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Art. 111 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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210 provvedimenti

Altri anni per Art. 111 Codice di Procedura Civile

Disdetta locazione commerciale: nullità e motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che, dopo aver acquistato un immobile, aveva cercato di sfrattare l'associazione inquilina basandosi su una disdetta inviata dal precedente proprietario. La disdetta locazione commerciale è stata ritenuta nulla perché la motivazione (adibire l'immobile a propria sede) era un'esigenza personale del venditore, venuta meno con la vendita stessa. Di conseguenza, il contratto si è rinnovato per altri sei anni.
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Definizione agevolata: l’impatto sul ricorso in corso
Una contribuente impugna diverse cartelle di pagamento. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata. La Corte dichiara inammissibile il ricorso per le cartelle oggetto di sanatoria per carenza di interesse ad agire, estingue d'ufficio alcuni debiti minori e rigetta nel merito il ricorso per una singola cartella non inclusa nella definizione.
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Azione revocatoria cessione credito: gli effetti
Un creditore bancario ha avviato un'azione revocatoria contro un debitore che aveva donato il suo unico bene di valore ai figli. Durante il processo, la banca ha ceduto il suo credito a una società specializzata. I debitori sostenevano che la nuova società non potesse beneficiare della causa in corso. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, confermando un principio chiave sull'azione revocatoria cessione credito: gli effetti dell'azione, incluso il diritto di esecuzione sul bene, si trasferiscono automaticamente al nuovo creditore insieme al credito stesso.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Una complessa vicenda giudiziaria, iniziata con un decreto ingiuntivo per una fideiussione e proseguita fino alla Corte di Cassazione con contestazioni di firme false, si conclude inaspettatamente. Le parti hanno presentato un atto di rinuncia congiunto al ricorso, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce anche importanti aspetti procedurali sulle spese legali e sull'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato in caso di rinuncia.
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Risoluzione leasing: Cassazione su inammissibilità
Una società utilizzatrice, dopo la risoluzione leasing per inadempimento, chiedeva la restituzione dei canoni versati. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando la decisione d'appello. I motivi sono stati respinti per carenze procedurali, come la mancata prova del giudicato esterno e la formulazione generica delle censure contro l'applicazione delle clausole contrattuali in luogo dell'art. 1526 c.c.
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Nullità della sentenza per violazione del contraddittorio
A seguito di una richiesta di risarcimento per infiltrazioni d'acqua, la Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità della sentenza d'appello. La decisione è motivata dalla totale omissione, da parte del giudice di secondo grado, di considerare la posizione processuale degli eredi di una delle parti, subentrati nel giudizio a seguito del decesso del loro dante causa. Tale omissione ha costituito una grave violazione del principio del contraddittorio, rendendo il provvedimento invalido e imponendo un nuovo esame della causa.
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Cessione di azienda: quali contratti si trasferiscono?
Una società, successore in seguito a una cessione di azienda, ha agito contro il venditore originario di alcuni terreni per evizione parziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che i contratti di compravendita immobiliare non si trasferiscono automaticamente con la cessione di azienda ai sensi dell'art. 2558 c.c., a differenza dei contratti funzionali all'esercizio dell'impresa. La garanzia per evizione non è stata quindi trasferita al successore.
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Integrazione del contraddittorio: la Cassazione decide
Diverse società hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva respinto le loro richieste. Le società contestavano la validità di alcune garanzie ipotecarie fornite a fronte di un finanziamento, lamentando anche l'applicazione di interessi illegittimi. Nel corso del giudizio, il credito era stato ceduto più volte. La Corte di Cassazione, prima di esaminare il merito del ricorso, ha rilevato la necessità di includere nel processo l'istituto bancario originario, parte necessaria del giudizio. Di conseguenza, ha emesso un'ordinanza interlocutoria che dispone l'integrazione del contraddittorio nei confronti della banca, sospendendo la decisione nel merito.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e limiti al riesame
Un curatore fallimentare ha impugnato in Cassazione l'ammissione di un ingente credito per canoni di locazione, sostenendo l'indeterminatezza dei contratti e un conflitto di interessi. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il giudizio di legittimità non può essere utilizzato per ottenere un nuovo esame dei fatti già valutati dal giudice di merito. La decisione chiarisce i confini tra errore di diritto, unico motivo valido per il ricorso, e la valutazione delle prove, di competenza esclusiva dei tribunali di primo e secondo grado.
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Rinuncia canoni locazione: vale per il nuovo locatore?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la rinuncia ai canoni di locazione, effettuata dal precedente proprietario di un immobile, non vincola il nuovo acquirente. Quest'ultimo subentra nel contratto di locazione e ha diritto a percepire i canoni maturati dal giorno dell'acquisto, poiché la rinuncia è un atto che esaurisce i suoi effetti tra le parti originarie e non modifica la struttura del contratto trasferito.
