LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1226 Codice Civile — Anno 2022

Pagina 7 di 7

133 provvedimenti

Altri anni per Art. 1226 Codice Civile

Occupazione senza titolo: scontro sul risarcimento del danno
Una società proprietaria di alcune aree adibite a parcheggio agisce contro un condominio che le occupa abusivamente. Ottenuto l'ordine di rilascio, sorge il problema del risarcimento del danno per l'occupazione senza titolo. La Corte d'Appello nega il risarcimento ritenendo non provato il danno. La Cassazione, rilevando un forte contrasto giurisprudenziale sulla natura del danno da occupazione senza titolo (se sia un danno implicito 'in re ipsa' o se richieda una prova specifica del mancato guadagno), decide di rimettere la questione alle Sezioni Unite per ottenere una decisione definitiva e fare chiarezza.
Continua »
Riproduzione non autorizzata di opere d’arte: vincono gli eredi
Gli Eredi di un celebre pittore hanno fatto causa a una Fondazione per la riproduzione non autorizzata di opere d'arte, consistente nella pubblicazione di un catalogo informatico contenente oltre 24.000 immagini delle opere dell'artista. La Corte d'appello aveva ritenuto lecita la pubblicazione, considerandola una libera utilizzazione per scopi di ricerca scientifica. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso degli Eredi, stabilendo che la riproduzione integrale delle opere, anche se in scala ridotta, non rientra nei limiti della citazione o della libera utilizzazione e si pone in concorrenza con i diritti di sfruttamento economico dell'autore. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Denuncia calunniosa: risarcimento anche senza condanna penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento dei danni inflitta a un soggetto per aver presentato una denuncia calunniosa contro un collega, accusandolo falsamente di aver timbrato il cartellino per altri. A causa della falsa accusa, la vittima era stata arrestata e processata, venendo poi assolta. Il denunciante sosteneva che il proscioglimento penale ottenuto in udienza preliminare escludesse la sua responsabilità civile. La Suprema Corte ha invece chiarito che la sentenza di non luogo a procedere non ha valore di giudicato nel processo civile. Pertanto, il giudice civile può accertare autonomamente il dolo del denunciante e liquidare in via equitativa il danno morale, legittimamente desunto in via presuntiva dalla sofferenza derivante dall'ingiusta carcerazione e dal processo subito. Il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
Continua »
Iscrizione ipotecaria illegittima: il danno non è mai automatico
Il Contribuente ha subito un'iscrizione ipotecaria illegittima da parte dell'Amministrazione Finanziaria per un debito fiscale inesistente. Nonostante l'accertata illegittimità dell'atto, la Corte d'Appello ha rigettato la domanda di risarcimento per mancanza di prove concrete sui danni subiti. Il Contribuente ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata liquidazione del danno patrimoniale e non patrimoniale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'illegittimità dell'ipoteca non comporta un risarcimento automatico: il danneggiato deve sempre dimostrare l'effettiva esistenza e l'ammontare dei danni subiti, non potendo limitarsi a allegazioni generiche o richiedere una rivalutazione dei fatti già decisi nel merito.
Continua »
Occupazione senza titolo: perché senza proprietà non c’è danno
Un cittadino acquista un terreno dal Comune, scoprendo poi che è attraversato da una strada pubblica abusiva. Gli eredi chiedono il risarcimento per occupazione senza titolo e l'indennizzo ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001. La Corte d'Appello rigetta la domanda poiché il contratto d'acquisto si era risolto per il mancato avveramento della condizione (costruire un edificio entro cinque anni), escludendo la proprietà del bene. La Cassazione conferma il rigetto: senza un provvedimento acquisitivo formale della Pubblica Amministrazione non spetta l'indennizzo speciale. Inoltre, mancando la prova della proprietà o del possesso a causa della risoluzione del contratto, la richiesta di risarcimento per occupazione senza titolo è inammissibile. Vince il Comune.
Continua »
Liquidazione equitativa del danno: niente risarcimento senza prove
Una proprietaria chiede il risarcimento dei danni causati dall'allagamento del proprio immobile dovuto all'ostruzione della rete fognaria durante alcuni lavori stradali. Il Tribunale e la Corte d'Appello respingono la domanda per mancanza di prove sia sulla responsabilità da custodia dell'impresa esecutrice, sia sull'esatto ammontare dei danni subiti. La Corte di Cassazione conferma la decisione, rigettando il ricorso. Gli Ermellini chiariscono che la liquidazione equitativa del danno non può essere utilizzata per rimediare alla totale mancanza di prova sull'esistenza stessa del danno o sul nesso di causa. Poiché la ricorrente ha presentato solo un generico preventivo di spesa senza dimostrare l'effettiva necessità dei lavori di ripristino, non è possibile procedere alla determinazione del risarcimento. La ricorrente viene condannata a pagare le spese di giudizio.
Continua »
