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Art. 1053 Codice Civile

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38 provvedimenti

Soccombenza reciproca: chi paga le spese legali?
Un proprietario di immobile ha richiesto la rimozione del muro di un vicino (domanda principale) e, in subordine, l'ampliamento di una servitù (domanda subordinata). I giudici hanno respinto la prima richiesta ma accolto la seconda. A causa di questa soccombenza reciproca, la Corte di Cassazione ha confermato che l'attore, nonostante una vittoria parziale, è stato correttamente condannato a pagare la maggior parte delle spese legali, poiché le due domande erano autonome e non collegate.
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Servitù coattiva: quando si può ampliare il passaggio?
Un proprietario ha richiesto l'ampliamento di un accesso, necessitando di una piccola porzione del giardino del vicino. Quest'ultimo si è opposto, ma la Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che una servitù coattiva può essere concessa per esigenze abitative, non solo per necessità assolute, e può interessare anche giardini, a fronte di un'attenta ponderazione degli interessi e del pagamento di un'indennità.
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Servitù di passaggio: limiti del diritto gratuito
Una società, il cui fondo era divenuto intercluso a seguito di un acquisto, ha chiesto una servitù di passaggio coattiva. Il fondo su cui doveva gravare la servitù era stato però donato dall'originario venditore a terzi. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto speciale a una servitù di passaggio gratuita (art. 1054 c.c.) vale solo nei confronti del venditore originario o dei suoi eredi, ma non verso i successivi proprietari che hanno ricevuto il bene tramite donazione. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Usucapione servitù: possesso del dante causa vale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14538/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni promittenti venditori, confermando l'avvenuta usucapione di una servitù di passaggio a favore del promissario acquirente. Il caso verteva su un preliminare di vendita non seguito dal definitivo e sulla successiva richiesta del compratore di accertare l'usucapione della servitù. La Corte ha chiarito che, ai fini del calcolo del ventennio necessario, l'attuale proprietario può sommare il proprio possesso a quello del suo dante causa (accessione nel possesso, art. 1146 c.c.), anche se al momento dell'inizio del passaggio non era ancora proprietario del fondo dominante. La decisione ha inoltre ribadito i criteri per definire una servitù come 'apparente' e quindi usucapibile.
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Servitù di passaggio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario contro la costituzione di una servitù di passaggio sul suo fondo. La decisione si fonda sul principio della 'doppia conforme', che impedisce il riesame dei fatti quando due sentenze di merito sono concordi, e ribadisce che la Cassazione non può rivalutare le prove già esaminate dai giudici di primo e secondo grado.
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Servitù di passaggio apparente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9450/2024, interviene su un caso di servitù di passaggio apparente tra fondi originariamente appartenenti a un unico proprietario e poi divisi tra eredi. La Corte ha cassato la decisione di merito, chiarendo che la sola esistenza di una strada o di un sentiero non è sufficiente per dimostrare il requisito dell'apparenza. È necessario un 'quid pluris', ovvero la prova che tali opere siano state realizzate specificamente per dare accesso al fondo dominante attraverso quello servente, manifestando in modo non equivoco l'esistenza di un peso stabile.
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Servitù di passaggio: No all’estensione del diritto
La Corte d'Appello ha riformato una sentenza di primo grado in materia di servitù di passaggio. Il caso riguardava l'utilizzo di una striscia di terreno di proprietà di un condominio come via d'accesso da parte di un altro condominio, sorto su un'area più vasta che inglobava il fondo originariamente beneficiario del diritto. La Corte ha stabilito che la servitù di passaggio non può essere estesa a fondi diversi da quello per cui era stata originariamente costituita, anche se questi vengono uniti. L'utilizzo del passaggio da parte di un complesso edilizio molto più grande è stato ritenuto un illecito aggravamento della servitù, portando alla declaratoria di inesistenza del diritto e alla condanna alla cessazione del transito.
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Servitù di passaggio coattiva: i criteri di scelta
Un proprietario, impossibilitato a edificare su un terreno privo di accesso (fondo intercluso), ha ottenuto in tribunale la costituzione di una servitù di passaggio coattiva su un'area cortiliva di un condominio. Quest'ultimo ha impugnato la decisione fino in Cassazione, sostenendo l'esistenza di percorsi alternativi e l'inadeguatezza dell'indennità. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la servitù può gravare anche su cortili se non esistono alternative praticabili. La scelta del percorso spetta al giudice di merito, che deve bilanciare le esigenze del fondo intercluso con il minor aggravio possibile per il fondo servente. L'indennità, inoltre, è stata ritenuta correttamente calcolata, non essendo stati provati ulteriori danni dal condominio.
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Litisconsorzio necessario: causa annullata e rinviata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva istituito una servitù di passaggio coattiva. La decisione si basa sulla violazione del principio del litisconsorzio necessario, poiché uno dei comproprietari del fondo servente non era stato citato in giudizio sin dal primo grado. Questo vizio procedurale, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado, ha reso nulle le precedenti pronunce e ha comportato il rinvio della causa al Tribunale per un nuovo processo che includa tutte le parti necessarie.
