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Art. 115 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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4281 provvedimenti

Altri anni per Art. 115 Codice di Procedura Civile

Qualificazione rapporto lavoro: i limiti della decadenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'emittente radiotelevisiva, confermando la qualificazione del rapporto di lavoro di una programmista regista come subordinato. La Corte ha chiarito che il termine di decadenza per impugnare la natura del rapporto non si applica quando il contratto cessa per scadenza naturale, ma solo in caso di recesso del committente. La decisione sottolinea i limiti del sindacato della Cassazione, che non può riesaminare nel merito la sussistenza del progetto.
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Esenzione TARSU luoghi di culto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'associazione religiosa contro un avviso di accertamento per la TARSU. Al centro del caso vi era l'esenzione TARSU luoghi di culto e la sua applicabilità ai locali accessori. La Corte ha stabilito che la valutazione sull'uso 'promiscuo' di tali locali, effettuata dal giudice di merito sulla base della classificazione catastale e di altri elementi, costituisce un accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità. La decisione sottolinea che l'esenzione non è automatica per tutti i locali di pertinenza, ma dipende dalla prova di una connessione stretta ed esclusiva con l'attività di culto.
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Cessione d’azienda: i debiti fiscali del venditore
Una società acquirente un ramo d'azienda impugnava un avviso di intimazione per debiti fiscali della società cedente, lamentando la mancata notifica della prodromica cartella esattoriale. I giudici di merito accoglievano la tesi, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Con una recente ordinanza, la Suprema Corte ha chiarito che in caso di cessione d'azienda, la responsabilità solidale della cessionaria sorge per legge. Pertanto, è sufficiente notificare a quest'ultima l'avviso di intimazione o la cartella, senza che sia necessaria la previa notifica dell'avviso di accertamento, legittimamente inviato solo al debitore originario. La cessionaria può difendersi eccependo il beneficio di preventiva escussione, ma non può invocare la nullità dell'atto per questo motivo.
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Interessi usurari: quando il giudice può dissentire?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 13603/2024, ha rigettato un ricorso in materia di interessi usurari. Ha stabilito che il giudice di merito può discostarsi dalle conclusioni della perizia tecnica (CTU) se fornisce una motivazione adeguata, in base al principio 'iudex peritus peritorum'. L'inammissibilità del ricorso è derivata anche dal fatto che l'appellante non aveva contestato tutte le autonome 'rationes decidendi' della sentenza impugnata.
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Preliminare cessione azienda: che fare se un socio recede?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto preliminare di cessione d'azienda resta valido anche se uno dei due soci della società venditrice recede prima della stipula del contratto definitivo. Il socio superstite ha pieni poteri per rappresentare la società e concludere l'affare, poiché la società non si scioglie immediatamente ma rimane pienamente operativa per un periodo di sei mesi. Di conseguenza, il ricorso del promissario acquirente, che si rifiutava di concludere l'acquisto, è stato respinto.
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Ripetizione indebito: no rimborso a conto aperto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13586/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia bancaria: un correntista non può ottenere la restituzione di somme indebitamente addebitate dalla banca finché il rapporto di conto corrente è ancora attivo. L'azione di ripetizione dell'indebito presuppone un 'pagamento' che, nel contesto di un conto aperto, non si verifica con le semplici annotazioni contabili. Il cliente può, tuttavia, agire per far accertare l'illegittimità degli addebiti e ottenere la rettifica del saldo, ma non un rimborso monetario immediato. Il ricorso della società correntista è stato quindi respinto.
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Lavoro subordinato: quando il contratto è autonomo?
Una collaboratrice che ha lavorato per decenni come suggeritrice per una grande emittente televisiva ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la natura autonoma della collaborazione. La decisione sottolinea che, in assenza di prove concrete del potere direttivo e disciplinare del committente, la lunga durata e la necessità di coordinarsi per l'esecuzione della prestazione non sono sufficienti a qualificare il rapporto come subordinato.
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Presunzioni fiscali: Cassazione su limiti e poteri
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17799/2024, ha affrontato il tema delle presunzioni fiscali applicabili ai capitali detenuti all'estero. Ha stabilito che la presunzione legale di reddito per i capitali in paradisi fiscali, introdotta nel 2009, non è retroattiva e non può applicarsi a periodi d'imposta precedenti. Tuttavia, la Corte ha chiarito che l'inesistenza di una presunzione legale non impedisce al Fisco di provare l'evasione attraverso presunzioni semplici, basate su elementi gravi, precisi e concordanti. Il giudice di merito, quindi, non può limitarsi a dichiarare l'irretroattività della norma, ma deve valutare tutte le prove disponibili. Per questo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.
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Azione di rivendica: la prova rigorosa della proprietà
Un proprietario ha agito in giudizio per accertare la sua proprietà su due fondi e chiederne la restituzione. I giudici hanno qualificato la domanda come azione di rivendica, rigettandola perché non era stata fornita la prova rigorosa della proprietà, ritenendo insufficiente la sola dichiarazione di successione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso e ribadendo che la qualificazione della domanda spetta al giudice e che in caso di 'doppia conforme' non è possibile riesaminare i fatti in sede di legittimità.
