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Art. 12 delle preleggi — Sezione Quinta Civile

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226 provvedimenti

Altri anni per Art. 12 delle preleggi

Imposta sulla pubblicità: carrelli spesa e sanzioni
Una società ha contestato l'imposta sulla pubblicità per messaggi promozionali sui carrelli della spesa di un centro commerciale. La Corte di Cassazione ha confermato che l'imposta è dovuta, poiché la pubblicità nel parcheggio è visibile a un pubblico indeterminato. Tuttavia, ha annullato le sanzioni, riconoscendo la buona fede del contribuente che si era conformato a precedenti risoluzioni ministeriali, generando una condizione di incertezza normativa.
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Contratto di comodato: quando esclude IMU e TASI?
Un Comune ha contestato l'esenzione da IMU e TASI di un proprietario terriero, sostenendo che l'accordo di concessione del terreno a un agricoltore fosse un contratto di comodato, rendendo il proprietario responsabile per le imposte. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Comune, non per il merito della questione, ma per vizi procedurali. Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché mescolava in modo errato diverse censure e non era autosufficiente, confermando di fatto la decisione dei giudici di merito che avevano escluso la soggettività passiva del proprietario.
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Accertamento induttivo: la prova spetta al socio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un avviso di accertamento. Il caso riguarda un accertamento induttivo basato su prelevamenti dai conti correnti dei soci, ritenuti dall'Agenzia delle Entrate ricavi non dichiarati. La Corte ha stabilito che, in presenza di una ristretta base sociale, le movimentazioni sui conti dei soci si presumono riferibili alla società, invertendo l'onere della prova. Spetta quindi alla società contribuente, e non al Fisco, dimostrare analiticamente la natura di tali operazioni. La Cassazione ha inoltre censurato la motivazione 'apparente' della sentenza impugnata riguardo la deducibilità di polizze assicurative.
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Regime del margine: no per beni da Paesi extra UE
Un imprenditore importava smartphone ricondizionati dalla Cina, via Belgio, con regime doganale '42', applicando il regime del margine IVA. La Cassazione ha stabilito che i due regimi sono incompatibili: il regime del margine non si applica ai beni importati da Paesi extra UE, poiché la loro origine non cambia con il transito in un altro Stato membro.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. Il caso riguardava un avviso di accertamento per IRAP e IRPEF a carico di un'impresa edile. La Corte ha stabilito che la decisione dei giudici di merito era viziata sia nel confermare la tassazione di un ricavo, basandosi solo sulla data di emissione della fattura, sia nel negare la deducibilità di alcuni costi, ignorando le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate sulla competenza temporale. L'ordinanza sottolinea che una motivazione è apparente, e quindi invalida, quando non permette di comprendere l'iter logico-giuridico seguito dal giudice, come accaduto in questo caso sia a danno del contribuente che dell'erario.
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Elusione fiscale leveraged buyout: la Cassazione
La Cass. Civ., Sez. 5, n. 34595 del 30/12/2019, ha stabilito che un'operazione di elusione fiscale leveraged buyout si configura quando manca una valida ragione economica. La Corte ha rigettato il ricorso di una società, confermando che l'onere di provare la sostanza economica dell'operazione, volta a dedurre oneri finanziari (push down del debito), spetta al contribuente e non basta un generico riferimento a modelli finanziari leciti.
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