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Art. 12 delle preleggi — Anno 2024

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201 provvedimenti

Altri anni per Art. 12 delle preleggi

Accertamento bancario: onere della prova del contribuente
Un professionista impugnava un accertamento bancario basato su somme non giustificate sul proprio conto. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la firma dell'atto da parte di un funzionario non dirigente non ne causa la nullità e che la valutazione delle prove fornite dal contribuente per giustificare i versamenti è un giudizio di merito, non sindacabile in sede di legittimità se la motivazione non è palesemente illogica o inesistente.
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Progressione economica dipendenti: no al pensionato
Un ex dipendente pubblico, in pensione dal 1° gennaio 2006, ha fatto ricorso per essere stato escluso da una procedura selettiva per la progressione economica dipendenti, indetta nel settembre 2006 per il personale in servizio al 31 dicembre 2005. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'esclusione. Ha chiarito che, sebbene la progressione abbia una finalità premiale, il beneficio è strettamente legato al contributo professionale fornito durante l'anno di riferimento (il 2006). Essendo il lavoratore già in pensione, non poteva aver maturato le competenze professionali per quell'anno e, di conseguenza, è stato legittimamente escluso.
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Responsabilità sindaci: la prova del nesso causale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 5060/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una curatela fallimentare, confermando l'assoluzione dei sindaci di una società. Il caso verteva sulla responsabilità sindaci per omessa vigilanza a seguito dell'azzeramento del capitale sociale. La Corte ha ribadito che, per affermare la loro responsabilità, non basta dimostrare l'inerzia, ma è necessario provare il nesso causale tra tale omissione e i danni specifici, dimostrando che il loro intervento avrebbe evitato o limitato il pregiudizio.
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Omessa pronuncia spese legali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4850/2024, ha cassato una sentenza della Corte d'Appello per omessa pronuncia sulle spese legali del primo grado di giudizio. Il caso riguardava una richiesta di risarcimento per danni causati da una costruzione vicina. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice ha l'obbligo di decidere su tutte le domande, incluse le spese, pena la violazione del diritto a una tutela giurisdizionale completa.
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Accertamento sintetico: la prova del contribuente
Una contribuente è stata soggetta a un accertamento sintetico a causa di una notevole discrepanza tra il reddito dichiarato e il suo tenore di vita, evidenziato da investimenti societari e proprietà immobiliari. La Commissione Tributaria Regionale aveva inizialmente accolto il ricorso della contribuente. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la prova fornita era insufficiente. Non è sufficiente dimostrare la mera disponibilità di altri fondi; è necessario provare con documentazione idonea che tali fondi siano stati effettivamente utilizzati per coprire le spese contestate, specialmente in presenza di una palese sproporzione tra le uscite e le presunte fonti di reddito. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Prova contraria redditometro: oneri del contribuente
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato sul 'redditometro', che presumeva un reddito superiore a quello dichiarato in base al possesso di beni come autoveicoli e cavalli da corsa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per fornire la prova contraria al redditometro, non è sufficiente contestare i costi presunti, ma è necessario dimostrare con prove documentali che le somme utilizzate per il mantenimento dei beni provengono da redditi esenti o già tassati.
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Redditometro: la Cassazione conferma la sua validità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4759/2024, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato sul redditometro. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato un reddito superiore a quello dichiarato, basandosi sul possesso di beni come residenza principale, autoveicoli e cavalli da corsa. La Corte ha confermato che il redditometro costituisce una presunzione legale valida e che l'onere della prova contraria spetta al contribuente. Quest'ultimo deve fornire documentazione idonea a dimostrare che le spese per il mantenimento dei beni sono state sostenute con redditi esenti, già tassati o non imponibili, non essendo sufficiente contestare genericamente l'importo presunto delle spese.
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Contratto a termine: onere della prova e clausola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4634/2024, interviene su un caso di contratto a termine stipulato per sostituzione feriale. Viene ribadito che non è necessario indicare il nome del lavoratore sostituito, ma si chiarisce un punto fondamentale: l'onere della prova sul rispetto della clausola di contingentamento (il limite percentuale di contratti a tempo determinato) grava sempre sul datore di lavoro. È sufficiente che il lavoratore deduca il superamento di tale limite per far scattare l'obbligo probatorio in capo all'azienda. La sentenza della Corte d'Appello è stata quindi cassata su questo punto con rinvio per un nuovo esame.
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Accertamento sintetico: onere della prova del Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4424/2024, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una sentenza che aveva annullato un accertamento sintetico. Il caso riguardava una contribuente con redditi dichiarati irrisori a fronte di ingenti investimenti in società e acquisti immobiliari. La Suprema Corte ha stabilito che la motivazione del giudice di secondo grado era solo apparente, poiché non aveva affrontato la palese sproporzione tra le spese contestate e le fonti di reddito alternative fornite come giustificazione. Viene ribadito che, in tema di accertamento sintetico, non è sufficiente per il contribuente dimostrare la generica disponibilità di altre somme, ma è necessario provare che tali somme siano state effettivamente utilizzate per coprire le spese oggetto di accertamento, fornendo una prova documentale rigorosa.
