Un individuo, accusato di violenza privata per aver costretto un'altra auto a fermarsi e minacciato una passeggera per farle ritirare una denuncia contro suo padre, ha presentato ricorso contro la misura degli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che manovre di guida pericolose e minacce implicite sono sufficienti per configurare il reato. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione delle prove, come la credibilità della testimonianza della vittima, spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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