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Art. 1176 Codice Civile — Sezione Seconda Penale

5 provvedimenti

Altri anni per Art. 1176 Codice Civile

Buona fede del creditore: l’ipoteca non salva il bene confiscato
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una società di recupero crediti. Questa società contestava la decisione di non riconoscere la buona fede del creditore di una banca. La banca aveva concesso un mutuo ipotecario su immobili poi confiscati a causa di attività illecite del debitore. I giudici di merito avevano negato la buona fede alla banca per insufficiente diligenza nell'istruttoria. La Cassazione ha confermato il rigetto, ribadendo che la buona fede del creditore è essenziale. Non basta la sola iscrizione dell'ipoteca; il creditore deve dimostrare un affidamento incolpevole, senza negligenze nella valutazione del merito creditizio e dei legami con attività illecite.
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Assegno Abbandonato: Ricettazione o Res Nullius? La Cassazione Decide
Un individuo è stato condannato per ricettazione e truffa. La Corte d'Appello aveva riformato la pena (quoad poenam) a un anno e otto mesi di reclusione e 600 euro di multa. L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che l'assegno, trovato in un cassonetto, fosse una res nullius (cosa di nessuno) e quindi non potesse configurare un reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che un assegno abbandonato, anche se scartato dal titolare, rimane di proprietà della banca emittente. Pertanto, ricevere un assegno con consapevolezza della sua origine illecita costituisce ricettazione. L'individuo ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3000 euro.
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Responsabilità civile e prescrizione: guida pratica
La Corte di Cassazione chiarisce il rapporto tra responsabilità civile e prescrizione, confermando che l'estinzione del reato non impedisce la condanna al risarcimento. Il giudice penale, accertata l'impossibilità di un'assoluzione piena, deve applicare il criterio civilistico della probabilità prevalente per confermare le statuizioni civili, analizzando il nesso causale tra la condotta fraudolenta e il danno patrimoniale subito dalla parte offesa.
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Buona fede creditore: esclusa nelle confische?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di gestione del credito, confermando l'esclusione di un credito ipotecario dal passivo di una società confiscata. La decisione si fonda sulla mancanza di buona fede del creditore originario, un istituto bancario, che aveva omesso di eseguire adeguati controlli e verifiche di diligenza sull'imprenditore di fatto dominante la società finanziata, nonostante la presenza di evidenti indicatori di anomalia. La Corte ha ribadito che per gli operatori bancari la buona fede creditore richiede un'ignoranza incolpevole, da escludersi in caso di negligenza nell'adempimento degli obblighi di verifica.
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Credito e confisca: la buona fede del promissario
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava l'ammissione al passivo del credito vantato da una promissaria acquirente di un immobile, oggetto di confisca di prevenzione. La Corte ha ritenuto errata la valutazione sulla mancanza di buona fede della creditrice, sottolineando come il Tribunale avesse ignorato prove documentali decisive e applicato uno standard di diligenza eccessivamente rigoroso, non adeguato a un privato cittadino. Questa sentenza è cruciale in materia di credito e confisca.
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