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Rinvio a nuovo ruolo: attesa per le Sezioni Unite
Una società di costruzioni ricorre in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello emessa in sede di rinvio, lamentando la mancata partecipazione di un litisconsorte necessario e un'errata valutazione di un atto interruttivo della prescrizione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma dispone il rinvio a nuovo ruolo della causa. La decisione è motivata dalla pendenza, dinanzi alle Sezioni Unite, di una questione pregiudiziale sulla compatibilità del giudice relatore che abbia precedentemente formulato una proposta di definizione accelerata poi opposta dalle parti. Il giudizio è quindi sospeso in attesa di tale fondamentale pronuncia.
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Onere della prova: la Cassazione e la contabilità
Una società contesta un avviso di accertamento fiscale basato sulla riqualificazione di alcuni incassi da finanziamenti a ricavi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, sottolineando che l'onere della prova sulla natura effettiva delle operazioni spetta al contribuente, specialmente in presenza di registrazioni contabili contraddittorie con quelle di una società terza. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile in quanto mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Appalto di servizi: quando è lecito e quando no?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva di riconoscere un rapporto di lavoro diretto con la società committente, ritenendo legittimo l'appalto di servizi in essere. La Corte ha chiarito che, per la liceità dell'appalto, è fondamentale l'autonomia organizzativa dell'appaltatore, che deve gestire in proprio i lavoratori, anche se questi operano all'interno del ciclo produttivo del committente. La decisione sottolinea che l'onere di provare la natura fraudolenta dell'appalto spetta al lavoratore e ribadisce i limiti del giudizio di Cassazione, che non può riesaminare i fatti.
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Esenzione IMU società sportive: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione IMU società sportive a una S.r.l. dilettantistica, sottolineando che non basta la forma giuridica. È necessario dimostrare sia la natura non commerciale dell'ente (requisito soggettivo) sia l'uso esclusivo dell'immobile per attività non lucrative (requisito oggettivo), prova che la società non ha fornito. La classificazione catastale D/6 è stata considerata un indizio di attività a scopo di lucro.
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Esenzione IMU Ospedali: quando si perde il diritto?
Un'Azienda Sanitaria Locale perde il diritto all'esenzione IMU per un vecchio ospedale dismesso. La Corte di Cassazione ha confermato che la pianificazione per la demolizione e riqualificazione urbana dell'immobile, provata da un accordo di programma e da pratiche edilizie, costituisce una cessazione irreversibile della destinazione istituzionale, rendendo dovuto il tributo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Un ente locale ha impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale favorevole a un'istituzione religiosa in merito a un avviso di accertamento IMU. Durante il giudizio in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo extragiudiziale. Di conseguenza, l'ente locale ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Esenzione IMU Enti Ecclesiastici: la decisione
Un ente ecclesiastico ha richiesto l'esenzione IMU per immobili destinati ad alloggi per religiosi e attività parrocchiali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'esenzione IMU per enti ecclesiastici si estende anche agli immobili pertinenziali, come la casa canonica e gli alloggi per il clero, anche se utilizzati da soggetti terzi (altri religiosi). La Corte ha inoltre chiarito che spetta al Comune dimostrare l'eventuale natura commerciale dell'attività, invertendo l'onere della prova.
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Verbale fede privilegiata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17672/2024, ha stabilito che un verbale di accertamento redatto da funzionari pubblici gode di fede privilegiata e non può essere smentito da una successiva consulenza tecnica d'ufficio (CTU). Nel caso specifico, riguardante una sanzione per un apparecchio da gioco illegale, la Corte ha chiarito che i fatti attestati dai verbalizzanti come avvenuti in loro presenza (es. il funzionamento del dispositivo) fanno piena prova fino a querela di falso. Di conseguenza, è stato respinto il ricorso del titolare di un esercizio commerciale che contestava la sanzione basandosi su una perizia successiva che non aveva potuto confermare l'operatività dell'apparecchio al momento dell'ispezione.
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Revocazione sentenza: quando un documento è decisivo?
Una società tenta la revocazione di una sentenza su licenziamenti illegittimi basandosi su un documento scoperto tardivamente. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che per la revocazione sentenza un documento deve essere "decisivo", ovvero in grado di modificare la ragione fondamentale della decisione originale, requisito non soddisfatto nel caso di specie, dove il fulcro era la legittimità di uno sciopero.
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Esenzione IMU enti non commerciali: i criteri
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per l'esenzione IMU enti non commerciali. Il caso riguardava un istituto religioso a cui un Comune aveva negato l'esenzione per una scuola. La Corte ha stabilito che per beneficiare dell'agevolazione non è sufficiente dimostrare che l'attività è in perdita o che le rette sono inferiori agli standard di mercato. È onere del contribuente provare, anno per anno, che l'attività è svolta a titolo gratuito o dietro versamento di un corrispettivo puramente simbolico, che copra solo una minima frazione dei costi.
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Cessata materia contendere per debiti sotto i 1000€
Un contribuente impugna un'intimazione di pagamento, lamentando la mancata notifica della cartella esattoriale prodromica. Il contenzioso giunge fino alla Corte di Cassazione, la quale dichiara la cessata materia del contendere. La decisione si fonda sulla normativa sopravvenuta (D.L. 119/2018) che ha disposto l'annullamento automatico dei debiti fiscali di importo residuo fino a 1000 euro affidati agli agenti della riscossione tra il 2000 e il 2010, come quello oggetto della causa.
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