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Art. 1 comma 197 l. 197/2022

24 provvedimenti

Errore di fatto revocatorio: sanzioni salve anche senza condono
I soci di una società di persone impugnano il diniego di definizione agevolata e chiedono la revocazione di una precedente decisione di Cassazione per omessa pronuncia sulle sanzioni. La Suprema Corte nega la definizione agevolata poiché la pendenza della revocazione non impedisce il passaggio in giudicato della sentenza. Tuttavia, accoglie parzialmente il ricorso per revocazione, rilevando un errore di fatto revocatorio: i giudici avevano totalmente omesso di esaminare la richiesta dei contribuenti di disapplicare le sanzioni per assenza di colpa dovuta a circostanze eccezionali, come l'ingresso della Slovenia nell'Unione Europea. La Cassazione revoca la precedente ordinanza limitatamente a questo punto e rinvia alla Corte di Giustizia Tributaria per valutare l'applicabilità delle sanzioni.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e la lite si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza d'appello che annullava un avviso di liquidazione per l'imposta di registro emesso contro tre società. Durante la pendenza del giudizio in Cassazione, le società hanno presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Le contribuenti hanno pagato l'intero importo dovuto in un'unica soluzione e depositato la documentazione necessaria. La Corte di Cassazione, preso atto del regolare perfezionamento della procedura e in assenza di obiezioni da parte dell'amministrazione finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Sospensione del processo tributario: tregua sui costi black list
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società di spedizioni circa la deducibilità di costi per operazioni con paesi in black list. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto la sospensione del processo tributario per valutare la convenienza della definizione agevolata della controversia, ai sensi della legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio per consentire alle parti di verificare la fattibilità dell'accordo transattivo con il fisco.
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Costi black list e tregua fiscale: la Cassazione sospende il giudizio
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento contro una Società di spedizioni internazionali, contestando la deducibilità di alcuni costi black list per l'anno 2008. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla Società, ritenendo che la scelta di vettori esteri fosse giustificata da reali esigenze commerciali dei clienti. L'Amministrazione Finanziaria ha quindi proposto ricorso in Cassazione, mentre la Società ha presentato ricorso incidentale. Nelle more del giudizio, la Società ha chiesto la sospensione del processo per valutare l'adesione alla definizione agevolata della controversia. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio.
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Deducibilità dei costi black list: scontro tra fisco e impresa
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di spedizioni internazionali la deducibilità dei costi black list, ossia le spese per operazioni commerciali con paesi a fiscalità privilegiata nell'anno 2007. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione alla società, riconoscendo l'effettivo interesse economico delle operazioni di trasporto richieste dai clienti. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, la società contribuente ha chiesto la sospensione del processo per valutare l'adesione alla tregua fiscale tramite la definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire la definizione della controversia.
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Sospensione del processo tributario: tregua tra Fisco e azienda
Un'azienda di spedizioni internazionali ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria recuperava a tassazione i costi per servizi di trasporto eseguiti da vettori residenti in paesi a fiscalità privilegiata. Dopo che la Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla società, ritenendo i costi inerenti e giustificati dalle esigenze dei clienti, l'ente impositore ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, l'azienda ha chiesto la sospensione del processo tributario per valutare la convenienza di aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio per consentire la definizione della controversia.
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Definizione agevolata delle sanzioni: dazi pagati, lite estinta
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la sentenza favorevole all'importatore di calzature. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha pagato integralmente i diritti doganali richiesti e ha richiesto la definizione agevolata delle sanzioni collegate, avvalendosi della tregua fiscale. La Corte di Cassazione ha accertato l'avvenuto pagamento dei tributi doganali e la regolarità della domanda di sanatoria. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato la cessazione della materia del contendere per i dazi e l'estinzione del processo per le sanzioni, applicando la definizione agevolata delle sanzioni senza alcun ulteriore esborso per la società, compensando interamente le spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata: dal maxi debito fiscale all’estinzione
La Società Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRAP e IVA per l'anno 2006. Durante il giudizio di Cassazione, l'azienda ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della normativa sui condoni fiscali, provvedendo al pagamento di quanto dovuto. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il regolare versamento delle somme. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di lite a carico di chi le ha anticipate.
