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Art. 1, comma 17, della l. n. 228 del 2012

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491 provvedimenti

Prescrizione appalti pubblici: quando decorre?
Una società di costruzioni ha agito contro un Ministero per ritardi nel collaudo di opere pubbliche. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prescrizione dei crediti dell'appaltatore decorre dalla scadenza del termine previsto per il collaudo. L'inerzia della P.A. costituisce un inadempimento istantaneo e non un illecito permanente, fissando un chiaro 'dies a quo' per la decorrenza della prescrizione appalti pubblici.
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Onere della prova ore straordinarie: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che chiedeva il pagamento di ore straordinarie. La decisione ribadisce un principio fondamentale: l'onere della prova del lavoro supplementare grava interamente sul dipendente. In assenza di prove concrete e specifiche sulle ore eccedenti l'orario contrattuale, la domanda non può essere accolta, anche se si lamenta un'errata organizzazione dei turni da parte del datore di lavoro.
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Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame del merito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 5482/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente in una controversia su dazi doganali. Il ricorso in Cassazione è stato respinto perché mirava a un riesame dei fatti e delle prove, una valutazione di merito preclusa alla Corte Suprema, la quale può giudicare solo sulla corretta applicazione della legge.
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Indennità ferie non godute: la prova a carico del lavoratore
Un dipendente pubblico ha richiesto il pagamento dell'indennità per le ferie non godute al momento del pensionamento. La Corte d'Appello ha ridotto significativamente l'importo riconosciuto in primo grado, ritenendo la documentazione prodotta dal lavoratore (prospetti presenza) non sufficiente a provare l'intero credito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso del lavoratore inammissibile. L'ordinanza sottolinea che l'onere di provare il mancato godimento delle ferie per causa non imputabile al lavoratore spetta al dipendente stesso e che la valutazione delle prove documentali fatta dal giudice di merito non è, di norma, sindacabile in sede di legittimità. Il caso verte quindi sull'onere della prova per l'ottenimento dell'indennità ferie non godute.
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Vizi immobile locato: quando il contratto prevale
Una società conduttrice ha contestato la presenza di vizi dell'immobile locato, in particolare la non abitabilità di un piano, che ne limitava l'uso pattuito come casa di riposo. Nonostante la richiesta di riduzione del canone, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione sottolinea come specifiche clausole contrattuali, che ponevano a carico del conduttore l'onere di verificare l'idoneità del bene, prevalgano sulle norme generali a tutela dai vizi, rendendo inefficaci le doglianze della società.
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Termine perentorio costituzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministrazione pubblica, confermando che il termine perentorio di costituzione fissato dal giudice nel rito sommario è inderogabile. La tardiva costituzione dell'amministrazione ha comportato la decadenza dalla possibilità di sollevare l'eccezione di prescrizione, consolidando un importante principio di procedura civile sulla certezza dei tempi processuali.
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Ricorso per cassazione inammissibile: i requisiti
Una società di cantieristica navale ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva revocato due decreti ingiuntivi a suo favore. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile a causa della sua esposizione confusa e della mancata specificità dei motivi, violando i requisiti procedurali essenziali. La decisione sottolinea che il ricorso non può limitarsi a richiedere una nuova valutazione dei fatti, ma deve confrontarsi puntualmente con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
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Prova del credito professionale nel fallimento: il caso
Un professionista si è visto negare l'ammissione al passivo fallimentare di un suo credito per prestazioni professionali. Nonostante la presenza di un contratto, i giudici hanno ritenuto insufficiente la prova del credito professionale, ovvero la dimostrazione dell'effettivo svolgimento dell'attività. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso poiché volto a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Rinuncia al ricorso: niente contributo unificato
L'ordinanza analizza il caso di un ex presidente del collegio sindacale di una società di credito che, dopo essere stato sanzionato dall'autorità di vigilanza finanziaria, ha presentato ricorso in Cassazione. La questione centrale è la rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo un principio fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato, poiché tale obbligo si applica solo in casi tassativi come rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Principio di autosufficienza ricorso tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza, poiché il ricorso non specificava in modo adeguato le doglianze originarie, impedendo alla Corte di valutare la fondatezza dei motivi di appello senza dover consultare atti esterni al ricorso stesso.
