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Art. 1, comma 665, Legge n. 190 del 2014

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31 provvedimenti

Giudizio di ottemperanza: il fisco dimezza i rimborsi ma la Cassazione frena
Un contribuente, colpito dal terremoto in Sicilia del 1990, ha ottenuto una sentenza definitiva per il rimborso del 90% delle imposte pagate. L'Agenzia delle Entrate ha rimborsato solo il 50%, applicando una legge successiva che limitava i fondi. Il contribuente ha quindi avviato un giudizio di ottemperanza per ottenere la restante metà, ottenendo ragione in appello. L'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la prevalenza della nuova norma retroattiva. La Corte di Cassazione, rilevando una questione di legittimità costituzionale pendente sulla stessa normativa, ha sospeso la decisione immediata e ha rimesso la causa alla Quinta Sezione per la trattazione in pubblica udienza.
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Giudizio di ottemperanza: il fisco dimezza i rimborsi sisma
Gli eredi di una contribuente, residente nelle zone colpite dal terremoto in Sicilia del 1990, hanno avviato un giudizio di ottemperanza per ottenere il pagamento integrale del rimborso delle imposte, già riconosciuto da una sentenza definitiva. L'Agenzia delle Entrate aveva infatti pagato solo il 50% della somma, applicando una legge successiva che limitava i rimborsi. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto la richiesta degli eredi, ma l'amministrazione finanziaria ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la pendenza di una questione di legittimità costituzionale sulla normativa applicabile, ha sospeso la decisione immediata e ha disposto la trasmissione del caso alla Quinta Sezione civile per la trattazione in pubblica udienza.
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Giudizio di ottemperanza tributario: fisco contro rimborsi sisma
Un cittadino colpito dal sisma del 1990 in Sicilia ottiene una sentenza definitiva che condanna l'Agenzia delle Entrate a rimborsargli il novanta per cento delle imposte versate. L'amministrazione paga solo la metà, invocando una legge successiva che limita i fondi disponibili. Il contribuente avvia un giudizio di ottemperanza tributario per ottenere il saldo e vince. L'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione, sostenendo l'applicazione della nuova legge restrittiva. La Suprema Corte, rilevando una questione di costituzionalità pendente sulla norma, sospende la decisione immediata e rinvia la causa alla Quinta Sezione per la trattazione in pubblica udienza.
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Rimborso imposte sisma: no ai soldi senza prove di residenza
Il caso riguarda la richiesta di un lavoratore dipendente per ottenere il rimborso imposte sisma pari al 90% dei tributi versati per il triennio 1990-1992, a seguito del terremoto in Sicilia. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il diritto, eccependo che il richiedente non risiedeva nei comuni colpiti, pur lavorando per un'azienda locale. La Corte di secondo grado ha accolto la domanda del contribuente senza valutare questo requisito fondamentale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ufficio pubblico, stabilendo che il giudice d'appello ha omesso di esaminare la sussistenza dei requisiti soggettivi richiesti dalla legge. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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Aiuti de minimis: rimborso tasse sisma 1990 confermato
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al rimborso del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992 da contribuenti colpiti dal sisma in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'agevolazione sostenendo la violazione delle norme europee sugli Aiuti de minimis. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accertamento sul rispetto delle soglie economiche degli aiuti spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere oggetto di riesame in sede di legittimità.
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Giudizio di ottemperanza e rimborsi fiscali integrali
Un contribuente ha agito in sede di legittimità dopo che la Commissione Tributaria Regionale aveva rigettato il suo ricorso per ottenere il rimborso integrale delle imposte legate al sisma del 1990. L'Agenzia delle Entrate aveva erogato solo il 50% della somma, giustificando il taglio con l'insufficienza dei fondi stanziati per legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che nel giudizio di ottemperanza il giudice deve garantire la piena esecuzione del giudicato. Anche in caso di mancanza di fondi, l'autorità giudiziaria deve attivare procedure contabili speciali, come l'ordine di pagamento in conto sospeso o la nomina di un commissario ad acta, per assicurare al cittadino l'intero importo spettante senza alcuna falcidia.
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Rimborso fiscale eventi calamitosi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32108/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di rimborso fiscale per eventi calamitosi. Due contribuenti, aventi diritto al rimborso del 90% dell'IRPEF per i danni subiti da un sisma, dopo aver ottenuto una sentenza favorevole definitiva, si vedevano corrispondere solo una parte della somma dall'Amministrazione Finanziaria. L'ente giustificava il pagamento parziale con la carenza di fondi dedicati. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, chiarendo che il giudice dell'ottemperanza, prima di ordinare il pagamento, deve verificare la disponibilità degli appositi fondi statali. Se i fondi sono insufficienti, il giudice deve attivare specifiche procedure di contabilità pubblica per assicurare l'esecuzione della sentenza, senza però che questo comporti una riduzione del diritto del contribuente. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Rimborso Irpef sisma: diritto integrale anche con fondi limitati
Un contribuente, avente diritto a un rimborso Irpef integrale a seguito del sisma in Sicilia del 1990 e forte di una sentenza definitiva, si è visto corrispondere solo il 50% della somma dall'Agenzia delle Entrate. L'Amministrazione ha giustificato il pagamento parziale con l'esaurimento dei fondi stanziati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29236/2023, ha accolto il ricorso del contribuente. Ha stabilito che le normative sulla limitazione dei fondi regolano solo le modalità di pagamento, ma non possono ridurre o estinguere un diritto di credito già accertato con sentenza passata in giudicato. Pertanto, il contribuente ha diritto a ricevere l'intero importo del rimborso Irpef sisma, e il giudice dell'esecuzione deve adottare tutte le misure necessarie per garantire il pagamento completo.
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Termine rimborso fiscale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che accoglieva la richiesta di rimborso IRPEF di un contribuente, ritenendola tardiva. Il caso verteva sull'identificazione del corretto termine rimborso fiscale. La Corte ha stabilito che il termine di due anni per la richiesta decorre dall'entrata in vigore della legge che introduce l'agevolazione e non da successive proroghe dello stato di emergenza, che non incidono sul dies a quo.
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Rimborso fiscale terremoto: Cassazione lo garantisce
Un contribuente, avente diritto a un rimborso fiscale del 90% per le imposte versate a seguito del sisma siciliano del 1990, si è visto erogare solo il 50% della somma dall'Agenzia delle Entrate, la quale giustificava la riduzione con una successiva legge che limitava i pagamenti in base ai fondi stanziati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che un diritto al rimborso fiscale terremoto, una volta accertato con sentenza passata in giudicato, non può essere ridotto per carenza di fondi pubblici. La Corte ha chiarito che il giudice deve assicurare la piena esecuzione della sentenza, attivando, se necessario, procedure speciali come la nomina di un commissario ad acta.
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Aiuti di Stato e sisma: ricorso generico è inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un rimborso fiscale del 90% per le imposte versate tra il 1990 e il 1992, richiesto da un contribuente colpito dal sisma in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate si era opposta, sostenendo che tale beneficio costituisse un aiuto di Stato vietato dalle norme europee, in quanto il reddito del contribuente derivava da attività d'impresa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso dell'Agenzia inammissibile perché troppo generico. L'amministrazione finanziaria non ha specificato né provato adeguatamente, attraverso atti e documenti precisi, la natura imprenditoriale dei redditi, violando i requisiti di specificità del ricorso per cassazione.
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