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Art. 1176 Codice Civile — Anno 2026

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150 provvedimenti

Altri anni per Art. 1176 Codice Civile

Diligenza professionale notaio: limiti e responsabilità
Una società finanziaria ha impugnato una sentenza che esonerava un notaio da responsabilità per non aver rilevato la presenza di usi civici su un immobile ipotecato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, affermando che la valutazione sulla diligenza professionale del notaio, alla luce delle specifiche condizioni locali, costituisce un accertamento di fatto non riesaminabile in sede di legittimità.
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Responsabilità dei soci: i limiti per i debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate non può esigere i debiti fiscali di una società estinta direttamente dagli ex soci e amministratori tramite una semplice cartella di pagamento. È necessario un atto di accertamento specifico e motivato che provi la loro responsabilità. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che la responsabilità dei soci non è una mera successione nel debito della società, ma una fattispecie autonoma che deve essere provata dall'Amministrazione finanziaria, inclusa l'eventuale percezione di somme dal bilancio di liquidazione.
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Legittimo affidamento: no se il condono è illegittimo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio del legittimo affidamento non può essere invocato per bloccare un ordine di demolizione quando il condono edilizio, ottenuto successivamente, è palesemente illegittimo. Il giudice penale ha il potere-dovere di verificare la sussistenza dei requisiti di legge del provvedimento amministrativo. Se il beneficiario del condono è lo stesso autore dell'abuso e non era in buona fede, l'ordine di demolizione resta valido ed efficace.
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Ricorso improcedibile: l’onere del deposito
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione improcedibile a causa del mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata. L'ordinanza sottolinea come questo adempimento sia un onere inderogabile per il ricorrente al fine di dimostrare la tempestività dell'impugnazione secondo il termine breve, pena la declaratoria di inammissibilità. Il caso originava da una richiesta di risarcimento di un correntista contro un istituto di credito per la distruzione di documenti bancari.
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Responsabilità solidale e accise: la Cassazione decide
Il titolare di un impianto di distribuzione carburanti è stato ritenuto responsabile in solido per il mancato pagamento delle accise da parte del gestore, nonostante la condotta criminale di quest'ultimo e la buona fede del titolare. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità solidale agisce come una garanzia e non viene meno automaticamente a causa della frode del gestore. Per essere esonerato, il titolare deve dimostrare di aver esercitato una vigilanza diligente e che l'evento era imprevedibile e inevitabile (caso fortuito o forza maggiore), ribaltando così la decisione del giudice di merito.
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Onere della prova nel riscatto agrario: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che nel riscatto agrario l'onere della prova sui requisiti soggettivi e oggettivi grava sempre sull'attore. Il principio di non contestazione non si applica se i fatti non sono a conoscenza del convenuto. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva accolto la domanda di riscatto basandosi sulla generica contestazione della controparte, rinviando la causa per un nuovo esame che tenga conto del corretto riparto dell'onere della prova.
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Amministratore di fatto: la responsabilità fiscale
La Corte di Cassazione ha stabilito che un amministratore di fatto non è automaticamente coobbligato per i debiti tributari di una società di capitali. La sua responsabilità personale per imposte e sanzioni sorge solo in circostanze specifiche e restrittive, come nel caso di società in liquidazione o quando l'ente si rivela essere una mera società "cartiera", utilizzata come schermo per illeciti personali.
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Responsabilità direttore lavori: il giudicato interno
La Corte di Cassazione interviene su un caso di infiltrazioni in un condominio, delineando la responsabilità del direttore lavori. La sentenza chiarisce la distinzione tra il ruolo di progettista e quello di direttore, affermando il principio del giudicato interno: se la responsabilità come progettista è esclusa in primo grado e nessuno impugna, la Corte d'Appello non può riesaminarla. Viene inoltre censurata la motivazione apparente sulla liquidazione dei danni, sottolineando l'obbligo del giudice di rispondere puntualmente alle critiche sollevate.
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Responsabilità notaio: limiti su prezzo e perizie tecniche
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i confini della responsabilità del notaio in caso di compravendita di immobili in edilizia convenzionata a un prezzo superiore a quello legale. È stato stabilito che il notaio non è tenuto a compiere accertamenti di natura tecnica, come il calcolo del prezzo massimo di cessione, che esulano dalle sue competenze giuridiche. Di conseguenza, la sua responsabilità è esclusa se la determinazione della nullità parziale dell'atto richiede valutazioni complesse (di estimo o ingegneria) e non una semplice verifica giuridica.
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Caparra confirmatoria: come si calcola l’importo?
In un caso di compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha confermato il diritto del venditore di recedere dal contratto e trattenere la caparra confirmatoria a causa dell'inadempimento dell'acquirente. Tuttavia, ha annullato la decisione della Corte d'Appello riguardo all'importo, stabilendo che il giudice deve accertare e motivare specificamente quale parte delle somme versate costituisca effettivamente la caparra, non potendo presumerlo. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione su questo punto specifico.
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