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Art. 1170 Codice Civile

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66 provvedimenti

Reintegra nel possesso: la Cassazione sui limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza Num. 20299 Anno 2025, ha confermato la decisione della Corte d'Appello che ordinava la reintegra nel possesso di una servitù di passaggio. Il caso riguardava una proprietaria che, a seguito di lavori di ristrutturazione, aveva bloccato l'accesso all'appartamento e alla cantina di una vicina, offrendo un percorso alternativo più disagevole. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la creazione di un accesso meno comodo costituisce uno spoglio e che lo stato di conservazione o l'uso non continuativo dell'immobile non escludono il diritto alla tutela possessoria.
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Rilascio cantiere: ordine urgente ex art. 700 c.p.c.
Il Tribunale di Milano ha emesso un'ordinanza d'urgenza ex art. 700 c.p.c., ordinando il rilascio immediato di un cantiere. Il caso vedeva contrapposti il proprietario di un immobile e l'impresa appaltatrice, la quale si rifiutava di liberare l'area dopo la risoluzione del contratto per grave inadempimento. Il giudice ha accolto la richiesta del proprietario, ravvisando sia la fondatezza del diritto (fumus boni iuris) sia il pericolo di un danno imminente e irreparabile (periculum in mora), legato al deterioramento dell'immobile e a rischi strutturali.
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Detentore qualificato: tutela anche a contratto scaduto
Un locatore, dopo la scadenza del contratto di locazione, installava un cancello impedendo l'accesso all'inquilino. Il Tribunale ha confermato l'ordine di reintegrazione, stabilendo che l'inquilino è un detentore qualificato e ha diritto alla tutela possessoria fino alla riconsegna dell'immobile. Bloccare l'accesso principale costituisce spoglio, anche in presenza di altri ingressi.
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Servitù di passaggio: quando la cortesia non basta
Un avvocato agisce in giudizio per vedersi riconoscere il possesso di una servitù di passaggio su una rampa privata, negata dai nuovi proprietari che hanno cambiato la serratura di un cancello. Il Tribunale di Napoli rigetta la domanda, stabilendo che l'uso del passaggio era basato sulla mera tolleranza e amicizia con il precedente proprietario, non su un possesso effettivo tutelabile ai sensi di legge.
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Diritto di veduta: la prova del possesso è decisiva
Il Tribunale di Ancona ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che lamentavano la lesione del loro diritto di veduta a causa di un pallone pressostatico installato su campi da tennis adiacenti. La decisione sottolinea che, nell'azione di manutenzione, è fondamentale provare il possesso effettivo e continuativo della veduta per almeno un anno, prova che i ricorrenti non sono riusciti a fornire a causa di strutture preesistenti che già limitavano la visuale. Anche le doglianze per immissioni sonore e luminose sono state respinte.
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Lesione possessoria: quando l’uso è solo passaggio?
Un'ordinanza del Tribunale di Brescia affronta un caso di presunta lesione possessoria in aree comuni. Una proprietaria ha citato in giudizio i suoi vicini per aver posizionato mobili, piante e una piscina in un androne e cortile condivisi. Il giudice ha respinto il ricorso, stabilendo che, non essendo impedito il passaggio a piedi e non avendo la ricorrente specificato quale altro 'uso più vario' del bene le fosse stato precluso, non sussiste una lesione possessoria tutelabile. La decisione sottolinea l'importanza di provare un pregiudizio concreto e specifico al proprio possesso, al di là di un generico fastidio.
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