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Data certa e fallimento: la Cassazione decide
Un istituto di credito si è visto rigettare la domanda di ammissione al passivo fallimentare a causa della mancanza di data certa sul contratto di conto corrente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la decisione, ribadendo che l'assenza di data certa rende le clausole contrattuali inopponibili alla procedura fallimentare, anche se l'esistenza del rapporto è provata da altri elementi. La pronuncia sottolinea l'importanza fondamentale di questo requisito formale per la tutela dei creditori.
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Responsabilità cessionario azienda: quando si paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29071/2024, chiarisce un punto cruciale sulla responsabilità del cessionario d'azienda. Nel caso di specie, la figlia che aveva ricevuto in donazione la farmacia del padre è stata ritenuta responsabile per un debito del genitore sorto prima della cessione, anche se non iscritto nei libri contabili. La Suprema Corte ha superato il requisito formale dell'iscrizione, valorizzando la mancanza di 'effettiva alterità soggettiva' tra cedente e cessionaria. Essendo la figlia già inserita nella gestione aziendale e a conoscenza della situazione debitoria, la sua responsabilità come cessionario d'azienda è stata confermata.
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Data certa contratto: opponibilità al fallimento
Una società creditrice si è vista respingere la richiesta di ammissione al passivo di un fallimento perché il contratto di conto corrente era privo di data certa. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che la mancanza di una data certa del contratto rende le sue clausole specifiche, come tassi di interesse e spese, inopponibili alla massa dei creditori, anche se l'esistenza del rapporto è provata da altri elementi.
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Data certa contratto: quando è opponibile al fallimento
Una banca ha visto respingere la sua domanda di ammissione al passivo fallimentare a causa della mancanza di una data certa sul contratto di conto corrente. La Corte di Cassazione ha confermato che, pur potendo provare l'esistenza del rapporto con altri mezzi, la mancanza di data certa sul documento contrattuale rende le sue clausole (come gli interessi convenzionali) inopponibili alla procedura fallimentare. Di conseguenza, il credito può essere ricalcolato considerando solo il capitale e gli interessi legali.
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Responsabilità trasporto valori: quando paga l’azienda?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società di trasporto valori per un ammanco di 50.000 euro da un plico consegnato sigillato ma contenente carta straccia. Secondo la Corte, la responsabilità trasporto valori non si esaurisce con la consegna di un involucro integro. L'azienda è tenuta a provare la correttezza dell'operato dei propri dipendenti lungo tutta la filiera, dalla preparazione del plico alla consegna finale, in virtù della responsabilità per il fatto degli ausiliari.
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Autosufficienza del ricorso: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante la presunta nullità di fideiussioni bancarie. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza del ricorso, poiché l'eccezione di nullità per violazione della normativa antitrust è stata sollevata tardivamente e senza allegare i documenti necessari a sostegno della tesi. La Corte ribadisce che le questioni e i documenti devono essere presentati correttamente nei gradi di merito per essere esaminati in sede di legittimità.
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Cessione del contratto: effetti sul licenziamento
Un lavoratore, il cui contratto era stato trasferito a una nuova società tramite cessione del contratto, era stato precedentemente licenziato dal datore di lavoro originario. La Corte di Cassazione ha stabilito che la nuova società (cessionaria) subentra in tutti i diritti e gli obblighi, compresi gli effetti del licenziamento precedente. Di conseguenza, una volta che il licenziamento è stato giudicato legittimo, il nuovo datore di lavoro ha il pieno diritto di darvi esecuzione, anche se la controversia non era stata esplicitamente menzionata nell'accordo di cessione.
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Responsabilità precontrattuale: risarcimento solo con prova
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28404/2024, ha chiarito i limiti del risarcimento in caso di responsabilità precontrattuale della Pubblica Amministrazione. Un'impresa edile si era aggiudicata un appalto, ma il contratto è divenuto inefficace per mancata registrazione. La Corte ha stabilito che, sebbene la P.A. sia responsabile, l'impresa non ha diritto a un risarcimento presunto per le "spese generali" basato sulla sola consegna del cantiere. È sempre necessaria la prova specifica dei costi effettivamente sostenuti e delle occasioni perse (interesse negativo).
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Legittimazione passiva: Causa errata, sentenza inutile
Un lavoratore ha citato in giudizio il suo ex datore di lavoro per ottenere il riconoscimento di un diritto retributivo da far valere nei confronti dell'attuale amministrazione presso cui era stato trasferito. La Corte di Cassazione ha dichiarato la domanda inammissibile per difetto di legittimazione passiva, poiché l'azione legale era stata intentata contro il soggetto sbagliato, rendendo la potenziale sentenza priva di effetti giuridici.
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Spese legali reclamo fallimentare: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27525/2024, ha chiarito un importante principio in materia di spese legali reclamo fallimentare. Se la Corte d'Appello accoglie il reclamo contro il rigetto di un'istanza di fallimento, non può condannare la società debitrice al pagamento delle spese legali. Il suo provvedimento ha natura interinale e deve limitarsi a rimettere gli atti al Tribunale per la declaratoria di fallimento, all'interno della quale verranno poi gestite tutte le spese.
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