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Art. 1 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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1493 provvedimenti

Altri anni per Art. 1 Codice di Procedura Civile

Presunzione di onerosità: non basta la professionalità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista del settore dello spettacolo che chiedeva il pagamento per una collaborazione pluriennale con una società organizzatrice di eventi. I giudici hanno confermato le sentenze precedenti, stabilendo che non vi era prova di un contratto d'opera retribuito. La collaborazione era finalizzata ad acquisire visibilità e notorietà, vincendo così la presunzione di onerosità tipica delle prestazioni professionali. Anche la domanda di arricchimento senza causa è stata respinta per mancanza di prova del nesso causale.
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Caparra confirmatoria e risoluzione: si può chiedere?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la parte adempiente in un contratto preliminare può chiedere il doppio della caparra confirmatoria anche se il contratto si è già risolto di diritto per inadempimento della controparte. I giudici hanno chiarito che la domanda di recesso per ottenere la caparra non è incompatibile con la constatazione della risoluzione, purché non si chieda anche il risarcimento del danno ulteriore. Questa decisione corregge l'orientamento dei giudici di merito, che avevano erroneamente dichiarato inammissibili le domande ritenendole cumulative e incompatibili.
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Lavori extra-contratto: pagamento e forma scritta
Una società costruttrice ha eseguito opere aggiuntive rispetto a un contratto d'appalto. Il committente si è rifiutato di pagare, appellandosi a una clausola che richiedeva l'autorizzazione scritta per qualsiasi modifica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13600/2024, ha chiarito che è fondamentale distinguere tra semplici 'varianti' e veri e propri 'lavori extra-contratto'. Mentre le prime possono essere soggette alla forma scritta prevista dal contratto, i secondi possono costituire un nuovo accordo, valido anche se verbale. La Corte ha cassato la precedente sentenza per 'motivazione apparente', in quanto non aveva operato questa distinzione essenziale.
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Imputazione pagamento: acconti prima su interessi
In una controversia su una fornitura, la Corte di Cassazione ha corretto la Corte d'Appello su due punti cruciali: l'imputazione del pagamento degli acconti, che deve avvenire prima sugli interessi e poi sul capitale, e l'applicazione degli interessi moratori commerciali, già stabiliti in primo grado e non appellati. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo del debito residuo.
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Permuta di cosa futura: risarcimento pieno, no sconti
La Corte di Cassazione ha stabilito che in un contratto di permuta di cosa futura, se il bene promesso (es. un immobile) non viene mai ad esistenza, il risarcimento del danno dovuto alla parte adempiente deve essere integrale. Il valore di eventuali manufatti diversi realizzati dal costruttore non può essere detratto, poiché la proprietà di un bene non conforme a quello pattuito non si trasferisce mai all'acquirente.
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Ricusazione giudice: no incompatibilità per proposta
La Corte di Cassazione ha respinto un'istanza di ricusazione giudice. La parte ricorrente sosteneva che il magistrato, avendo redatto la proposta di definizione accelerata del giudizio, non potesse far parte del collegio giudicante. Citando una recente sentenza delle Sezioni Unite, la Corte ha stabilito che tale attività non costituisce motivo di incompatibilità, poiché la proposta non è una decisione definitiva e non pregiudica l'imparzialità del giudice.
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NCC Venezia: Cassazione annulla sanzioni discriminatorie
Una società di noleggio con conducente (NCC) è stata multata dal Comune di Venezia per aver operato nel centro storico con un'autorizzazione rilasciata da un altro Comune. La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni, giudicando l'ordinanza comunale illegittima e discriminatoria. La Corte ha stabilito che limitare l'accesso agli operatori NCC a Venezia in base alla provenienza della licenza viola i principi di concorrenza e costituisce un eccesso di potere, disapplicando la norma locale.
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Licenza NCC: illegittima la ZTL discriminatoria
Una società di Noleggio Con Conducente (NCC) veniva sanzionata per aver operato con un motoscafo nella Zona a Traffico Limitato (ZTL) del Comune di Venezia, pur essendo titolare di una licenza rilasciata da un altro Comune. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, ritenendo l'ordinanza comunale che imponeva tali restrizioni illegittima per eccesso di potere. La Corte ha stabilito che il regolamento creava una discriminazione ingiustificata tra gli operatori locali e quelli esterni, violando i principi di libera concorrenza. Di conseguenza, l'ordinanza è stata disapplicata e l'illecito è venuto meno.
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Regolamentazione NCC: Stop a norme discriminatorie
Una società di noleggio con conducente ha contestato delle sanzioni emesse da un importante Comune italiano, basate su una regolamentazione locale che limitava l'accesso al proprio territorio acquatico (ZTL) ai soli operatori NCC con licenza rilasciata da altri comuni. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale regolamentazione NCC, stabilendo che i Comuni non possono creare barriere discriminatorie basate sulla provenienza della licenza, in quanto ciò eccede le loro competenze e viola i principi di concorrenza. La Corte ha rigettato il ricorso del Comune, disapplicando la normativa locale e annullando le sanzioni.
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Licenza NCC: Stop a restrizioni comunali illegittime
La Corte di Cassazione ha stabilito che un Comune non può imporre restrizioni discriminatorie agli operatori con licenza NCC rilasciata da altri comuni, giudicando illegittima un'ordinanza del Comune di Venezia che limitava l'accesso a una zona a traffico limitato (ZTL) acquea. La Corte ha ritenuto tale provvedimento un eccesso di potere, in violazione dei principi di concorrenza. Al contempo, ha chiarito che le norme del Codice della Strada, come la pre-segnalazione degli autovelox, non si applicano per analogia alla navigazione, che è regolata da un corpus normativo speciale e autonomo.
