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Art. 11, Direttiva 2003/109/CE

5 provvedimenti

Assegno per il nucleo familiare: sì anche con parenti all’estero
L'Ente previdenziale negava l'assegno per il nucleo familiare a un lavoratore straniero con permesso di soggiorno di lungo periodo. La motivazione riguardava la residenza all'estero dei figli e della moglie. L'istituto richiamava la legge italiana, che escludeva i familiari residenti fuori dall'Italia dal conteggio del beneficio per i soli cittadini extracomunitari. I giudici di merito accoglievano il ricorso del lavoratore, considerando discriminatorio il diniego. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha respinto il ricorso dell'ente. I giudici hanno disapplicato la norma italiana in contrasto con le direttive europee. Il principio di parità di trattamento garantisce il sostegno economico a tutti i lavoratori regolarmente soggiornanti, a prescindere dal luogo in cui risiedono i loro familiari.
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Assegno per il nucleo familiare e stranieri: stop ai dinieghi
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di lavoratori stranieri, titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo, a percepire l'assegno per il nucleo familiare anche per i figli residenti nel paese d'origine. La decisione nasce dal contrasto tra la normativa italiana, che limitava tale beneficio ai soli familiari residenti in Italia, e la Direttiva 2003/109/CE sulla parità di trattamento. I giudici hanno ribadito che l'assegno per il nucleo familiare è una prestazione di sicurezza sociale essenziale e che il diritto dell'Unione Europea prevale sulle restrizioni nazionali discriminatorie.
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Assegno familiare: la prova del reddito è essenziale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario a cui era stato negato l'assegno familiare per mancata prova del reddito del proprio nucleo familiare residente all'estero. La Suprema Corte ha confermato che la dimostrazione del reddito non è un mero fattore di calcolo, ma un elemento costitutivo essenziale del diritto stesso. L'onere della prova grava su chiunque richieda la prestazione, senza alcuna discriminazione basata sulla cittadinanza, garantendo la parità di trattamento.
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Reddito di cittadinanza: cade requisito 10 anni
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per falsa dichiarazione a carico di un cittadino straniero che aveva richiesto il reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che il fatto non costituisce reato, poiché il requisito di 10 anni di residenza, su cui si basava l'accusa, è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale e contrario al diritto dell'Unione Europea dalla Corte di Giustizia UE. Di conseguenza, la dichiarazione non poteva essere considerata penalmente rilevante.
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Assegno Nucleo Familiare: onere della prova non discrimina
Un cittadino straniero si è visto negare l'Assegno Nucleo Familiare. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, non per ragioni discriminatorie, ma perché il richiedente non ha mai dichiarato i propri redditi familiari nel corso della causa. La Corte ha chiarito che l'obbligo di dimostrare i requisiti economici vale per tutti, italiani e stranieri, e non costituisce una discriminazione. La mancanza di questa informazione fondamentale ha reso impossibile valutare la domanda.
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