di servizi cimiteriali, accusati di aver profanato una salma in cambio di denaro. La Corte ha rigettato i ricorsi dei lavoratori, confermando la legittimità dei licenziamenti basati sulle prove raccolte. Ha inoltre respinto il ricorso incidentale dell'azienda contro la reintegrazione di un dipendente, per il quale non era stata provata la partecipazione attiva all'illecito. La sentenza chiarisce i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione dei fatti e la giustificazione del ritardo nella contestazione disciplinare in casi complessi.
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Giudizio di rinvio: limiti e poteri del giudice
Un lavoratore ha richiesto un compenso extra per mansioni aggiuntive. Dopo un primo annullamento della Cassazione, la Corte d'Appello, in sede di giudizio di rinvio, ha nuovamente respinto la domanda, ritenendo che il lavoratore stesso avesse ammesso di aver svolto le attività spontaneamente e senza obbligo contrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, sottolineando gli ampi poteri del giudice del rinvio nel riesaminare i fatti e nel qualificare la domanda sulla base delle allegazioni delle parti.
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Indennità vacanza contrattuale: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di vacanza contrattuale non costituisce un diritto soggettivo esigibile se il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) ne demanda la negoziazione alla contrattazione regionale e quest'ultima, a sua volta, ne posticipa la quantificazione e l'erogazione a causa di difficoltà economiche del settore. La Corte ha rigettato il ricorso di una lavoratrice, confermando che il rinvio operato dalle parti sociali non crea un diritto immediatamente azionabile in giudizio.
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