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Art. 1227 Codice Civile

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1251 provvedimenti

Responsabilità del dirigente: i limiti del mandato
Un dirigente apicale è stato condannato a un cospicuo risarcimento danni per aver stipulato un contratto di agenzia a condizioni più onerose rispetto a quelle autorizzate dal Consiglio di Amministrazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso del manager. L'ordinanza sottolinea come la responsabilità del dirigente sia esclusiva quando agisce in violazione di un mandato specifico, escludendo un concorso di colpa dell'azienda per carenza di controlli e negando l'esistenza di una ratifica successiva dell'operato.
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Concorso di colpa: quando è inammissibile il ricorso
In un caso di investimento di pedoni, la Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso delle parti civili contro la sentenza d'appello che aveva riconosciuto un loro concorso di colpa nella misura del 50%. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la valutazione sulla ripartizione percentuale della colpa è una questione di merito non sindacabile in sede di legittimità. Inoltre, ha ribadito l'inammissibilità del ricorso avverso la quantificazione della provvisionale, data la sua natura non definitiva.
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Riserve appalti pubblici: guida alla sentenza
In una complessa controversia su un contratto per opere portuali strategiche, la Corte d'Appello di Roma ha riesaminato le numerose riserve in appalti pubblici sollevate da un Raggruppamento di Imprese contro la Stazione Appaltante. La sentenza chiarisce i criteri di ammissibilità delle riserve, l'impatto della liquidazione coatta di un'impresa del raggruppamento sulla legittimazione ad agire, e le modalità di calcolo delle penali per ritardi. La Corte ha parzialmente riformato la decisione di primo grado, ricalcolando gli importi dovuti all'appaltatore e sottolineando l'importanza del rispetto delle procedure formali.
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Responsabilità pedone incidente: Cassazione conferma
Una pedone, attraversando la strada senza la dovuta attenzione, ha urtato una ciclista causandole lesioni gravi. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per lesioni stradali, stabilendo la piena responsabilità del pedone nell'incidente. Il ricorso della difesa, che invocava un concorso di colpa della ciclista, è stato respinto in quanto la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito è stata ritenuta logica e adeguatamente motivata, attribuendo l'intera colpa alla condotta disattenta della pedone.
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Onere della prova: risarcimento negato per danni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietarie che chiedevano un risarcimento danni al loro immobile, asseritamente causati da lavori di scavo commissionati da un Comune. La decisione finale si fonda sulla mancata dimostrazione, secondo l'onere della prova, del nesso di causalità tra i lavori e i danni, e sull'assenza di prove relative a una colpa del Comune nella scelta o nella vigilanza dell'impresa appaltatrice.
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Ingiusta detenzione: diritto pieno alla riparazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto a un'equa riparazione per ingiusta detenzione a favore di una donna assolta dall'accusa di concorso in detenzione di armi. Il Ministero dell'Economia aveva impugnato la decisione, sostenendo che la donna avesse agito con colpa grave, ma la Suprema Corte ha rigettato il ricorso. La sentenza stabilisce che quando l'ordinanza di custodia cautelare viene annullata sulla base di una diversa valutazione degli stessi elementi probatori, il diritto alla riparazione sorge pienamente, senza che il silenzio dell'indagato o una presunta 'connivenza' possano escluderlo o ridurlo.
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Inammissibilità ricorso cassazione: i requisiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di una società garante contro una Pubblica Amministrazione. Il caso riguardava una polizza fideiussoria per un finanziamento pubblico, la cui obbligazione principale era diventata nulla. La Corte ha ritenuto il ricorso formalmente carente, non rispettando i requisiti di esposizione chiara dei fatti e dei motivi, ribadendo che la forma è essenziale per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Risarcimento del danno locazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 4892/2025, stabilisce un importante principio sul risarcimento del danno locazione in caso di inadempimento del conduttore. Se l'inquilino restituisce l'immobile prima della scadenza, il locatore può chiedere il risarcimento per i canoni non percepiti, ma deve dimostrare di essersi attivato tempestivamente per trovare un nuovo affittuario. Viene quindi respinta la tesi dell'automatismo: il danno non equivale all'intero ammontare dei canoni residui, ma va provato e quantificato tenendo conto del dovere del locatore di mitigare il pregiudizio.
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Licenziamento accesso abusivo: il danno non conta
Un dipendente di banca, licenziato per aver acceduto senza autorizzazione a numerosi dati di clienti, era stato reintegrato dai giudici di merito perché l'istituto di credito non aveva provato un danno concreto. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che per il licenziamento per accesso abusivo è sufficiente la grave violazione degli obblighi di fedeltà e diligenza che mina il rapporto di fiducia, a prescindere dalla causazione di un pregiudizio effettivo.
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Procura speciale Cassazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società produttrice di elettrodomestici contro il proprietario di un immobile danneggiato da un'esplosione. Il motivo risiede nella mancanza di una procura speciale cassazione, in quanto il difensore agiva sulla base di una procura generale alle liti risalente a quasi trent'anni prima e non specifica per il giudizio di legittimità. Di conseguenza, la Corte ha condannato l'avvocato, e non la società, al pagamento delle spese processuali.
