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art. 12 delle disposizioni sulla legge in generale

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52 provvedimenti

Riclassificazione INAIL: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società del settore legno contro la riclassificazione INAIL delle sue attività lavorative. L'Istituto aveva applicato un tasso di premio più alto basato su una nuova valutazione del rischio. La Suprema Corte ha stabilito che la richiesta della società era un inammissibile tentativo di riesame del merito, confermando la correttezza della decisione della Corte d'Appello, fondata sui principi normativi che regolano le tariffe dei premi.
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Minimale contributivo inderogabile: la Cassazione
Una società cooperativa ha applicato un contratto collettivo aziendale che prevedeva retribuzioni inferiori a quelle del contratto nazionale di settore più rappresentativo. A seguito di un accertamento, gli enti previdenziali hanno richiesto il pagamento delle differenze contributive, qualificando l'inadempienza come evasione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della cooperativa, stabilendo che il minimale contributivo, fissato per legge con riferimento ai CCNL stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, è un principio inderogabile. Pertanto, nessun accordo di secondo livello può prevedere una base imponibile inferiore. La Corte ha inoltre confermato la classificazione del fatto come evasione contributiva, in quanto le denunce presentate erano basate su un presupposto giuridico errato e non veritiero.
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Cancellazione elenchi agricoli: notifica online vale
Un lavoratore agricolo, cancellato dagli elenchi di categoria, ha contestato la validità della notifica avvenuta tramite pubblicazione online sul sito dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che la pubblicazione telematica è una forma di notifica pienamente valida ai sensi della normativa vigente. Di conseguenza, il termine per impugnare la cancellazione decorre da tale pubblicazione. Poiché il lavoratore ha agito in giudizio tardivamente, il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile per intervenuta decadenza, confermando la legittimità della procedura di cancellazione elenchi agricoli adottata dall'ente.
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Opposizione cartella esattoriale e l’esame del merito
Una società televisiva ha presentato opposizione a una cartella esattoriale per contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in presenza di vizi formali come un'iscrizione a ruolo potenzialmente illegittima, il giudice dell'opposizione ha sempre il dovere di valutare nel merito la fondatezza della pretesa creditoria. Di conseguenza, avendo accertato l'esistenza del debito contributivo, il ricorso della società è stato respinto.
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IRAP compensi avvocati pubblici: chi paga il conto?
Un importante ente previdenziale ha trattenuto l'IRAP dai compensi professionali dei propri legali interni. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14614/2025, ha stabilito che tale pratica è illegittima. La Corte ha chiarito che l'IRAP sui compensi degli avvocati pubblici è un'imposta a carico esclusivo del datore di lavoro e non può essere in alcun modo, né direttamente né indirettamente, trasferita sui dipendenti. La decisione sottolinea la natura retributiva di tali compensi e distingue nettamente la gestione contabile dell'ente dal diritto del lavoratore alla piena retribuzione.
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Retribuzione ferie: quali indennità includere?
Un lavoratore di una società di trasporti ha ottenuto in appello il diritto a includere nel calcolo della retribuzione ferie tre indennità specifiche (perequativa, compensativa e di turno). La società ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato i motivi relativi all'esclusione delle indennità, confermando, in linea con il diritto europeo, che la retribuzione durante le ferie deve comprendere ogni compenso collegato alle mansioni per non scoraggiare il godimento del riposo. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo all'erronea inclusione di un premio di risultato nel conteggio, poiché non oggetto di appello, cassando con rinvio la sentenza su questo specifico punto.
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Proroga contratto a termine: la data che conta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4654/2025, ha stabilito un principio cruciale per la proroga contratto a termine. Se la legge cambia tra la data di firma e la data di efficacia della proroga, si applica la normativa in vigore nel momento in cui la proroga inizia a produrre i suoi effetti. Nel caso specifico, una proroga firmata prima dell'entrata in vigore delle norme più restrittive del "Decreto Dignità" ma con decorrenza successiva è stata giudicata illegittima per mancanza della causale, portando alla conversione del rapporto in tempo indeterminato.
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Ricorso inammissibile: le regole formali nel penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due imprenditori condannati per bancarotta fraudolenta. La decisione si fonda su due pilastri: un vizio formale, ovvero la mancanza di uno specifico mandato a impugnare post-sentenza, e la genericità dei motivi, che tentavano di ottenere un riesame dei fatti non consentito nel giudizio di legittimità. La sentenza ribadisce il rigore delle norme procedurali e i limiti del sindacato della Suprema Corte.
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Premio speciale unitario: vince la norma speciale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il calcolo del premio speciale unitario per l'assicurazione contro gli infortuni, previsto per specifiche categorie come le cooperative di facchinaggio, deve seguire le regole speciali e non quelle generali basate sulla retribuzione effettiva. La Corte ha chiarito che una legge successiva di carattere generale non abroga una legge precedente speciale, confermando la validità del calcolo basato su importi fissi predeterminati. La sentenza della Corte d'Appello, che imponeva il calcolo sulla retribuzione reale, è stata annullata.
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Requisiti nomina dirigenziale: la specializzazione
Un dipendente pubblico contesta la selezione di un collega per una posizione di vertice, mettendo in dubbio la validità di una sua precedente nomina che costituiva un requisito di accesso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la contestazione sui requisiti della nomina pregressa è stata sollevata tardivamente nel processo. Inoltre, ha confermato che per la nomina dirigenziale, la 'particolare specializzazione professionale' può essere un'alternativa valida all'esperienza quinquennale pregressa, e che la valutazione comparativa dei candidati non era manifestamente illogica.
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Estinzione dell’esecuzione: quando si applica?
La Corte di Cassazione chiarisce che l'estinzione dell'esecuzione forzata si verifica anche quando la sospensione del processo non è disposta dal giudice dell'esecuzione, ma dal collegio in sede di reclamo. Se dopo la sospensione non viene avviato il giudizio di merito nel termine previsto, il processo esecutivo si estingue, confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato che va oltre la mera interpretazione letterale della norma.
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Contributi istruttori sportivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società sportiva dilettantistica, confermando l'obbligo di versare i contributi previdenziali per i propri istruttori sportivi e addetti alla segreteria. La Corte ha stabilito che l'esenzione contributiva si applica solo a prestazioni genuinamente dilettantistiche e non professionali. Spetta alla società dimostrare la sussistenza di tali requisiti, non essendo sufficiente la sola iscrizione al CONI. L'ordinanza chiarisce i criteri per distinguere il lavoro autonomo occasionale da quello professionale e subordinato nel contesto sportivo.
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