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Servitù di passaggio: limiti e opere sul fondo servente
La Corte di Cassazione ha stabilito i limiti della servitù di passaggio, negando ai proprietari di un immobile il diritto di costruire una scala a chiocciola che avrebbe occupato interamente il vano (la cosiddetta "torretta") sul fondo servente, di proprietà altrui. La Corte ha chiarito che l'esercizio di una servitù non può spingersi fino a privare di fatto il proprietario del fondo servente della sua proprietà, specialmente se il titolo originario non prevede modalità così invasive.
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Responsabilità proprietario veicolo e colpa presunta
Un proprietario di un veicolo ha ricevuto una multa come corresponsabile per un'infrazione commessa dal conducente. L'uomo ha fatto ricorso sostenendo di non sapere che la patente del conducente fosse sospesa. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del proprietario del veicolo, chiarendo che per evitare la sanzione, il proprietario deve dimostrare che il veicolo è stato utilizzato contro la sua volontà, e non è sufficiente la semplice ignoranza. La Corte ha solo parzialmente accolto il ricorso, riducendo l'importo delle spese legali liquidate in precedenza.
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Restituzione assegno sociale: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato che l'assegno sociale indebitamente percepito deve essere restituito quando l'erogazione iniziale ha carattere provvisorio, in attesa della verifica reddituale definitiva. La Corte ha rigettato il ricorso di una cittadina, stabilendo che la natura provvisoria della prestazione non genera un affidamento legittimo che ne impedisca la ripetizione. L'indebito era sorto a causa del superamento dei limiti di reddito dovuto alla percezione di una pensione di reversibilità. La richiesta di restituzione è parte integrante del meccanismo di conguaglio previsto dalla legge.
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Principio di non contestazione: la guida completa
Una società di gestione alberghiera riceve un pagamento in esecuzione di una sentenza di primo grado, successivamente riformata in appello. Nonostante la società ammetta di aver ricevuto la somma, la Corte d'Appello omette di ordinarne la restituzione. La Cassazione, applicando il principio di non contestazione, cassa la decisione, stabilendo che un fatto ammesso o non specificamente contestato dalla controparte si considera provato e vincolante per il giudice, che deve quindi disporre la restituzione.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo per il Fisco?
Un contribuente, titolare di un'attività di trasporto persone, ha impugnato un avviso di accertamento basato sia sugli studi di settore sia su una presunta condotta antieconomica reiterata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'Amministrazione Finanziaria può procedere con un accertamento induttivo anche in presenza di una contabilità formalmente corretta, qualora questa sia intrinsecamente inattendibile a causa dell'antieconomicità del comportamento. In tali casi, spetta al contribuente fornire la prova contraria per dimostrare la correttezza delle proprie dichiarazioni.
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Licenziamento ritorsivo: la Cassazione conferma la nullità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2833/2024, ha rigettato il ricorso di un ente pubblico, confermando la nullità del licenziamento di un dirigente. Il recesso, formalmente motivato dal mancato superamento del periodo di prova e, in subordine, da una giusta causa, è stato ritenuto un licenziamento ritorsivo. La Corte ha stabilito che la finalità ritorsiva, se provata come motivo unico e determinante, invalida il licenziamento anche durante il patto di prova, basandosi su elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti come la mancata assegnazione di mansioni specifiche.
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Utili extracontabili: le presunzioni fiscali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2494/2024, ha chiarito la validità delle presunzioni fiscali in materia di accertamento di utili extracontabili per le società a ristretta base. A seguito di un ricorso dell'Agenzia delle Entrate, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva parzialmente invalidato l'accertamento, ribadendo che i movimenti bancari ingiustificati possono essere considerati ricavi e che gli utili non contabilizzati si presumono distribuiti ai soci. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Agevolazione prima casa pertinenze: il giardino
Un contribuente acquista una casa con giardino, ma l'Agenzia delle Entrate nega l'agevolazione prima casa pertinenze per il terreno. La Cassazione interviene, stabilendo che la nozione di pertinenza fiscale coincide con quella civilistica dell'art. 817 c.c., basata sul vincolo di servizio effettivo e non sulla sola categoria catastale. L'agevolazione spetta anche al giardino se è una pertinenza di fatto.
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Motivazione Apparente: Cassazione Annulla Sentenza
Una società impugnava un avviso di accertamento per IRES e IRAP. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado per motivazione apparente, poiché i giudici d'appello non avevano fornito una spiegazione chiara e completa delle ragioni della loro decisione, limitandosi a frasi laconiche e contraddittorie. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Polizza fideiussoria: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un coobbligato contro una compagnia assicurativa che aveva escusso una polizza fideiussoria. Il caso evidenzia i limiti del giudizio di legittimità: non è possibile contestare in Cassazione la valutazione dei fatti o l'interpretazione contrattuale operata dai giudici di merito, a meno di vizi motivazionali gravissimi. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è quello di un terzo grado di giudizio, ma di controllo sulla corretta applicazione della legge.
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Tassazione indennità esproprio: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1887/2024, ha stabilito che la tassazione dell'indennità di esproprio dipende dalla natura edificabile del terreno al momento dell'avvio della procedura, non dalla sua futura destinazione. L'ordinanza chiarisce anche che l'omessa ritenuta d'acconto da parte dell'ente espropriante non esonera il contribuente dal pagamento dell'imposta e delle relative sanzioni, confermando la sua responsabilità solidale.
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