LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 12 delle preleggi — Anno 2025

Pagina 8 di 12

226 provvedimenti

Altri anni per Art. 12 delle preleggi

Inquadramento dirigenziale: no all’automatismo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una dipendente universitaria che chiedeva l'inquadramento dirigenziale automatico basato su anzianità e normative degli anni '70-'80. La Corte ha stabilito che l'accesso alla qualifica di dirigente nel pubblico impiego richiede sempre una procedura selettiva, non potendo avvenire in modo automatico per sola anzianità, salvo esplicita previsione di legge derogatoria, qui assente.
Continua »
Esenzione ICI area edificabile: la Cassazione decide
Un'istituzione religiosa chiedeva l'esenzione ICI per un'area edificabile destinata ad attività assistenziali. La Cassazione ha negato l'esenzione, chiarendo che la semplice previsione urbanistica non basta. È necessario un comportamento attivo volto a realizzare concretamente la destinazione agevolata. La decisione sottolinea i limiti dell'esenzione ICI su area edificabile.
Continua »
Accertamento redditometrico: onere della prova del Fisco
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato sul "redditometro", sostenendo che non riflettesse la sua reale capacità contributiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando un principio consolidato: l'accertamento redditometrico si basa su una presunzione legale. Spetta all'Amministrazione Finanziaria solo dimostrare l'esistenza dei beni-indice (es. immobili), mentre l'onere di provare che il reddito presunto non esiste, o è inferiore, ricade interamente sul contribuente.
Continua »
Assegno nucleo familiare: prova del reddito essenziale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore straniero per il riconoscimento dell'assegno per il nucleo familiare, confermando che la mancata dimostrazione del reddito complessivo del nucleo, inclusi i familiari residenti all'estero, impedisce l'accesso al beneficio. La prova del requisito reddituale è un onere del richiedente e un elemento costitutivo del diritto stesso, non una mera condizione per l'erogazione.
Continua »
Assegno familiare: prova del reddito a carico del richiedente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero per il riconoscimento dell'assegno familiare, confermando che la mancata dimostrazione del requisito reddituale di tutto il nucleo, inclusi i familiari residenti all'estero, impedisce l'accesso al beneficio. Secondo la Corte, l'onere di fornire tale prova ricade interamente sul richiedente e la sola dichiarazione dei redditi non è sempre sufficiente.
Continua »
Motivazione per relationem: quando è valida in appello?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società tipografica contro un avviso di accertamento per plusvalenza non dichiarata. Il caso è centrale per definire i limiti della motivazione per relationem, con la Corte che ha stabilito la validità della decisione d'appello in quanto basata su un'autonoma valutazione critica e non su un mero rinvio alla sentenza di primo grado. La sentenza sottolinea l'onere probatorio a carico del contribuente.
Continua »
Privilegio rivalsa accise: la forma è sostanza
Una società energetica si è vista negare il riconoscimento del privilegio sul proprio credito per la rivalsa delle accise nei confronti di un consorzio in liquidazione. La Corte di Cassazione ha confermato che, ai fini del privilegio rivalsa accise, l'importo del tributo deve essere esplicitamente e separatamente indicato in fattura, come richiesto dalla legge. La possibilità di calcolare l'importo a posteriori tramite altri documenti non è considerata sufficiente, privilegiando un'interpretazione strettamente formale della norma.
Continua »
Errore di fatto: Cassazione chiarisce i limiti
Un elettore ha impugnato per revocazione una decisione della Corte di Cassazione riguardante la presunta ineleggibilità di un Dirigente Scolastico, sostenendo un errore di fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che un disaccordo sull'interpretazione giuridica delle funzioni del dirigente costituisce un errore di diritto, non un errore di fatto, e quindi non è un motivo valido per la revocazione.
Continua »
Motivazione apparente: Cassazione su oneri prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un accertamento fiscale per operazioni in nero e fatture inesistenti. L'ordinanza chiarisce i limiti del vizio di motivazione apparente e gli stringenti oneri probatori del ricorrente, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme', ovvero due sentenze di merito con la stessa valutazione dei fatti. La Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza d'appello non fosse apparente, ma una sintesi autonoma delle ragioni della decisione, e ha condannato la società per lite temeraria.
Continua »
Addizionale bonus dirigenti: la Cassazione chiarisce
Un dirigente del settore finanziario ha richiesto il rimborso dell'addizionale bonus dirigenti, sostenendo che non fosse dovuta poiché il suo bonus non superava il triplo della retribuzione fissa. Le corti di merito gli hanno dato ragione. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che la riforma del 2011 ha tacitamente abrogato la soglia del triplo. Di conseguenza, l'imposta si applica su tutta la parte variabile che eccede quella fissa.
Continua »
Contratti a termine fondazioni liriche: No conversione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una ballerina impiegata per vent'anni da una fondazione lirica tramite una serie di contratti a termine. La lavoratrice chiedeva la conversione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato a causa dell'abuso nella reiterazione. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che per i contratti a termine nelle fondazioni liriche, la normativa speciale prevale, escludendo la conversione e prevedendo unicamente il risarcimento del danno come sanzione per l'illegittimità, in linea con i principi delle Sezioni Unite.
