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Art. 115 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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2701 provvedimenti

Altri anni per Art. 115 Codice di Procedura Civile

Sanzione disciplinare nel pubblico impiego: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare nel pubblico impiego irrogata a un dipendente universitario per irregolarità nella gestione delle iscrizioni. Il dipendente aveva rilasciato quietanze di pagamento senza verificare l'effettivo versamento delle tasse. La Corte ha stabilito che la disparità di trattamento rispetto ai colleghi non rende la sanzione illegittima se essa risulta proporzionata alla condotta specifica del lavoratore.
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Sanzione disciplinare dirigente: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare dirigente irrogata a un ex responsabile comunale per l'uso improprio di un mezzo di servizio e false attestazioni di presenza. La decisione sottolinea l'inammissibilità del ricorso quando questo si limita a riproporre le tesi difensive già respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza contestare specificamente le motivazioni della sentenza d'appello.
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Posizione Organizzativa Sanità: diritto all’incremento
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dipendente del settore sanitario a percepire un incremento stipendiale fisso a seguito della soppressione della propria Posizione Organizzativa Sanità. La decisione si fonda sul superamento del triennio di incarico con valutazioni positive, includendo i periodi di proroga tecnica durante le fasi di riorganizzazione dell'ente sanitario regionale.
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Posizione organizzativa: diritto all’indennità fissa
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una dipendente del settore sanitario a percepire un assegno ad personam in seguito alla soppressione della propria posizione organizzativa dovuta a una riforma dell'ente. La decisione ribadisce che, se l'incarico è stato ricoperto per almeno tre anni con valutazioni positive, il dipendente ha diritto a mantenere l'incremento economico acquisito.
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Inquadramento previdenziale: stop alla retroattività
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una società relativo a un accertamento INAIL per contributi non versati a causa di un inquadramento previdenziale contestato. Sebbene la Corte abbia confermato l'illiceità dell'appalto di manodopera, ha accolto il motivo riguardante la retroattività della variazione della classificazione aziendale. I giudici hanno stabilito che, in assenza di dichiarazioni iniziali false, il nuovo inquadramento produce effetti solo dalla data della notifica del provvedimento.
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Notifica PEC PA: validità indirizzo non in INI-PEC
La Corte di Cassazione chiarisce che la Notifica PEC PA è valida anche se l'indirizzo del mittente non risulta dai pubblici registri come INI-PEC. Il caso riguarda una contribuente che ha impugnato un avviso di addebito sostenendo la nullità della notifica telematica. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'irregolarità formale del mittente non inficia l'atto se il destinatario ha comunque potuto difendersi e non vi è incertezza sulla provenienza del messaggio.
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Revocazione ordinanza Cassazione: i limiti del ricorso
Un dirigente pubblico ha impugnato una decisione della Suprema Corte tramite il rimedio della revocazione ordinanza Cassazione, lamentando un presunto errore di percezione dei fatti riguardo alla propria esclusione da incarichi dirigenziali. La Corte ha rigettato il ricorso chiarendo che la revocazione non può essere utilizzata per contestare valutazioni giuridiche o fatti che sono stati oggetto di dibattito tra le parti, ma solo per errori materiali macroscopici.
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Onere probatorio lavoratori agricoli: la decisione
La Corte di Cassazione chiarisce che, in caso di cancellazione dagli elenchi nominativi dei braccianti da parte dell'INPS, l'onere probatorio lavoratori agricoli ricade interamente sul richiedente. Venuta meno l'agevolazione probatoria dell'iscrizione, il lavoratore deve dimostrare l'esistenza e la durata del rapporto di lavoro subordinato per ottenere le prestazioni previdenziali.
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Lavoro subordinato cooperativa: guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato la natura di lavoro subordinato cooperativa per diciassette lavoratrici addette all'assistenza. Nonostante la difesa sostenesse l'autonomia del rapporto, l'assenza di discrezionalità nelle mansioni e il controllo ferreo esercitato dalla società hanno portato alla conferma dei premi assicurativi dovuti all'ente previdenziale, dichiarando inammissibile il ricorso della società.
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Lavoro subordinato assistenza: i criteri della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato la natura di lavoro subordinato assistenza per le attività prestate da diciassette lavoratrici presso una cooperativa sociale. La decisione sottolinea che, nonostante le mansioni elementari, la gestione diretta di retribuzioni e sanzioni da parte della cooperativa configura un pieno rapporto di subordinazione, rendendo inammissibile il ricorso che richiedeva un riesame dei fatti.