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Inammissibilità sopravvenuta: se l’atto è revocato il ricorso cade
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione la decisione dei giudici tributari di secondo grado, che avevano dichiarato estinto un processo relativo a tasse non pagate da parte di una società. Tuttavia, nel corso del giudizio di legittimità, lo stesso giudice tributario ha revocato la propria precedente decisione di estinzione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità sopravvenuta del ricorso del Fisco. Poiché il provvedimento contestato non esiste più a causa della revoca, è venuto meno l'interesse concreto dell'Amministrazione a proseguire la battaglia legale. La controversia si chiude così senza una decisione sul merito del ricorso principale, poiché la causa originaria dovrà riprendere il suo corso davanti ai giudici di merito.
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Definizione agevolata: sospensione del processo fiscale
Una società operante nel settore degli pneumatici ha impugnato diversi avvisi di accertamento relativi a presunte operazioni soggettivamente inesistenti per gli anni 2007-2009. La controversia, incentrata sulla detraibilità dell'IVA e sulla buona fede del contribuente, è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. In pendenza del giudizio, la società ha presentato istanza di sospensione per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della tregua fiscale.
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Definizione agevolata: sospensione liti tributarie
Una società di leasing ha presentato ricorso in Cassazione contro un Comune per contestare avvisi di accertamento IMU relativi a immobili con contratti risolti ma non ancora riconsegnati. Durante il giudizio, la ricorrente ha richiesto la sospensione del processo per valutare l'adesione alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, riscontrando i presupposti normativi, ha accolto l'istanza disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire il perfezionamento della procedura di tregua fiscale.
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Definizione agevolata: sospensione del giudizio fiscale
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRPEG, IVA e IRAP, contestando il recupero di quote di ammortamento per capannoni industriali considerati inattivi e l'applicazione di aliquote fiscali errate. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Durante il procedimento, la società ha manifestato la volontà di aderire alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, preso atto dell'istanza, ha disposto la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale, rinviando la trattazione della causa.
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Definizione agevolata: guida alla chiusura liti fiscali
Una società di servizi e i suoi soci hanno impugnato avvisi di accertamento basati su anomalie negli studi di settore. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, le parti hanno richiesto l'accesso alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificato il pagamento degli importi e la presentazione della domanda, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, confermando l'efficacia della sanatoria fiscale sulle liti pendenti e l'applicazione della parola_chiave per la risoluzione del conflitto.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a un avviso di liquidazione per imposta di registro su una sentenza di usucapione. I contribuenti hanno presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197/2022, fornendo prova del versamento della rata prevista. La decisione conferma che il perfezionamento della definizione agevolata comporta la chiusura del contenzioso, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: sospensione in Cassazione.
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un avviso di accertamento per IVA derivante da presunte frodi carosello. Dopo che i giudici di merito avevano annullato l'atto per carenza di prove da parte dell'Amministrazione, la società ha richiesto l'accesso alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Nonostante alcune criticità documentali riguardanti la leggibilità dei versamenti effettuati, la Suprema Corte ha disposto la sospensione del giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop alle liti ICI
Una società in procedura concorsuale ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta ICI su terreni, contestando il valore venale attribuito dal Comune. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Avendo dimostrato il pagamento della prima rata e la regolarità della domanda, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione conferma che il perfezionamento della tregua fiscale prevale sulla prosecuzione della lite, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a un socio di una società a ristretta base, accusato di aver percepito utili extracontabili. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, documentando il pagamento della prima rata. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e negando il raddoppio del contributo unificato poiché la causa di inammissibilità è sopravvenuta.
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Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Una società operante nel settore industriale ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'IVA per diverse annualità. Dopo aver ottenuto ragione nei primi due gradi di merito, la causa è approdata in Cassazione su ricorso dell'Amministrazione Finanziaria. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo la contribuente dimostrato il regolare pagamento degli importi dovuti, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, confermando che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
Una società immobiliare ha impugnato una cartella di pagamento relativa all'IRES, contestando la propria qualificazione come società di comodo. Dopo che i giudici di merito avevano dato ragione alla contribuente, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Avendo la società documentato il pagamento delle somme dovute e non essendo intervenuto alcun diniego dall'amministrazione finanziaria, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
Una società ha impugnato una cartella di pagamento relativa a un credito IVA acquisito tramite cessione di ramo d'azienda. Mentre il giudizio pendeva in Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo dimostrato il pagamento dell'importo dovuto, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito della legittimità del credito.
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