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Visto Di Conformità Infedele

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54 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Visto di conformità infedele: la competenza è decisiva
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per un visto di conformità infedele. La decisione si fonda su un vizio di incompetenza territoriale dell'ufficio dell'Agenzia delle Entrate che ha emesso l'atto. Secondo la Corte, la competenza esclusiva per l'iscrizione a ruolo spetta alla direzione regionale dell'Agenzia individuata in base al domicilio fiscale del professionista trasgressore, e non all'ufficio competente per il contribuente assistito. La violazione di tale regola di competenza determina la nullità dell'atto.
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Visto di conformità infedele: la competenza dell’Agenzia
Un professionista ha impugnato una cartella di pagamento per aver apposto un visto di conformità infedele sulla dichiarazione di un cliente. La cartella era stata emessa dall'ufficio provinciale del domicilio del cliente. Il professionista ha eccepito l'incompetenza dell'ufficio, sostenendo che solo la direzione regionale del proprio domicilio fosse competente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'art. 39, comma 2, del D.Lgs. 241/1997 assegna una competenza funzionale e territoriale esclusiva alla direzione regionale del domicilio del professionista, rendendo nullo l'atto emesso dall'ufficio incompetente.
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Visto di conformità infedele: l’ufficio competente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14750/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di visto di conformità infedele. In caso di errore, la competenza a sanzionare il professionista responsabile non appartiene all'ufficio locale del contribuente, ma esclusivamente alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso. La Corte ha chiarito che questa regola sulla competenza non è derogabile, pena la nullità dell'atto emesso dall'ufficio incompetente. La responsabilità del professionista, inoltre, è stata qualificata come avente anche una funzione punitiva.
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Visto di conformità infedele: competenza e nullità
Un professionista ha contestato una cartella di pagamento per un visto di conformità infedele, sostenendo che fosse stata emessa da un ufficio territorialmente incompetente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza a sanzionare il professionista spetta alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del suo domicilio fiscale, non a quella del contribuente. Di conseguenza, l'atto è stato dichiarato nullo.
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Visto di conformità infedele: la competenza del Fisco
Un professionista ha contestato una cartella di pagamento emessa per un visto di conformità infedele. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo un principio fondamentale sulla competenza: l'ufficio autorizzato a procedere è la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista, non quella del contribuente. La violazione di questa regola di competenza rende l'atto illegittimo e quindi nullo.
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Visto di conformità infedele: la competenza dell’Agenzia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14699/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di visto di conformità infedele. In caso di errore da parte del professionista, la competenza per l'irrogazione delle sanzioni e il recupero delle somme non è dell'ufficio locale del contribuente, ma spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo in cui il professionista ha il proprio domicilio fiscale. Di conseguenza, un atto emesso da un ufficio incompetente è da considerarsi illegittimo e nullo.
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Visto di conformità infedele: competenza e sanzioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza per sanzionare un professionista a causa di un visto di conformità infedele spetta esclusivamente alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso, non all'ufficio provinciale legato al contribuente. Un atto emesso da un ufficio territorialmente incompetente è considerato illegittimo e deve essere annullato. La sentenza chiarisce che la norma sulla competenza ha valenza esterna e non è una mera regola organizzativa interna, tutelando così il professionista dal doversi difendere in molteplici sedi.
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Visto di conformità infedele: la competenza territoriale
La Corte di Cassazione ha stabilito che per un visto di conformità infedele, la competenza a irrogare sanzioni al professionista spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo in cui il professionista ha il domicilio fiscale. Un atto emesso da un ufficio diverso, come quello del domicilio del contribuente, è illegittimo e deve essere annullato. La sentenza chiarisce un importante principio di competenza funzionale e territoriale a garanzia del professionista.
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Visto infedele: competenza e nullità dell’atto
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per un visto di conformità infedele. La decisione si fonda sul principio della competenza territoriale: l'atto sanzionatorio è nullo perché emesso dalla Direzione Provinciale dell'Agenzia delle Entrate, anziché dalla Direzione Regionale, unico organo competente per legge in base al domicilio fiscale del professionista.
