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Art. 13 c. 1 quater D.P.R. n. 115 del 2002

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64 provvedimenti

Indennità di prima sistemazione: spetta sempre?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dirigente di un ente pubblico a ricevere l'indennità di prima sistemazione a seguito di un trasferimento d'ufficio. La sentenza chiarisce che tale diritto deriva dal contratto collettivo nazionale e non può essere negato né dalla mancata previsione nel contratto individuale, né da norme sulla spending review applicabili solo ai dipendenti statali. Inoltre, l'indennità è cumulabile con altri incentivi alla mobilità, in quanto remunerano disagi differenti.
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Giudicato esterno: limiti e oneri della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato su un presunto giudicato esterno. La sentenza chiarisce che per invocare efficacemente una precedente decisione, non è sufficiente citarne il solo dispositivo, ma è necessario produrre il testo integrale, inclusa la motivazione. La Corte sottolinea inoltre i rigorosi oneri di specificazione e allegazione richiesti per il ricorso, la cui violazione comporta l'inammissibilità.
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Indennità di turno: quando spetta nel riposo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9127/2019, ha chiarito le condizioni per il riconoscimento dell'indennità di turno al personale del settore sanità. La controversia vedeva un'azienda ospedaliera opporsi alla richiesta di alcuni dipendenti di ricevere tale indennità anche nei giorni di riposo. La Corte ha stabilito una distinzione cruciale: l'indennità di turno non spetta per il sesto giorno non lavorato (in un regime di settimana corta), ma è dovuta per i giorni di riposo compensativo maturati a fronte di ore lavorative eccedenti l'orario contrattuale giornaliero. La decisione sottolinea che l'indennità è legata al disagio dell'effettiva prestazione in turno e non alla mera assenza dal servizio.
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Trasferimento personale ATA: no anzianità piena
Un'ex dipendente di un ente locale, trasferita allo Stato come personale ATA, ha richiesto il pieno riconoscimento dell'anzianità di servizio pregressa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la normativa europea sul trasferimento d'azienda protegge il lavoratore da una diminuzione dello stipendio al momento del passaggio, ma non conferisce il diritto al riconoscimento integrale della vecchia anzianità per la futura progressione di carriera e di stipendio. L'obiettivo della tutela nel trasferimento personale ATA è conservare il trattamento economico goduto, non migliorarlo o equipararlo a quello dei dipendenti già in servizio presso il nuovo datore.
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