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Licenza NCC: Stop a restrizioni ZTL del Comune
Una società di trasporto persone con motoscafo, titolare di una licenza NCC rilasciata da un comune esterno, è stata multata per aver operato nella Zona a Traffico Limitato (ZTL) di Venezia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, annullando le sanzioni. Ha stabilito che l'ordinanza comunale, che imponeva restrizioni diverse agli operatori a seconda del comune che aveva rilasciato la licenza NCC, è illegittima perché discriminatoria, viola la concorrenza e supera i poteri regolamentari del Comune.
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Prescrizione provvigioni agente: quando è decennale?
Un agente ha citato in giudizio la sua compagnia preponente per il mancato pagamento di provvigioni indirette e dell'indennità di risoluzione. Le corti di merito avevano respinto le richieste applicando la prescrizione breve di cinque anni. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che sia la richiesta di risarcimento per la violazione del patto di esclusiva, sia il credito per l'indennità di risoluzione, sono soggette alla prescrizione ordinaria di dieci anni. La sentenza chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione delle provvigioni dell'agente in caso di inadempimento contrattuale del preponente.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Un'azienda produttrice ricorre in Cassazione contro la condanna al pagamento di indennità a un ex agente. La Corte accoglie il ricorso, ravvisando una motivazione apparente nella sentenza d'appello, che non aveva adeguatamente esaminato le critiche mosse dall'azienda ai presupposti per il riconoscimento delle indennità. La causa è rinviata per un nuovo esame.
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Licenza NCC: Stop alle restrizioni del Comune di Venezia
La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni amministrative emesse dal Comune di Venezia contro una società di trasporto acqueo e un operatore individuale. La controversia riguardava le restrizioni imposte agli operatori con licenza NCC rilasciata da altri comuni per la circolazione nelle acque interne di Venezia. La Corte ha ritenuto l'ordinanza comunale illegittima per eccesso di potere, in quanto creava una discriminazione ingiustificata, violando i principi di libera concorrenza e libera circolazione dei servizi. Di conseguenza, le multe sono state annullate.
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Mancato avveramento condizione: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione analizza un caso di compravendita immobiliare in cui un pagamento aggiuntivo era legato all'esproprio di un terreno. A causa del mancato avveramento condizione, dovuto a scelte della Pubblica Amministrazione, la Corte ha stabilito che nessuna colpa può essere attribuita all'acquirente, che aveva adempiuto ai suoi obblighi iniziali. Il ricorso della venditrice è stato rigettato, chiarendo i principi sull'onere della prova in queste circostanze.
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Onere della prova nel contratto di agenzia: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12941/2024, ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova nei rapporti di agenzia. Il caso riguarda una società di assicurazioni che, dopo la risoluzione del contratto, si è vista opporre in compensazione dalla compagnia preponente una serie di controcrediti. La Corte ha chiarito che spetta alla compagnia, che agisce in via riconvenzionale, fornire la prova piena dei crediti vantati. Una contestazione generica da parte dell'agente è sufficiente a far sorgere tale onere, specialmente quando le poste debitorie non sono state determinate in modo concorde. La sentenza di secondo grado, che aveva invertito l'onere probatorio, è stata cassata con rinvio.
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Cessione di cubatura: venditore non responsabile
Una società edile acquista un terreno con annessa cessione di cubatura, ma il Comune nega il permesso di costruire a causa di una modifica delle norme urbanistiche successiva al contratto. La Corte di Cassazione ha stabilito che il venditore non è responsabile per inadempimento, poiché la causa del diniego è un "factum principis" (un atto della pubblica autorità) e non una sua colpa. Il contratto rimane valido e la responsabilità per le modifiche normative ricade sull'acquirente.
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Falsus procurator: i limiti della ratifica del contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12843/2024, ha stabilito i rigidi confini per la ratifica di un contratto preliminare di vendita immobiliare stipulato da un falsus procurator, ovvero un rappresentante senza poteri. La Corte ha chiarito che né una procura generica all'avvocato, né una ratifica condizionata, né la semplice immissione in possesso dell'immobile sono sufficienti a sanare il difetto di rappresentanza, specialmente per atti che richiedono la forma scritta. Di conseguenza, ha cassato la sentenza d'appello che aveva disposto il trasferimento dell'immobile.
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Onere della prova agente: come dimostrare il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12865/2024, ha rigettato il ricorso di una società agente, confermando un principio fondamentale: l'onere della prova per il diritto alle provvigioni spetta all'agente stesso. Quest'ultimo deve dimostrare di aver promosso affari andati a buon fine. Nel caso specifico, la richiesta di provvigioni per un anno è stata ritenuta inammissibile per via di un precedente giudicato, mentre per gli altri anni la prova fornita è stata giudicata insufficiente, una valutazione di merito non sindacabile in sede di legittimità.
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Permesso ZTL scaduto: ricorso respinto in Cassazione
Un conducente, titolare di licenza di noleggio con conducente, ha impugnato dieci multe per accesso in Zona a Traffico Limitato (ZTL). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il fattore decisivo e assorbente è la scadenza del permesso. La Corte ha chiarito che un permesso ZTL scaduto rende l'accesso illegittimo, indipendentemente da altre licenze possedute o da altre questioni legali sollevate. Viene inoltre affermato che il giudice d'appello può basare la sua decisione su una ricostruzione autonoma dei fatti, purché rimanga nell'ambito della domanda originale.
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