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Art. 11 Codice Civile

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308 provvedimenti

Opposizione all’esecuzione: appello o Cassazione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Comune contro una sentenza del Giudice di Pace. Quest'ultimo aveva qualificato la causa come opposizione all'esecuzione e accolto la tesi della prescrizione di un debito. La Cassazione chiarisce che, in base al principio dell'apparenza, la sentenza andava impugnata con l'appello e non con il ricorso diretto, rendendo l'impugnazione proceduralmente errata.
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Blocco assunzioni pubblico impiego: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che il blocco assunzioni pubblico impiego, imposto da leggi di spending review, prevale sul diritto del vincitore di concorso. Il ritardo nell'assunzione da parte della P.A. è legittimo e non genera diritto al risarcimento danni, poiché il diritto all'impiego non è assoluto ma condizionato dalle normative sopravvenute.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
Un Comune proponeva ricorso per cassazione contro la sentenza del Giudice di Pace che aveva dichiarato prescritto un credito di 328 euro per una fornitura idrica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che le sentenze del Giudice di Pace per cause di valore inferiore a 1.100 euro sono pronunciate secondo equità e, come tali, non sono direttamente ricorribili in Cassazione. L'unico rimedio è l'appello, seppur per motivi limitati.
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Notifica diretta cartella: la Cassazione fa chiarezza
Alcuni contribuenti hanno impugnato delle iscrizioni ipotecarie, sostenendo la nullità della notifica delle cartelle di pagamento prodromiche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica diretta cartella, eseguita dall'agente della riscossione tramite semplice raccomandata, segue le norme del servizio postale ordinario. Di conseguenza, è valida anche se consegnata a un familiare presso l'indirizzo del destinatario, senza che sia necessario l'invio di una successiva raccomandata informativa. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per difetto di autosufficienza.
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Raddoppio termini estero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul raddoppio termini estero per l'accertamento di capitali non dichiarati in paradisi fiscali. La Corte ha stabilito che la norma ha natura procedurale e non sostanziale, rendendola applicabile anche ai periodi d'imposta precedenti la sua entrata in vigore, a condizione che i termini originari non fossero già scaduti. Di conseguenza, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza di merito che aveva annullato l'atto di contestazione nei confronti di un contribuente.
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Rimborso sisma: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il diritto al rimborso delle imposte per i contribuenti colpiti dal sisma del 1990 in Sicilia. La sentenza stabilisce che il rimborso è dovuto anche a chi aveva già versato le imposte, persino se tramite un sostituto d'imposta, e chiarisce la corretta decorrenza dei termini per la presentazione della domanda, ritenendola tempestiva.
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Contratti derivati nulli: la Cassazione chiarisce
Una società ha citato in giudizio una banca per la nullità di alcuni contratti derivati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la corte d'appello aveva errato nel non considerare un atto interruttivo della prescrizione. La Corte ha inoltre rigettato il ricorso della banca, confermando che i contratti derivati nulli per assenza del 'mark to market' sono viziati da mancanza di causa e che l'azione di restituzione si prescrive in dieci anni.
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Borsa di studio medici: No ad adeguamenti e rivalutazioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano l'adeguamento della loro borsa di studio per il periodo 1992-2006. Conformemente a una precedente decisione delle Sezioni Unite, la Corte ha stabilito che una serie di leggi finanziarie ha legittimamente bloccato i meccanismi di rivalutazione e adeguamento triennale previsti in origine, escludendo quindi il diritto a qualsiasi risarcimento o conguaglio per la mancata indicizzazione della borsa di studio medici.
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Distacco riscaldamento: onere della prova pre-riforma
Una proprietaria immobiliare ha contestato l'addebito delle spese di riscaldamento dopo aver effettuato il distacco dall'impianto centralizzato nel 2001. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che anche prima della riforma del 2012, l'onere di provare che il distacco riscaldamento centralizzato non causasse squilibri o maggiori costi per gli altri condomini gravava esclusivamente sul proprietario che si distaccava. In assenza di tale prova, la ripartizione integrale delle spese è stata considerata legittima.
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Riscossione coattiva fideiussore: la norma è retroattiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di garanzie e recupero crediti. È stato confermato che la procedura di riscossione coattiva fideiussore, utilizzata per crediti derivanti da fondi di garanzia pubblici, è legittima anche se il credito è sorto prima dell'entrata in vigore della norma che la prevede esplicitamente. La Corte ha chiarito che tale norma ha natura interpretativa e non innovativa, applicandosi quindi retroattivamente. Di conseguenza, il ricorso del garante, che contestava la legittimità di una cartella esattoriale, è stato respinto.
