LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1219 Codice Civile

Pagina 14 di 17

337 provvedimenti

Onere della prova: vendita fittizia tra fratelli
In una controversia tra fratelli per il pagamento di azioni, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova dell'intestazione fittizia delle stesse spetta alla parte che la eccepisce. Un fratello aveva citato in giudizio la sorella per ottenere il pagamento del prezzo di una compravendita di azioni. La sorella si difendeva sostenendo che la titolarità del fratello era solo apparente, essendo il loro padre il vero proprietario. La Corte ha confermato la condanna al pagamento, ribadendo che, a fronte di un contratto valido, chi sostiene la simulazione deve fornirne la prova.
Continua »
Termine di adempimento: obbligo immediato se assente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10749/2025, ha stabilito che in assenza di un termine di adempimento esplicito in un contratto, la prestazione è dovuta immediatamente. Il caso riguardava il ritardo di quattro mesi nel trasferimento di proprietà di un'imbarcazione dopo il saldo del prezzo di un contratto di leasing. La Corte ha cassato la decisione d'appello, che aveva ritenuto il ritardo 'ragionevole', affermando che pagamento e trasferimento devono essere contestuali, e che la perdita di un'opportunità di vendita a causa del ritardo costituisce un danno risarcibile.
Continua »
Eccezione di prescrizione: quando è valida per la banca
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione di prescrizione sollevata da un istituto di credito in una causa per ripetizione di indebito è valida per l'intero rapporto, inclusi sia il conto corrente che l'apertura di credito collegata. La Corte ha chiarito che non è necessario per la banca sollevare due distinte eccezioni, data la gestione unitaria del rapporto. L'appello dei correntisti, che sostenevano la tardività e la genericità dell'eccezione, è stato quindi respinto, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato prescritta l'azione.
Continua »
Prescrizione crediti lavoro: le novità post Fornero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un ente e di due ex dipendenti in una causa per crediti retributivi. Il fulcro della decisione è la questione della prescrizione crediti lavoro. La Corte ha ribadito che, a seguito della Legge Fornero (L. 92/2012), la mancanza di un regime di piena stabilità del posto di lavoro comporta la sospensione del decorso della prescrizione per i crediti retributivi fino alla cessazione del rapporto. Inoltre, ha confermato che la valutazione sull'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità.
Continua »
Prescrizione crediti retributivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso di un consorzio che quello dei suoi ex dipendenti in una controversia sulla prescrizione crediti retributivi. La Corte ha confermato che, a seguito della Legge Fornero, la stabilità del posto di lavoro è diminuita, pertanto la prescrizione dei crediti decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro. Qualsiasi richiesta di rivalutazione delle prove è stata ritenuta inammissibile in sede di legittimità.
Continua »
Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla prescrizione dei crediti di lavoro di alcuni dipendenti di un consorzio. La Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale dell'azienda che quello incidentale dei lavoratori. È stato ribadito che la valutazione dell'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è compito del giudice di merito. Inoltre, è stato confermato il principio, consolidato dopo la Legge Fornero, secondo cui la prescrizione crediti lavoro decorre dalla cessazione del rapporto, a causa della diminuita stabilità del posto di lavoro.
Continua »
Prescrizione crediti di lavoro dopo la Legge Fornero
Un consorzio ha impugnato una sentenza che riconosceva differenze retributive a due ex dipendenti, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la Legge Fornero, avendo ridotto la stabilità del rapporto di lavoro, ha determinato la sospensione della prescrizione dei crediti di lavoro fino alla cessazione del rapporto stesso. Anche il ricorso incidentale dei lavoratori è stato giudicato inammissibile.
Continua »
Azione revocatoria: vendita per pagare debito è valida?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria contro la vendita dell'unico immobile di un garante. Nonostante la vendita fosse finalizzata a estinguere un mutuo, la Corte ha confermato la revoca dell'atto. La ragione risiede nella mancata prova da parte del debitore che la vendita fosse l'unica opzione indispensabile per adempiere a un debito scaduto, rigettando così la tesi dell'atto dovuto.
Continua »
Novazione e bond: l’offerta che estingue il danno
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni investitori contro un istituto bancario. Gli investitori, dopo aver subito perdite su obbligazioni, avevano aderito a un'offerta pubblica di scambio che non solo li aveva ristorati, ma aveva generato un guadagno. La Corte ha stabilito che tale adesione costituisce una novazione, estinguendo l'obbligazione originaria e, di conseguenza, qualsiasi pretesa risarcitoria. La prosecuzione della causa è stata inoltre sanzionata come lite temeraria.
Continua »
Obblighi informativi banca: risarcimento per bond
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un istituto di credito al risarcimento del danno per la violazione degli obblighi informativi banca relativi all'acquisto di obbligazioni argentine. La sentenza stabilisce che la mancata dimostrazione di aver fornito informazioni specifiche sul rischio giustifica un risarcimento che può equivalere all'intero capitale investito, chiarendo anche aspetti sulla decorrenza e interruzione della prescrizione.
Continua »
Esclusione socio cooperativa: motivi inammissibili
