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Art. 1 Convenzione EDU

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716 provvedimenti

Lottizzazione abusiva: quando il sequestro è legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un intero complesso immobiliare, ritenendo che la trasformazione di una villa in tre palazzine con 24 appartamenti costituisca lottizzazione abusiva. Il ricorso dei soci della società costruttrice è stato rigettato, affermando che l'intervento, mascherato da ristrutturazione, ha in realtà stravolto l'assetto urbanistico del territorio. La Corte ha stabilito che il sequestro è una misura proporzionata alla gravità dell'illecito, finalizzata alla confisca obbligatoria, e che la posizione dei soci non è assimilabile a quella dei terzi acquirenti in buona fede.
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Valore immobile abusivo: no indennizzo per la costruzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4781/2025, ha stabilito che nel calcolo del prezzo di riacquisto di un'area industriale, il valore dell'immobile abusivo, specificamente quello privo di autorizzazione paesaggistica, non deve essere considerato. Anche se la normativa sul riacquisto da parte dei consorzi industriali è autonoma rispetto a quella sull'espropriazione, si applica il principio generale per cui il proprietario non può trarre vantaggio dalla propria attività illecita. Di conseguenza, l'indennizzo si basa solo sul valore del terreno e non sulla costruzione.
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Rimborso sisma: diritto integrale anche con fondi limitati
Un contribuente, avente diritto a un rimborso fiscale del 90% a seguito di un evento sismico, si è visto corrispondere solo il 50% dell'importo dovuto a causa di una nuova legge che limitava i fondi. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al rimborso integrale, confermato da una sentenza passata in giudicato, non può essere ridotto. La carenza di fondi statali incide solo sulle modalità di pagamento, ma non sull'ammontare del credito. La Corte ha quindi incaricato il giudice dell'esecuzione di attivare specifici strumenti di contabilità pubblica per garantire il saldo completo del rimborso sisma.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione tra il 1978 e il 1986. La Corte ha confermato la prescrizione del risarcimento, stabilendo che il termine decennale per agire è iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo la Corte, da quel momento l'inadempimento dello Stato era chiaro e definito, rendendo il diritto azionabile e facendo partire il conto alla rovescia per la prescrizione.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione delle direttive comunitarie sul compenso per la specializzazione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, dichiarando il diritto prescritto. Al centro della decisione vi è la questione della prescrizione per i medici specializzandi, con la Corte che ha ribadito il suo orientamento consolidato: il termine decennale per agire è iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, che ha reso il diritto pienamente esigibile.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4819/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata remunerazione durante i corsi frequentati tra il 1980 e il 1993. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione del diritto al risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Qualsiasi incertezza legale successiva non ha impedito il decorso del termine decennale.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento dei danni per la mancata corresponsione di un compenso durante la specializzazione tra il 1982 e il 1994. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione risarcimento medici, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione delle direttive UE sulla retribuzione durante la specializzazione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali inferiori, stabilendo che il diritto al risarcimento era estinto. La Corte ha affermato che il termine di prescrizione decennale per la prescrizione del risarcimento dei medici è iniziato il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999.
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Pericolosità sociale: no a misure senza continuità
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di misure di prevenzione personali e patrimoniali nei confronti di un soggetto. La decisione si fonda sul principio che la pericolosità sociale richiede l'abitualità' delle condotte delittuose, ovvero una continuità nel tempo. La presenza di lunghi intervalli temporali senza attività criminali provate impedisce di considerare sussistente tale requisito, non potendo tali 'vuoti' essere colmati da mere congetture. La sentenza ribadisce la necessità di un approccio rigoroso e tassativo, in linea con i principi costituzionali.
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Assegno vitalizio: legittima la riduzione dell’importo
Ex consiglieri regionali hanno impugnato la riduzione del loro assegno vitalizio, sostenendone l'illegittimità. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, stabilendo che l'assegno vitalizio ha natura indennitaria e non pensionistica. Pertanto, il suo importo può essere ridotto in base a parametri di calcolo variabili ('mobili'), come le indennità dei consiglieri in carica, senza violare diritti acquisiti o norme costituzionali.
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Sequestro preventivo: i limiti del ricorso del terzo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soci di una società alberghiera, terzi estranei al reato, avverso un'ordinanza di sequestro preventivo. La sentenza chiarisce che i terzi possono contestare solo la propria titolarità del bene e l'assenza di un loro contributo al reato, ma non possono sindacare nel merito la sussistenza degli indizi a carico dell'indagato principale o l'adeguatezza della motivazione del giudice, se non in caso di vizio radicale. È stata inoltre ribadita la distinzione tra sequestro preventivo 'impeditivo' e quello finalizzato alla confisca.