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Riconoscimento del debito: vale la nota del Comune?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una semplice nota, sottoscritta da Sindaco e Segretario Comunale, non costituisce un valido riconoscimento del debito se non rispetta i requisiti formali e non esprime una chiara volontà di ammettere l'obbligazione. Di conseguenza, il creditore non è esonerato dall'onere di provare l'esistenza del proprio diritto. La sentenza chiarisce che l'atto deve essere inequivocabile e, per gli enti pubblici, supportato da una delibera formale.
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Procedura disciplinare e tempus regit actum: il caso
La Cassazione conferma la sanzione in una procedura disciplinare, rigettando il ricorso di una lavoratrice. Decisiva l'applicazione del principio *tempus regit actum* riguardo a una modifica normativa sul tentativo di conciliazione, avvenuta durante il procedimento.
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Raddoppio dei termini: non si applica all’IRAP
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27026/2024, ha stabilito un importante principio sul raddoppio dei termini di accertamento. In un caso riguardante una società e i suoi soci, la Corte ha annullato l'accertamento relativo all'IRAP, confermando che il raddoppio dei termini non si applica a tale imposta in quanto le relative violazioni non sono penalmente rilevanti. Tuttavia, ha confermato la legittimità degli accertamenti IRPEF a carico dei soci, affermando che il raddoppio dei termini per la società si estende automaticamente a loro per il principio di trasparenza fiscale, essendo sufficiente il solo obbligo di denuncia penale.
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Sentenza Giudice di Pace: quando è inammissibile
Un comune ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro una sentenza del Giudice di Pace che aveva dichiarato prescritta una bolletta dell'acqua. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la sentenza originale, avendo un valore inferiore a 1.100 euro, era stata decisa secondo equità. In questi casi, l'unico rimedio corretto è un appello con motivi limitati, non un ricorso diretto in Cassazione.
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Sentenza Giudice di Pace: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Comune contro una sentenza del Giudice di Pace. La causa, relativa a una bolletta idrica di 808 euro, era stata decisa secondo equità. La Corte ha stabilito che contro tale tipo di sentenza Giudice di Pace, il rimedio corretto è l'appello a motivi limitati e non il ricorso diretto per cassazione, rendendo l'impugnazione proposta proceduralmente errata.
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Rimborso fiscale sisma: la residenza è decisiva
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale per le imposte versate, basandosi su agevolazioni previste a seguito di un evento sismico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il requisito fondamentale per ottenere il beneficio è la residenza in uno dei comuni specificamente elencati in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.). Poiché il contribuente non risiedeva in una delle aree designate, la richiesta di rimborso fiscale sisma è stata rigettata, confermando la validità del D.P.C.M. anche se il decreto-legge originario non era stato convertito.
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Clausola penale leasing: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26258/2024, si è pronunciata sulla validità della clausola penale leasing in un contratto risolto per inadempimento prima dell'entrata in vigore della Legge 124/2017. Il caso riguardava la richiesta di una curatela fallimentare di ridurre la penale. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che se il contratto prevede un meccanismo di 'patto di deduzione', che sconta dal credito del concedente il valore del bene recuperato, non si verifica un ingiustificato arricchimento. Di conseguenza, la clausola è valida e non necessita di riduzione giudiziale, poiché già riequilibra le posizioni delle parti.
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Nullità fideiussione ente pubblico: la Cassazione
Un gruppo di società in amministrazione straordinaria ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che confermava la nullità di una fideiussione di 12 milioni di euro emessa da una Regione a garanzia di un investimento privato. Le corti inferiori hanno ritenuto l'atto nullo in quanto non perseguiva un interesse pubblico e costituiva un indebitamento vietato. La questione centrale del ricorso riguarda il presunto potere del giudice ordinario di disapplicare una legge regionale ritenuta incostituzionale. Con ordinanza interlocutoria, la Corte di Cassazione ha rilevato la competenza della Prima Sezione Civile e ha disposto la trasmissione del ricorso a quest'ultima per la decisione.
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Contratto a progetto nullo: conversione e inquadramento
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha convertito un contratto a progetto nullo in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L'ordinanza chiarisce che la mancanza di uno 'specifico progetto', ma solo una generica indicazione di attività, comporta la trasformazione del rapporto. Viene inoltre confermato l'inquadramento dei lavoratori al 7° livello del CCNL di settore, sulla base delle mansioni complesse effettivamente svolte, respingendo integralmente il ricorso dell'azienda.
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Solidarietà appalto contributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23996/2024, interviene sulla questione della solidarietà appalto contributi, stabilendo principi chiari sull'onere della prova per le indennità di trasferta e sulla responsabilità solidale del committente per le sanzioni civili. La Corte ha chiarito che spetta al datore di lavoro dimostrare l'esenzione contributiva delle somme erogate come trasferta. Inoltre, ha affermato che la norma che esclude la solidarietà per le sanzioni non è retroattiva, applicandosi solo agli inadempimenti successivi alla sua entrata in vigore. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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