Un'azienda di trasporto marittimo ha chiesto allo Stato un indennizzo per perdite contrattuali di oltre 8 milioni di euro, subite a causa della vendita anticipata di una nave imposta da modifiche al servizio pubblico. I Ministeri competenti hanno rifiutato il pagamento, sostenendo che una nuova legge avesse annullato la clausola contrattuale che prevedeva il rimborso. Dopo due sentenze sfavorevoli nei gradi precedenti, il caso è arrivato in Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, non ha emesso un verdetto finale. Ha invece sospeso il processo per consentire alle parti di finalizzare un accordo transattivo, aprendo la strada a una risoluzione bonaria della controversia.
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