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Legittimazione passiva condominio: chi citare
Un gruppo di proprietari citava in giudizio un condominio per ottenere una servitù di passaggio coattiva sui suoi terreni. Sebbene i tribunali di primo e secondo grado avessero dato loro ragione, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Il motivo? La causa avrebbe dovuto essere intentata contro i singoli condòmini e non contro l'amministratore. La Corte ha chiarito che la legittimazione passiva condominio, in azioni che incidono sui diritti reali dei singoli proprietari, spetta a questi ultimi in litisconsorzio necessario.
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Servitù di passaggio: quando il permesso non è diritto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni proprietari che rivendicavano una servitù di passaggio su un fondo vicino. La Corte ha stabilito che il passaggio, avvenuto per decenni, si basava su un mero permesso di cortesia concesso al precedente affittuario e non su un possesso utile all'usucapione. È stata inoltre confermata la condanna dei ricorrenti per lite temeraria, avendo insistito in pretese infondate pur essendo a conoscenza della natura provvisoria del permesso.
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Servitù coattiva di passaggio su fondo non intercluso
La Corte di Cassazione ha confermato la costituzione di una servitù coattiva di passaggio a favore di un'abitazione con accesso difficile, a carico del fondo di un istituto scolastico. La decisione si fonda sulla necessità di tutelare le esigenze abitative e l'accessibilità per persone con disabilità, anche quando il fondo non è completamente intercluso. La Suprema Corte ha respinto il ricorso della scuola, ritenendo corretta la valutazione della Corte d'Appello che aveva bilanciato i diritti delle parti, e ha confermato l'indennizzo stabilito, sottolineando che la valutazione dei fatti e delle prove spetta al giudice di merito.
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Interclusione da alienazione: la servitù di passaggio
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina della servitù di passaggio quando un fondo diventa intercluso a seguito di una vendita. L'ordinanza analizza il caso di due fratelli che si opponevano alla costituzione di una servitù a favore dei vicini, sostenendo che l'interclusione del loro fondo era un effetto diretto di un precedente atto di alienazione. La Corte ha cassato la decisione di merito per aver erroneamente applicato l'art. 1062 c.c. (destinazione del padre di famiglia) invece del più specifico art. 1054 c.c. sull'interclusione da alienazione, rinviando il giudizio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Servitù di passaggio: quando ottenerla per la casa
La Corte di Cassazione ha confermato la possibilità di costituire una servitù di passaggio coattiva a favore di un'abitazione che, pur avendo un accesso pedonale, necessita di un accesso carrabile. La decisione si basa sul principio che creare un accesso alternativo comporterebbe un costo sproporzionato rispetto al valore dell'immobile. La Corte ha esteso l'applicazione dell'art. 1052 c.c. per tutelare le moderne esigenze abitative, superando la vecchia visione legata solo a necessità agricole o industriali.
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Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame dei fatti
Una società industriale ha citato in giudizio un ente comunale per i danni subiti da un terreno a seguito della posa di una condotta fognaria. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, la società ha presentato un ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, sottolineando che il suo compito non è quello di rivalutare le prove o i fatti della causa (quaestio facti), ma solo di verificare la corretta applicazione della legge. Tutti i motivi di ricorso sono stati giudicati inammissibili perché miravano, in sostanza, a ottenere una nuova valutazione del merito della vicenda, compito che esula dalle competenze del giudice di legittimità.
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Distanze tra costruzioni: quando la ristruttura è nuova
Una complessa disputa immobiliare su confini, servitù e vedute porta la Corte di Cassazione a un'importante chiarificazione. L'ordinanza stabilisce che una ristrutturazione significativa che altera la volumetria di un edificio va considerata come "nuova costruzione". Di conseguenza, l'intero fabbricato deve rispettare le normative vigenti sulle distanze tra costruzioni, anche se l'edificio viola le norme urbanistiche. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando le decisioni dei giudici di merito sull'obbligo di arretramento e sulla costituzione di una servitù di passaggio per esigenze agricole.
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Servitù di passaggio gratuita: quando spetta?
Una società, il cui terreno è diventato intercluso a seguito di un'espropriazione da parte di un Comune, ha chiesto una servitù di passaggio gratuita su fondi vicini. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la servitù di passaggio gratuita, ai sensi dell'art. 1054 c.c., può essere costituita solo sulla porzione di fondo residua da cui è stata distaccata la parte espropriata, e non su fondi di terzi o su altri fondi dell'ente espropriante.
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Diritto di servitù di passaggio: la prova è decisiva
Il Tribunale di Milano ha rigettato la domanda di un proprietario terriero che chiedeva il riconoscimento di un diritto di servitù di passaggio su un fondo confinante. La corte ha stabilito che i titoli di acquisto non provavano l'esistenza della servitù, non sussistevano i requisiti per l'usucapione e non era possibile costituire una servitù coattiva, in quanto il fondo non era assolutamente intercluso e la via richiesta non rappresentava la soluzione meno pregiudizievole per il fondo servente.
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