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Visto infedele: competenza territoriale dell’Ufficio
Un professionista ha contestato un avviso di pagamento ricevuto per l'apposizione di un visto di conformità infedele. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza territoriale per l'irrogazione delle sanzioni spetta alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio del professionista, non di quello del contribuente. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio locale incompetente è stato annullato.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
Un professionista ha contestato una cartella di pagamento per un visto di conformità infedele, eccependo l'incompetenza territoriale dell'ufficio emittente. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la competenza a sanzionare il professionista spetta alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo del suo domicilio fiscale, e non a quella del contribuente assistito. Di conseguenza, l'atto impositivo è stato annullato per illegittimità.
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Visto infedele: competenza ufficio e nullità atto
In un caso riguardante un visto di conformità infedele, la Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa a carico di un professionista. La Corte ha stabilito un principio cruciale: l'unico ufficio competente a contestare la violazione e a iscrivere a ruolo le somme è la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista, non quella del contribuente. Un atto emesso da un ufficio territorialmente incompetente è illegittimo e deve essere annullato.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
Un professionista ha apposto un visto di conformità infedele su una dichiarazione fiscale. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione irrogata, stabilendo che la competenza territoriale per emettere l'atto non appartiene all'ufficio del domicilio del contribuente, ma alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale del professionista stesso. Questa ordinanza rafforza un principio cruciale sulla competenza in materia di sanzioni per visto di conformità infedele.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale sulla responsabilità del professionista che appone un visto di conformità infedele su una dichiarazione fiscale. La Corte ha annullato una cartella di pagamento perché emessa da un ufficio territorialmente incompetente. È stato chiarito che la competenza per irrogare la sanzione non appartiene all'ufficio locale del contribuente, ma alla direzione regionale dell'Agenzia delle entrate del luogo di domicilio fiscale del professionista stesso, data la natura punitiva della responsabilità.
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Visto di conformità infedele: la responsabilità del CAF
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha affrontato il caso di un professionista sanzionato per un visto di conformità infedele su una dichiarazione dei redditi. La Corte ha stabilito un principio fondamentale sulla competenza territoriale per l'irrogazione della sanzione. È stato chiarito che l'ufficio competente non è quello legato al domicilio fiscale del contribuente, ma la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale del professionista o del CAF che ha commesso la violazione. Di conseguenza, il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva la competenza dell'ufficio locale, è stato respinto, confermando l'illegittimità dell'atto emesso da un ufficio territorialmente incompetente.
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Visto di conformità infedele: competenza e nullità
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per un visto di conformità infedele. La decisione si fonda sul principio della competenza territoriale: l'atto sanzionatorio doveva essere emesso dalla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista e non dall'ufficio locale del contribuente assistito. L'emissione da parte di un ufficio incompetente ha reso l'atto nullo, assorbendo ogni altra questione, inclusa quella sulla misura della sanzione.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
In un caso di visto di conformità infedele, la Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento perché emessa da un ufficio territorialmente incompetente. La Corte ha stabilito che la competenza a sanzionare il professionista spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo di domicilio fiscale del professionista stesso, e non a quella del contribuente assistito.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per un visto di conformità infedele. La decisione si fonda sul principio di incompetenza territoriale, stabilendo che l'autorità competente a irrogare la sanzione non è l'ufficio locale del contribuente, bensì la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso. Questo vizio procedurale ha reso l'atto illegittimo e, di conseguenza, nullo.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7803/2025, ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per un visto di conformità infedele. La Corte ha stabilito che la competenza a irrogare la sanzione non appartiene all'ufficio del domicilio fiscale del contribuente, bensì alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale del professionista che ha commesso la violazione. L'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato illegittimo.
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Visto di conformità infedele: ufficio incompetente
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per un visto di conformità infedele. La decisione si fonda sul principio di incompetenza territoriale: l'atto sanzionatorio doveva essere emesso dalla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista e non da quella del contribuente. L'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato illegittimo e nullo.
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