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Onere della prova nel redditometro: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema del redditometro, chiarendo l'inversione dell'onere della prova a carico del contribuente. Una volta che l'Amministrazione Finanziaria dimostra la disponibilità di beni-indice, spetta al cittadino provare che le spese sono state sostenute con redditi non imponibili. La Corte ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando che la semplice dimostrazione di disponibilità di fondi non è sufficiente, e ha chiarito che le spese legali seguono l'esito finale dell'intera lite.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e diligenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1796/2025, ha rigettato il ricorso di un'imprenditrice contro un avviso di accertamento per IVA non versata su operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha chiarito che l'onere di provare la propria buona fede ricade sul contribuente quando l'Amministrazione Finanziaria fornisce elementi oggettivi (come la cessazione di attività o la sede fittizia del fornitore) che un imprenditore diligente avrebbe dovuto notare. Inoltre, ha ribadito l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso per cassazione.
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Inammissibilità intervento del socio nel processo
Un ex socio tentava di proseguire un giudizio per conto della sua società, ormai fallita. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, dichiarando l'inammissibilità dell'intervento. La sentenza chiarisce che, a seguito del fallimento, solo il curatore fallimentare ha la legittimazione ad agire. L'appello del socio è stato inoltre respinto in quanto "non motivo", ovvero incapace di contestare specificamente le ragioni della corte precedente.
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Conflitto di interessi: quando annullare un contratto
La Corte di Cassazione conferma l'annullamento di un contratto di locazione tra due società dello stesso gruppo a causa di un provato conflitto di interessi. L'operazione, pur inserita in un piano di riorganizzazione, aveva creato un danno certo e immediato a una delle società, senza un reale vantaggio compensativo. La sentenza ribadisce che la mera coincidenza di amministratori non è sufficiente, ma è necessario dimostrare un'incompatibilità concreta degli interessi in gioco.
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Spese di sponsorizzazione: la presunzione di deducibilità
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti della deducibilità delle spese di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive dilettantistiche. Il caso riguarda un agente di commercio a cui l'Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità di tali costi. La Corte ha confermato la validità di una presunzione legale assoluta che, al ricorrere di specifiche condizioni, rende i costi deducibili senza che l'amministrazione finanziaria possa valutarne l'inerenza o la congruità economica.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte di entrambe le società coinvolte in una controversia civile. Il punto chiave della decisione è che, in caso di rinuncia al ricorso, il ricorrente non è tenuto a versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, comunemente noto come 'raddoppio del contributo'. La Corte ha chiarito che tale obbligo si applica solo nei casi tassativi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, essendo una misura eccezionale non suscettibile di interpretazione estensiva.
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Forza maggiore prima casa: no se è scelta economica
La Corte di Cassazione ha escluso la sussistenza della forza maggiore prima casa per un contribuente che non ha rivenduto l'immobile precedente entro un anno. Il ritardo, dovuto all'attesa del completamento di una procedura di affrancazione per ottenere un prezzo di vendita più alto, è stato qualificato come una scelta di convenienza economica e non come un'impossibilità oggettiva e assoluta, confermando così la revoca delle agevolazioni fiscali da parte dell'Agenzia delle Entrate.
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Errore dichiarazione redditi: come correggerlo in giudizio
Una società, a causa di un errore nella compilazione del modello IRAP, si è vista applicare un'aliquota maggiorata. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del contribuente a correggere l'errore dichiarazione redditi anche in sede processuale, senza necessità di una preventiva dichiarazione integrativa, poiché la dichiarazione fiscale ha natura di dichiarazione di scienza e non di atto negoziale vincolante.
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Ammortamento alla francese: la Cassazione esclude l’anatocismo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un mutuatario che contestava la validità del suo contratto di mutuo. La Corte ha stabilito che l'ammortamento alla francese non costituisce anatocismo, che gli interessi corrispettivi e moratori non si sommano ai fini della verifica dell'usura, e che un'errata indicazione dell'ISC (Indice Sintetico di Costo) non rende nullo il contratto, avendo una funzione puramente informativa.
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Controllo automatizzato: limiti e poteri del Fisco
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria non può utilizzare la procedura di controllo automatizzato per modificare l'aliquota IRAP di una società basandosi su una diversa valutazione della sua attività economica. Tale modifica, non essendo un mero errore di calcolo ma una valutazione di merito, richiede l'emissione di un avviso di accertamento motivato. Nel caso specifico, il Fisco aveva rettificato l'aliquota applicata da una società finanziaria, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, annullando la cartella esattoriale perché emessa illegittimamente.
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