LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 115/02

Pagina 3 di 3

50 provvedimenti

Stato di insolvenza: cause irrilevanti per fallimento
Una società, dichiarata fallita per la seconda volta, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il proprio stato di insolvenza fosse dovuto alla cattiva gestione di un precedente fallimento, poi revocato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: per la dichiarazione di fallimento, ciò che conta è l'oggettiva incapacità dell'impresa di far fronte ai propri debiti, indipendentemente dalle cause che l'hanno determinata. La Corte ha inoltre condannato la società per abuso del processo.
Continua »
Pegno irregolare: la contestazione in primo grado
Una società bancaria sosteneva che un pagamento ricevuto non fosse revocabile in quanto derivante da un pegno irregolare. La società debitrice, in amministrazione straordinaria, ha contestato tale qualificazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che anche una contestazione sintetica ma chiara in primo grado è sufficiente per poter discutere la natura del pegno in appello, respingendo il ricorso della banca e condannandola per lite temeraria.
Continua »
Estinzione del giudizio: accordo tra le parti in Cassazione
Una società aveva proposto ricorso per cassazione contro il rigetto della sua domanda di ammissione al passivo fallimentare di un'altra azienda. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo, presentando un'istanza congiunta per l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a spese compensate, chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso seguita da accettazione, non si applica la condanna alle spese né l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Estinzione del processo: cosa succede se rinunci?
Un creditore ha rinunciato a un ricorso in Cassazione dopo la chiusura di un fallimento. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese del rinunciante sono irripetibili perché la controparte non si era costituita. La decisione chiarisce che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una professionista impugna il rigetto di un piano di ristrutturazione del debito. Successivamente, decide per la rinuncia al ricorso, che viene accettata dalla controparte. La Cassazione dichiara estinto il giudizio, senza decidere nel merito, e compensa le spese, chiarendo quando non è dovuto il doppio del contributo unificato.
Continua »
Reclamo inammissibile se la procedura è conclusa
Un soggetto ha presentato reclamo contro la vendita di un immobile in una procedura di liquidazione, lamentando irregolarità insanabili. Il Tribunale ha dichiarato il reclamo inammissibile, non perché tardivo, ma perché la procedura di liquidazione si era già conclusa con il trasferimento notarile della proprietà all'acquirente. La decisione stabilisce che, una volta esauriti gli effetti della procedura, ogni contestazione deve essere sollevata in un separato giudizio ordinario.
Continua »
Impugnazione tardiva: le conseguenze del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un provvedimento emesso in una procedura concorsuale, in quanto presentato oltre il termine di 60 giorni dalla comunicazione integrale del decreto. Questa decisione su una impugnazione tardiva comporta l'inefficacia del ricorso incidentale e l'assorbimento di quello condizionato, stabilendo un principio fondamentale sul rispetto dei termini processuali.
Continua »
Compensi professionali avvocato e accordi tariffari
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia sui compensi professionali avvocato tra un legale e un istituto di credito. La Corte ha rigettato il ricorso principale del professionista, confermando che l'interpretazione di un accordo forfettario del 2015 rientra nel potere del giudice di merito. Ha inoltre stabilito l'irretroattività della legge sull'equo compenso e chiarito i limiti del giudicato e del frazionamento del credito in caso di incarichi distinti. È stato parzialmente accolto il ricorso incidentale della banca su un punto specifico relativo al recupero delle spese.
Continua »
Prescrizione vizi immobile: quando l’azione scade
Una sentenza della Corte d'Appello di Bari analizza un caso di compravendita immobiliare con gravi difetti costruttivi. La Corte riforma parzialmente la decisione di primo grado, dichiarando la prescrizione dei vizi dell'immobile per gran parte delle richieste, in quanto l'azione legale è stata intrapresa tardivamente rispetto alla scoperta dei problemi. Viene confermata la responsabilità solo per i vizi acustici, con una significativa riduzione del risarcimento e l'esclusione di responsabilità per uno dei professionisti coinvolti.
Continua »
Simulazione contratto preliminare: la decisione
La Corte d'Appello conferma la nullità di un contratto preliminare di vendita, ritenendolo un'operazione fittizia. La decisione si fonda sulla prova per indizi della simulazione del contratto preliminare, orchestrata tra due società con forti legami per sottrarre fondi alla società acquirente, ormai insolvente e prossima al fallimento. Elementi decisivi sono stati l'insolvenza dell'acquirente, i legami tra gli amministratori e le anomalie nei pagamenti della caparra.
Continua »