Due coniugi parcheggiavano sistematicamente la propria automobile nel cortile condominiale, bloccando l'accesso al garage privato dei vicini di casa. In un episodio specifico, la persona offesa, di ritorno dall'ospedale, ha dovuto attendere a lungo prima che il veicolo venisse rimosso. I giudici di merito hanno condannato entrambi gli imputati per il reato contestato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dichiarando inammissibile il ricorso dei condomini ostruzionisti. Integra il reato di violenza privata per auto parcheggiata qualsiasi condotta idonea a limitare coattivamente la libertà di movimento altrui, impedendo l'uso legittimo di un bene proprio. I ricorrenti devono pagare le spese di giudizio, tremila euro alla Cassa delle Ammende e rifondere le spese legali sostenute dalle parti civili.
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