Continua »
Decadenza NASpI: quando inizia il termine per la domanda
Una lavoratrice si è vista negare la NASpI per aver presentato la domanda oltre il termine. La Cassazione ha stabilito che la decadenza NASpI scatta 68 giorni dopo la comunicazione di deposito della sentenza che accerta il lavoro subordinato, e non dalla successiva notificazione formale. La comunicazione della cancelleria è ritenuta sufficiente a garantire la conoscenza necessaria per avviare la pratica, rendendo tardiva la richiesta della lavoratrice.
Continua »
Agevolazioni fiscali assunzioni: onere della prova
Una società si è vista negare le agevolazioni fiscali per le assunzioni di tre dipendenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'onere della prova sui requisiti per beneficiare degli sgravi grava interamente sul datore di lavoro. La Corte ha chiarito che spetta all'azienda dimostrare che i lavoratori non avessero avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel biennio precedente, un punto che la società non è riuscita a provare adeguatamente nei gradi di merito.
Continua »
Diritto all’assunzione: il ruolo dello ius superveniens
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di alcuni vincitori di un concorso pubblico che, a causa di ritardi dell'amministrazione e di una normativa sopravvenuta (ius superveniens), si sono visti riconoscere un inquadramento inferiore a quello previsto dal bando. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il corretto inquadramento va determinato in base alla legge in vigore al momento dell'assunzione, non del bando. È stato così negato il diritto all'assunzione nella qualifica superiore e respinta la richiesta di risarcimento danni per vizi procedurali nell'appello.
Continua »
Licenziamento disciplinare: confermato per il dirigente
La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento disciplinare di un dirigente di un ente locale. Il dirigente si era autoliquidato per anni indennità di posizione e di risultato senza la preventiva costituzione del fondo previsto dalla normativa, inducendo in errore il Sindaco. La Corte ha ritenuto tale condotta, caratterizzata da dolo e reiterate violazioni di legge, una lesione irreparabile del rapporto di fiducia (vulnus fiduciario), giustificando pienamente il recesso per giusta causa. Il ricorso del dipendente è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Domanda riconvenzionale sconnessa: i limiti in giudizio
In una controversia nata per il rimborso di spese su un immobile comune, una delle parti ha tentato di inserire nel giudizio altre pretese economiche derivanti da rapporti completamente diversi. I giudici hanno dichiarato tale tentativo inammissibile, definendola una domanda riconvenzionale sconnessa. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che non si possono cumulare nello stesso processo cause che non abbiano alcun collegamento oggettivo, al fine di non appesantire e ritardare la decisione sulla questione principale.
Continua »
Sopravvenienza attiva: tassabile la riduzione dei debiti?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione di un debito contributivo, ottenuta grazie a una legge agevolativa per aree colpite da calamità naturali, costituisce una sopravvenienza attiva tassabile. Una società cooperativa aveva beneficiato di uno stralcio del 60% dei suoi debiti pregressi verso l'INPS. L'Agenzia delle Entrate ha recuperato a tassazione tale importo come IRES, sostenendo che, essendo i contributi originari costi deducibili, la loro successiva cancellazione generasse un reddito imponibile. La Suprema Corte ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria, affermando che la tassazione della sopravvenienza attiva è necessaria per evitare un indebito doppio beneficio fiscale (deduzione del costo e successiva esenzione sulla sua cancellazione). La sentenza chiarisce che il beneficio concesso dalla legge agevolativa riguarda il debito contributivo e non si estende automaticamente a un'esenzione fiscale.
Continua »
Nuova costruzione e distanze: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un condominio, edificato in seguito a un sisma, che violava le distanze legali dalla proprietà confinante. I costruttori sostenevano si trattasse di una 'ricostruzione' soggetta a norme meno stringenti, ma la Corte ha qualificato l'intervento come 'nuova costruzione' a causa del significativo aumento di volume e altezza rispetto agli edifici preesistenti. Di conseguenza, ha confermato la decisione d'appello che imponeva l'arretramento dell'edificio per rispettare le distanze maggiori previste dal regolamento edilizio per le nuove costruzioni, rigettando tutti i motivi di ricorso.
Continua »
Azione di spoglio: legittimazione dell’acquirente
Con l'ordinanza n. 5077/2025, la Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per l'azione di spoglio. Si stabilisce che chi acquista un immobile non può intentare causa per uno spoglio avvenuto prima della vendita, se il venditore aveva già perso il possesso e l'acquirente non ha mai acquisito il controllo di fatto del bene. La sentenza della Corte d'Appello è stata annullata per "motivazione apparente", poiché non ha spiegato adeguatamente le ragioni della legittimazione ad agire dell'acquirente.
Continua »
Termine accertamento illecito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva cancellato una sanzione di un'autorità di vigilanza contro gli ex amministratori di una banca. La questione centrale era il termine di accertamento illecito. La Cassazione ha stabilito che il termine di 180 giorni per la contestazione non decorre dalla semplice ricezione di informazioni, ma dal momento in cui l'autorità ha completato la raccolta di tutti gli elementi necessari per una valutazione definitiva, un momento la cui determinazione spetta all'autorità stessa e non può essere sindacata dal giudice.
Continua »