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Danno da infiltrazioni: ricorso inammissibile
Un condominio, condannato per danno da infiltrazioni, ricorre in Cassazione contestando la valutazione delle prove e la quantificazione del lucro cessante. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione dei fatti e delle prove, come la CTU, non è sindacabile in sede di legittimità. Inoltre, la Corte ha specificato che le questioni non sollevate nei gradi di merito non possono essere introdotte per la prima volta in Cassazione.
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Responsabilità precontrattuale e rivalutazione
In un caso di compravendita immobiliare basata su un contratto nullo, la Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra l'azione di restituzione del prezzo (indebito oggettivo) e quella per responsabilità precontrattuale. Viene confermato il diritto alla restituzione della somma versata con interessi dalla data del pagamento, data la malafede del venditore, ma si esclude la rivalutazione monetaria automatica. Quest'ultima, infatti, non spetta per i debiti di valuta come l'indebito, a meno che non si provi un 'maggior danno', a differenza dei debiti di valore tipici del risarcimento da illecito.
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Denuncia vizi costruzione: quando scatta il termine?
Un ente locale ha citato in giudizio l'impresa costruttrice e i progettisti per gravi vizi nella pavimentazione di una piazza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che rigettava la domanda perché la denuncia vizi costruzione era stata presentata tardivamente. Il termine annuale, precisa la Corte, decorre dal momento in cui il committente acquisisce una 'sicura conoscenza' dei difetti e delle cause, che non richiede necessariamente una perizia tecnica se i problemi sono evidenti.
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Caparra confirmatoria: quando sospendere il pagamento?
Un promissario acquirente sospendeva il pagamento della caparra confirmatoria a causa di vizi dell'immobile e del rischio di evizione parziale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo l'inadempimento dell'acquirente prevalente e ingiustificato. La sospensione totale dei pagamenti è stata giudicata sproporzionata rispetto all'inadempimento della controparte, violando il principio di buona fede. Di conseguenza, il ricorso principale è stato respinto e l'acquirente condannato al risarcimento del danno.
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Omessa custodia cane: la responsabilità del padrone
La Cassazione conferma la condanna per omessa custodia cane nei confronti di una proprietaria. Il suo animale, libero in strada, ha causato la caduta di un ciclista. Per i giudici, la responsabilità penale sussiste anche se il ciclista ha una parte di colpa, che rileva solo per il risarcimento del danno.
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Ricorso inammissibile: oneri di specificità del gravame
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un garante contro una società di leasing. La decisione si fonda su vizi procedurali: il ricorrente non ha contestato una delle autonome ragioni della sentenza d'appello e non ha rispettato il principio di autosufficienza del ricorso, omettendo di indicare dove e quando aveva sollevato una specifica eccezione nei gradi di merito. La sentenza ribadisce il rigore formale richiesto per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Spese stragiudiziali: quando sono risarcibili?
A seguito di un sinistro stradale, una automobilista contesta l'importo offerto dall'assicurazione a titolo di spese stragiudiziali, ritenendolo insufficiente. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: le spese stragiudiziali costituiscono un danno emergente e, come tali, il loro rimborso è subordinato alla prova rigorosa della loro utilità, congruità e dell'effettivo esborso da parte del danneggiato.
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Responsabilità per inadempimento: banca condannata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto bancario al risarcimento dei danni in favore di un investitore a causa della violazione di un contratto di gestione patrimoniale. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso della banca, molti dei quali ritenuti inammissibili perché miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. L'ordinanza ribadisce un principio cruciale: nella richiesta di risarcimento per responsabilità per inadempimento contrattuale, la svalutazione monetaria è una componente implicita e dovuta anche se non esplicitamente richiesta.
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Improcedibilità Ricorso: l’errore che costa il processo
Un lungo caso di risarcimento danni per una caduta su pavimento bagnato si conclude in Cassazione non per il merito della vicenda, ma per un errore procedurale. La Corte dichiara l'improcedibilità del ricorso perché la parte ricorrente non ha depositato la prova completa della notifica via PEC della sentenza impugnata, sottolineando l'importanza inderogabile degli adempimenti formali.
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Promessa di riassunzione: come si calcola il danno?
Un giornalista, licenziato dalla società cessionaria di un ramo d'azienda, si è visto negare il rientro nell'azienda cedente, nonostante una specifica clausola contrattuale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24016/2025, ha chiarito i criteri per il calcolo del risarcimento del danno derivante dalla violazione di una promessa di riassunzione. Pur respingendo la richiesta di costituzione coattiva del rapporto di lavoro, ha accolto il ricorso del lavoratore sul punto del 'dies ad quem' (termine finale) per il risarcimento, stabilendo che la data di conferimento dell'incarico al CTU, scelta dalla Corte d'Appello, era un limite temporale immotivato. La Corte ha rinviato il caso per una nuova determinazione del periodo risarcibile, confermando che il danno deve coprire l'intero pregiudizio patrimoniale subito dal lavoratore a causa dell'inadempimento.
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