Una socia impugnava la delibera di esclusione da una cooperativa edilizia per il mancato pagamento delle quote di un mutuo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. I motivi del ricorso sono stati ritenuti inammissibili perché tentavano una rivalutazione dei fatti, mancavano di autosufficienza e, soprattutto, non si confrontavano con la vera ragione della decisione impugnata (la genericità e novità delle censure sollevate in appello). Il caso sottolinea l'importanza di formulare motivi di impugnazione specifici e pertinenti alla ratio decidendi della sentenza che si intende contestare.
Continua »
Maggior danno: calcolo e decorrenza annuale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene su un lungo contenzioso tra alcuni cittadini e un Comune per un'occupazione illegittima. Il punto centrale è il calcolo del maggior danno sull'indennità per l'occupazione legittima. La Corte stabilisce che tale danno, così come gli interessi, non va calcolato dalla fine del periodo di occupazione, ma deve essere computato su base annuale, poiché il diritto all'indennizzo matura anno per anno. Viene invece respinta la richiesta di un risarcimento basato su un tasso di interesse del 21% derivante da prestiti bancari, poiché non è stato provato il nesso causale diretto.
Continua »
Azione revocatoria e prova del credito: la guida
Il curatore di un fallimento ha intentato un'azione revocatoria per annullare la vendita di immobili, il cui ricavato era stato usato per estinguere un debito bancario. La richiesta si basava sul presunto pregiudizio ad altri creditori, in particolare l'Erario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiave: nell'azione revocatoria contro un terzo acquirente, l'ammissione di un credito allo stato passivo del fallimento non è una prova assoluta. Il terzo può contestare e dimostrare l'inesistenza di quel credito. Avendo la Corte d'Appello accertato che i crediti tributari erano stati annullati da una sentenza, è venuto meno l'"eventus damni", presupposto essenziale dell'azione.
Continua »
Prescrizione presuntiva: quando il pagamento non basta
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti delle prove contro la prescrizione presuntiva del compenso professionale. Un avvocato ha agito contro un ex cliente per il saldo di una parcella, ma il cliente ha eccepito la prescrizione triennale. La Corte ha stabilito che né l'invio della fattura, né un pagamento parziale non qualificato come 'acconto', né una registrazione con un'ammissione stragiudiziale del debito sono sufficienti a superare la presunzione di avvenuto pagamento. Solo l'ammissione in giudizio o il giuramento decisorio possono vincere tale presunzione, che si fonda sull'idea che certi debiti vengano saldati rapidamente.
Continua »
Motivazione apparente: sentenza nulla se acritica
Un ente riscossore impugna una sentenza tributaria per motivazione apparente. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la decisione d'appello è nulla se si limita a un rinvio acritico alla pronuncia di primo grado, senza analizzare specificamente i motivi di gravame e le prove prodotte, come quelle relative all'interruzione della prescrizione. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Atto interruttivo prescrizione: i requisiti essenziali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13430/2025, ha stabilito che un atto interruttivo prescrizione deve contenere elementi specifici per essere valido. Nel caso esaminato, le lettere inviate da un professionista a una compagnia assicurativa per richiedere il pagamento di compensi sono state giudicate troppo generiche e, pertanto, inidonee a interrompere la decorrenza della prescrizione. La Corte ha rigettato il ricorso del professionista, confermando che la richiesta deve permettere al debitore di identificare con esattezza l'oggetto della pretesa per essere efficace.
Continua »
Prescrizione contributi: quando il ricorso è perso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una contribuente che eccepiva la prescrizione di contributi previdenziali risalenti al 2001. La Corte ha stabilito che, una volta che l'atto impositivo originario (la cartella di pagamento) è diventato definitivo perché non impugnato, non è più possibile sollevare eccezioni relative a fatti precedenti, come la prescrizione del credito. Inoltre, ha confermato che un'intimazione di pagamento successiva, contenente i dettagli del debitore e della pretesa, è un atto idoneo a interrompere il decorso della prescrizione.
Continua »
Mora PA e fondi UE: la richiesta vale come diffida
Una società esportatrice ha richiesto alla Pubblica Amministrazione il pagamento di restituzioni all'esportazione previste da normative UE. A fronte del ritardo, la società ha agito in giudizio per ottenere gli interessi moratori. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito un principio fondamentale sulla mora PA: per i debiti derivanti dal diritto dell'Unione, la richiesta di pagamento presentata dal creditore è idonea a costituire in mora l'amministrazione, senza necessità di un successivo atto di diffida. Gli effetti della mora decorrono dalla scadenza del termine ragionevole che l'amministrazione aveva per completare le verifiche e disporre il pagamento.
Continua »
Responsabilità solidale appalto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla responsabilità solidale appalto, confermando che il termine biennale di decadenza per agire contro il committente può essere interrotto da una semplice richiesta stragiudiziale. L'ordinanza chiarisce che il diritto del lavoratore verso il committente non è autonomo, ma soggiace allo stesso regime di prescrizione applicabile al datore di lavoro diretto, con decorrenza dalla fine del rapporto. Il ricorso del committente è stato rigettato.
Continua »
Prescrizione pena pecuniaria: quando si interrompe?
Un condannato a una pena pecuniaria di 20.000 euro ne chiedeva la dichiarazione di estinzione per prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione pena pecuniaria. Sebbene le condanne successive per reati commessi in precedenza non ostacolino la prescrizione, l'avvio della procedura di recupero coattivo da parte dello Stato, come la notifica di una cartella esattoriale, interrompe efficacemente il decorso del tempo. Questo atto manifesta la volontà punitiva dello Stato e impedisce l'estinzione della pena.
Continua »