Un amministratore di una società riceve per sbaglio un bonifico di circa 51.000 euro da un'amministrazione condominiale e si rifiuta di restituirlo. Condannato in primo e secondo grado per appropriazione indebita, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte chiarisce che il fatto non costituisce appropriazione indebita, ma rientra nella diversa fattispecie dell'appropriazione di cose avute per errore. Poiché tale condotta è stata depenalizzata nel 2016, non è più considerata reato. Di conseguenza, la Corte annulla la condanna e revoca anche le decisioni sul risarcimento del danno, precisando che la questione diventa un mero illecito civile.
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