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Rapporto lavoro agricolo: prova e testimoni
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di un lavoratore volta ad accertare un rapporto lavoro agricolo alle dipendenze del genitore. Il diniego si basa sull'inattendibilità dei testimoni, le cui versioni stridevano con i verbali ispettivi dell'ente previdenziale. La sentenza ribadisce che il giudizio sulla credibilità dei testi è riservato al giudice di merito e che l'acquisizione tardiva di documenti decisivi è legittima per la ricerca della verità.
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Cancellazione elenchi agricoli: termine per il ricorso
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una lavoratrice che si è vista annullare i contributi per il periodo 1977-1993. La Corte d'Appello aveva dichiarato il ricorso tardivo, ritenendo che la conoscenza della cancellazione elenchi agricoli potesse derivare dalla semplice consultazione dell'estratto contributivo. La Suprema Corte ha invece stabilito che, per far decorrere il termine di 120 giorni, è necessario un provvedimento formale notificato o la prova di una conoscenza piena e specifica dell'atto amministrativo.
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Interruzione della prescrizione: recupero crediti
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recupero di somme indebitamente percepite da un lavoratore. Il caso analizza l'interruzione della prescrizione decennale tramite comunicazioni amministrative e la possibilità di produrre documenti probatori in appello per accertare la verità materiale nel rito del lavoro.
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Onere della prova trattenuta INPS: rigetto ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di un lavoratore agricolo relativa a una presunta trattenuta indebita operata dall'ente previdenziale. Il fulcro della decisione riguarda l'onere della prova trattenuta INPS: il ricorrente non ha fornito documenti idonei, come cedolini o prospetti chiari, per dimostrare l'effettiva decurtazione, mentre l'ente ha provato il regolare pagamento della prestazione.
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Tempo tuta: quando spetta il compenso al lavoratore
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di numerosi dipendenti a ricevere il pagamento per il cosiddetto tempo tuta, ovvero il tempo impiegato per indossare e togliere la divisa aziendale. La sentenza stabilisce che tale attività rientra nell'orario di lavoro se è soggetta al potere di controllo del datore di lavoro. Inoltre, è stato chiarito che il termine di prescrizione per tali crediti decorre solo dalla cessazione del rapporto lavorativo.
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Tempo di vestizione: quando spetta la retribuzione
La Corte di Cassazione chiarisce che il tempo di vestizione deve essere considerato orario di lavoro effettivo quando il dipendente è obbligato a indossare la divisa sul luogo di lavoro per ragioni di igiene o ordini aziendali. La decisione conferma il diritto dei lavoratori a un indennizzo economico, stabilendo inoltre che la prescrizione dei crediti decorre solo dalla fine del rapporto lavorativo.
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Doppia iscrizione previdenziale: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un professionista non può sottrarsi all'iscrizione alla propria cassa di previdenza semplicemente dimostrando di essere iscritto alla Gestione Separata INPS. È necessario provare, sin dal primo grado di giudizio, che tale iscrizione derivi da un'attività lavorativa completamente distinta da quella professionale. La mancata o tardiva allegazione di questo fatto cruciale rende l'eccezione inammissibile, confermando l'obbligo di doppia iscrizione previdenziale.
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Inquadramento previdenziale impresa: onere della prova
Una società del settore alimentare ha impugnato la sua riclassificazione da artigiana a industriale operata dall'INPS, che contestava il superamento dei limiti dimensionali e la mancanza di partecipazione personale dei soci. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'onere di provare la sussistenza dei requisiti per l'inquadramento previdenziale impresa artigiana spetta alla società stessa. L'iscrizione all'albo ha valore solo indiziario e non vincola l'ente previdenziale, che valuta la natura sostanziale dell'attività.
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Sospensione retribuzione: rischio d’impresa del datore
La Corte di Cassazione ha stabilito che un datore di lavoro non può procedere a una unilaterale sospensione della retribuzione a causa del mancato rinnovo di un appalto. Questa circostanza rientra nel normale rischio d'impresa e non costituisce un'impossibilità sopravvenuta della prestazione. L'ordinanza dichiara inammissibile il ricorso di una società che, opponendosi a decreti ingiuntivi, non aveva fornito prove adeguate di un accordo di sospensione con i lavoratori né contestato specificamente gli importi dovuti.
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Trasferimento ramo d’azienda: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un trasferimento ramo d'azienda 'dematerializzato' in assenza di una preesistente e autonoma organizzazione economica. Il caso riguardava alcuni lavoratori ceduti da una società a un'altra, i quali hanno ottenuto la reintegrazione nel posto di lavoro originario. La Corte ha ribadito che non è sufficiente raggruppare arbitrariamente lavoratori e servizi per creare un ramo d'azienda ai fini della cessione; l'entità ceduta deve possedere una propria identità funzionale già prima del trasferimento.
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