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Estradizione e reciprocità: la Cassazione decide
La Cassazione conferma l'estradizione di un cittadino italiano verso Monaco, respingendo i motivi legati al principio di reciprocità, prescrizione e violazione dei diritti fondamentali. La sentenza chiarisce l'applicazione della Convenzione europea di estradizione, sottolineando che la reciprocità è una facoltà politica e che per la prescrizione vale la legge dello Stato richiedente, se ratificata dall'Italia.
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Restituzione beni sequestrati: la Cassazione decide
Una società finanziaria ha richiesto la restituzione di due autovetture, sequestrate in un'indagine penale a carico di un terzo. La società ne rivendicava la proprietà in base a un contratto di vendita con riserva di proprietà. Il Tribunale del riesame aveva erroneamente negato la richiesta, rinviando la decisione alla fase post-sentenza. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che il diritto alla restituzione beni sequestrati deve essere valutato immediatamente, anche se ciò richiede l'applicazione di leggi straniere, e non può essere ritardato fino alla conclusione del processo penale. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova decisione.
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Ricorso inammissibile: requisiti di specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza di alcuni motivi e, soprattutto, sulla mancanza di specificità di altri, che tentavano una non consentita rivalutazione dei fatti in sede di legittimità. L'ordinanza ribadisce i rigorosi requisiti procedurali per l'accesso al giudizio della Suprema Corte.
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Indennità di esproprio: quando un’area è edificabile?
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per determinare l'indennità di esproprio, stabilendo che un'area destinata a servizi universitari è da considerarsi edificabile se gli strumenti urbanistici consentono anche l'intervento privato, come la costruzione di residenze. La decisione distingue nettamente queste aree da quelle in fascia di rispetto stradale, che per legge sono inedificabili. Questo principio è fondamentale per calcolare la corretta indennità di esproprio spettante ai proprietari.
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Autosufficienza del ricorso: Cassazione inammissibile
Una società di ristorazione e i suoi soci hanno impugnato un accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i primi due motivi per difetto di autosufficienza del ricorso, non avendo i ricorrenti specificato dove e quando avessero sollevato le eccezioni nei gradi precedenti. Ha invece accolto parzialmente il terzo motivo sulle spese di lite, cassando la sentenza perché il giudice d'appello aveva erroneamente condannato al pagamento delle spese di entrambi i gradi di giudizio, mentre quelle del primo grado erano state compensate. La causa è stata rinviata per la rideterminazione delle spese del secondo grado.
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Contributo modulare obbligatorio: è previdenza base
Un avvocato ha contestato la natura del contributo modulare obbligatorio versato alla propria Cassa di previdenza, chiedendone il trasferimento o la restituzione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che tale contributo rientra nella previdenza di base obbligatoria e non in quella complementare, la cui adesione è volontaria. La Corte ha ritenuto le censure del ricorrente generiche e non pertinenti alla ratio decidendi della Corte d'Appello.
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Licenziamento giustificato motivo oggettivo e stage
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5622/2025, ha dichiarato illegittimo un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La decisione si basa sul fatto che l'azienda, poco dopo aver licenziato un dipendente per soppressione del posto, ha avviato una ricerca di stagisti da inserire nella medesima posizione. Questo comportamento è stato interpretato come prova presuntiva che la soppressione del posto di lavoro non era effettiva, ma solo un pretesto.
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Usucapione immobile pubblico: quando è impossibile?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni eredi che chiedevano di essere riconosciuti proprietari per usucapione di un immobile pubblico. Il bene era stato occupato per decenni, ma la Corte ha stabilito che la loro relazione con l'immobile era di mera detenzione, derivante da un originario rapporto di locazione del loro avo con l'ente pubblico. Senza un atto di 'interversione del possesso' che trasformi la detenzione in possesso pieno, e data la natura di bene appartenente al patrimonio indisponibile, l'usucapione immobile pubblico è stata esclusa, con condanna degli occupanti al risarcimento del danno.
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Ricorso detenuto: inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto in regime di 41-bis contro un'ordinanza che limitava l'acquisto di aromi per dolci. Il ricorso detenuto è stato respinto perché ritenuto aspecifico, meramente rivalutativo dei fatti e privo della dimostrazione di un grave pregiudizio a un diritto soggettivo, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza.
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