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Art. 12 delle preleggi — Anno 2025

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226 provvedimenti

Altri anni per Art. 12 delle preleggi

Trasferimento d’azienda: la responsabilità solidale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che contestava la propria responsabilità solidale per i debiti verso i dipendenti a seguito di un complesso trasferimento d'azienda. L'ordinanza conferma che una serie articolata di cessioni, affitti e retrocessioni di rami d'azienda costituisce un fenomeno unitario ai sensi dell'art. 2112 c.c., garantendo la continuità dei diritti dei lavoratori. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, pur presentati come violazioni di legge, miravano in realtà a una nuova valutazione dei fatti, compito precluso al giudice di legittimità.
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Compensi professionali avvocato e accordi tariffari
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia sui compensi professionali avvocato tra un legale e un istituto di credito. La Corte ha rigettato il ricorso principale del professionista, confermando che l'interpretazione di un accordo forfettario del 2015 rientra nel potere del giudice di merito. Ha inoltre stabilito l'irretroattività della legge sull'equo compenso e chiarito i limiti del giudicato e del frazionamento del credito in caso di incarichi distinti. È stato parzialmente accolto il ricorso incidentale della banca su un punto specifico relativo al recupero delle spese.
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Assegno contraffatto: la responsabilità della banca
La Corte di Cassazione ha stabilito che un istituto di credito non è responsabile per il pagamento di un assegno contraffatto se l'alterazione non è rilevabile 'ictu oculi', ovvero a colpo d'occhio, da un operatore di media diligenza. Il caso riguardava un correntista il cui assegno era stato alterato nell'importo e nel beneficiario. La Corte ha rigettato il ricorso del cliente, confermando che non si può pretendere dalla banca l'uso di strumenti specialistici o competenze grafologiche per ogni controllo, specialmente nelle procedure automatizzate come la stanza di compensazione.
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Accertamento induttivo: la prova spetta al socio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un avviso di accertamento. Il caso riguarda un accertamento induttivo basato su prelevamenti dai conti correnti dei soci, ritenuti dall'Agenzia delle Entrate ricavi non dichiarati. La Corte ha stabilito che, in presenza di una ristretta base sociale, le movimentazioni sui conti dei soci si presumono riferibili alla società, invertendo l'onere della prova. Spetta quindi alla società contribuente, e non al Fisco, dimostrare analiticamente la natura di tali operazioni. La Cassazione ha inoltre censurato la motivazione 'apparente' della sentenza impugnata riguardo la deducibilità di polizze assicurative.
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Regime del margine: no per beni da Paesi extra UE
Un imprenditore importava smartphone ricondizionati dalla Cina, via Belgio, con regime doganale '42', applicando il regime del margine IVA. La Cassazione ha stabilito che i due regimi sono incompatibili: il regime del margine non si applica ai beni importati da Paesi extra UE, poiché la loro origine non cambia con il transito in un altro Stato membro.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. Il caso riguardava un avviso di accertamento per IRAP e IRPEF a carico di un'impresa edile. La Corte ha stabilito che la decisione dei giudici di merito era viziata sia nel confermare la tassazione di un ricavo, basandosi solo sulla data di emissione della fattura, sia nel negare la deducibilità di alcuni costi, ignorando le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate sulla competenza temporale. L'ordinanza sottolinea che una motivazione è apparente, e quindi invalida, quando non permette di comprendere l'iter logico-giuridico seguito dal giudice, come accaduto in questo caso sia a danno del contribuente che dell'erario.
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