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Art. 10 d.lgs. n. 159 del 2011

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52 provvedimenti

Revocazione confisca: la perizia non è prova nuova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per la revocazione di una confisca di prevenzione definitiva. La sentenza chiarisce che una perizia tecnica, basata sulla rivalutazione di documenti contabili già esistenti e conoscibili, non costituisce "prova nuova" ai sensi dell'art. 28 del Codice Antimafia. Per la revocazione confisca è necessaria una prova sopravvenuta o scoperta incolpevolmente, non una diversa interpretazione di dati già noti.
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Attualità pericolosità: onere prova dopo detenzione
La Cassazione annulla una misura di prevenzione, sottolineando che l'attualità della pericolosità deve essere provata con elementi concreti e attuali, non presunta da un singolo incontro sospetto dopo un lungo periodo di detenzione.
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Confisca di prevenzione: i limiti del terzo intestatario
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di confisca di prevenzione riguardante un immobile intestato a una terza persona, convivente del soggetto ritenuto socialmente pericoloso. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il terzo intestatario può contestare solo la titolarità effettiva del bene e la liceità dei fondi propri utilizzati per l'acquisto, ma non può mettere in discussione la pericolosità sociale del proposto. La decisione si fonda sulla manifesta sproporzione tra il valore del bene e i redditi leciti del nucleo familiare, confermando la presunzione di provenienza illecita dei capitali.
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Pericolosità sociale: Cassazione sulla sorveglianza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro l'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La Corte ha confermato la valutazione della pericolosità sociale attuale dell'individuo, basata sul suo ruolo di capo e promotore in un clan camorristico e sulla commissione di gravi reati recenti (estorsioni aggravate), ritenendo irrilevanti gli elementi addotti dalla difesa, come l'attività lavorativa e il tempo trascorso da alcune condanne.
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Opposizione del creditore: la via per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un creditore contro il diniego di ammissione del suo credito nell'ambito di una procedura di confisca. La Corte ha chiarito che l'opposizione del creditore deve essere presentata prima al Tribunale che ha disposto la confisca. Solo la decisione su tale opposizione può essere impugnata in Cassazione.
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Misura di prevenzione: confisca e pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una misura di prevenzione che includeva sorveglianza speciale e confisca di beni. La Corte ha ribadito l'autonomia del procedimento di prevenzione rispetto a quello penale, confermando che la pericolosità sociale può essere desunta da un vincolo stabile con un'associazione criminale e dalla sproporzione tra redditi e patrimonio, anche derivante da evasione fiscale.
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Spese sequestro penale: la Cassazione riqualifica l’appello
Una società chiede la restituzione delle spese per un collaboratore dopo la revoca di un sequestro. La Cassazione, affrontando il tema delle spese sequestro penale, stabilisce che il ricorso diretto non è ammissibile, ma lo riqualifica come opposizione da presentare al giudice dell'esecuzione, rinviando gli atti al Tribunale competente.
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Motivazione apparente: annullato rigetto opposizione
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Tribunale che aveva respinto l'opposizione di un'impresa di trasporti per l'ammissione di un credito verso una società confiscata. Il rigetto era fondato su una presunta discordanza nella numerazione delle fatture, che la Suprema Corte ha ritenuto inesistente. La decisione del giudice di primo grado è stata cassata per motivazione apparente, contraddittoria e carente, con rinvio per un nuovo esame.
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Misure di prevenzione: no alla confisca senza prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale volto a ottenere la confisca dei beni di un gruppo di imprenditori. La sentenza ribadisce che per applicare le misure di prevenzione patrimoniale non è sufficiente una mera 'contiguità' o vicinanza a un'associazione criminale, ma è necessaria la prova di un'appartenenza funzionale, ossia di un contributo concreto agli scopi del clan. La Corte ha ritenuto che la motivazione del giudice di merito non fosse né mancante né apparente, ma basata su una corretta valutazione delle prove, che non dimostravano tale legame.
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Pericolosità qualificata: serve il dolo specifico
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un decreto di confisca basato sulla pericolosità qualificata di un soggetto. La Corte ha stabilito che, anche nel procedimento di prevenzione, il giudice deve accertare tutti gli elementi del reato presupposto, incluso l'elemento psicologico del dolo specifico (l'intento fraudolento), non potendosi limitare alla sola condotta oggettiva. La decisione sottolinea che, pur essendo autonomo dal processo penale, il giudizio di prevenzione non può prescindere da una valutazione completa della fattispecie criminosa che fonda la pericolosità qualificata.
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Riabilitazione misura di prevenzione: la guida completa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva la riabilitazione da una misura di prevenzione. Secondo la Corte, le condanne successive per reati finanziari, sebbene estinti, dimostrano l'assenza di un'effettiva e costante buona condotta, requisito essenziale per la riabilitazione misura di prevenzione, rendendo irrilevanti elementi positivi come il conseguimento di un diploma o un'attività lavorativa stabile.
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Divieto uso cellulare e sorveglianza speciale: Cassazione
Un individuo sotto sorveglianza speciale è stato condannato per aver violato la prescrizione che gli imponeva il divieto di uso del cellulare. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che tale divieto non è una norma incostituzionale, ma una misura discrezionale del giudice della prevenzione, basata sulla pericolosità sociale del soggetto. La Corte ha inoltre ritenuto corretta la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la gravità della violazione.
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