Occupazione illegittima di immobile: risarcimento solo se provato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento dei danni inflitta a un soggetto per l'occupazione illegittima di immobile. La titolare del diritto di abitazione aveva agito in giudizio per ottenere il rilascio dell'appartamento e il risarcimento del danno subito a causa della privazione del godimento del bene. L'occupante ha impugnato la decisione sostenendo che il danno fosse stato erroneamente considerato automatico (in re ipsa). La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che i giudici di merito non hanno applicato un automatismo, ma hanno accertato la concreta esistenza del danno basandosi sulle prove e sulle allegazioni fornite dalla danneggiata, la quale ha dimostrato una grave compromissione della propria qualità di vita, essendo stata costretta a vivere in spazi ristretti.
Continua »
Liquidazione equitativa del danno: no a risarcimenti senza prove
Una società ottiene in sede arbitrale il risarcimento dei danni per l'anticipata costruzione di una cantina vinicola, quantificati sotto forma di oneri finanziari per un ipotetico mutuo. La Corte d'appello conferma la decisione ritenendola una legittima applicazione del potere del giudice. Tuttavia, la controparte contesta la decisione poiché la società non ha mai allegato né provato di aver effettivamente stipulato un mutuo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la liquidazione equitativa del danno non può essere utilizzata per risarcire un danno basato su fatti mai allegati in giudizio o facilmente provabili tramite documenti. La sentenza viene cassata con rinvio.
Continua »
Occupazione senza titolo: risarcimento dovuto anche senza prove
Una società immobiliare acquista all'asta degli immobili che vengono però occupati abusivamente da un privato. La società chiede il risarcimento dei danni per l'impossibilità di vendere o locare i beni. La Corte d'Appello rigetta la domanda ritenendo che il danno non sia automatico e manchi la prova scritta delle trattative perse. Le Sezioni Unite della Cassazione risolvono un contrasto stabilendo che l'occupazione senza titolo non produce un danno automatico (in re ipsa), ma un "danno presunto". Il proprietario deve allegare la perdita della possibilità di godere del bene. Se l'occupante non contesta specificamente, il danno si considera provato e può essere calcolato in base al valore di mercato degli affitti. La Corte accoglie il ricorso della società, ammettendo anche la prova per testimoni delle vendite sfumate.
Continua »
Diritto di copia privata: calcoli impossibili ma risarcimento dovuto
Una società cessionaria di diritti televisivi ha richiesto all'associazione di categoria l'indennizzo per il Diritto di copia privata per la trasmissione di diverse opere. Una prima sentenza ha accertato il diritto al compenso basato sulle delibere dell'associazione. Tuttavia, i criteri di calcolo previsti da tali delibere si sono rivelati del tutto indeterminabili e incompleti nella pratica. La Corte d'appello ha quindi respinto la domanda di adempimento specifico, ma ha accolto la richiesta di risarcimento del danno per inadempimento, liquidando 350.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'associazione. La Suprema Corte ha stabilito che l'impossibilità di calcolare l'esatto compenso per colpa del debitore legittima la condanna al risarcimento del danno.
Continua »
Contratto preliminare di compravendita: dalla lite all’accordo
I Promissari Acquirenti hanno stipulato un contratto preliminare di compravendita immobiliare con L'Azienda Venditrice. A causa della mancata presentazione di quest'ultima davanti al notaio, gli acquirenti hanno richiesto l'esecuzione in forma specifica del contratto e il risarcimento dei danni per il ritardo. Il Tribunale ha accolto la domanda, ma la Corte d'Appello ha escluso il risarcimento per vizio di ultrapetizione. Durante il giudizio di Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, I Promissari Acquirenti hanno depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza alcuna condanna alle spese processuali.
Continua »
Liquidazione equitativa del danno: no al risarcimento automatico
Un ingegnere ha richiesto il risarcimento dei danni per il ritardo di otto mesi nel trasferimento della propria linea telefonica fissa tra due operatori. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda per mancanza di prove concrete sul danno subito. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, dichiarando inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la mancanza di una linea fissa non comporta automaticamente un danno economico per un professionista, dato l'uso ormai prevalente dei telefoni cellulari. Di conseguenza, non si può ricorrere alla liquidazione equitativa del danno se il danneggiato non dimostra in modo specifico il pregiudizio economico subito e non fornisce elementi minimi per quantificarlo.
Continua »
Liquidazione equitativa del danno: negata se mancano i bilanci
Una società commerciale ha chiesto il risarcimento dei danni al Comune a causa della prolungata chiusura di una strada per lavori pubblici, che avrebbe causato il crollo delle vendite del proprio supermercato. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno rigettato la domanda poiché la società non ha depositato i bilanci o altra documentazione contabile per dimostrare il danno. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la consulenza tecnica d'ufficio non può supplire alla mancanza di prove della parte. Inoltre, la liquidazione equitativa del danno non può essere concessa se il danneggiato non assolve prima all'onere di dimostrare l'esistenza stessa del pregiudizio economico e non fornisce tutti gli elementi utili in suo possesso per quantificarlo.
Continua »