Un imputato è stato condannato per la coltivazione di stupefacenti, con 502 piante di cannabis, e per furto aggravato di energia elettrica, avendo allacciato abusivamente la sua piantagione alla rete. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo l'estraneità ai fatti, l'illogicità della motivazione sul furto e la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le prove indiziarie fossero gravi e concordanti, che la motivazione sul furto fosse logica e che la negazione delle attenuanti fosse giustificata dalla pericolosità sociale del ricorrente e dai suoi precedenti penali, anche se risalenti.
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