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Vigilanza

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La vigilanza privata è l'attività, posta in essere da persone o da enti di coloro che operano nel campo della sicurezza privata, a tutela di persone, beni e/o enti pubblici o privati. L'attività, svolta da soggetti di diritto privato, è disciplinata in modo diverso a seconda dello stato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Eccezione di inadempimento: stop ai compensi sindaci
Un professionista ha proposto opposizione allo stato passivo per ottenere il pagamento dei compensi maturati come sindaco. La procedura concorsuale ha sollevato l'eccezione di inadempimento, contestando la mancata vigilanza su debiti erariali e bilanci. La Cassazione ha stabilito che spetta al professionista provare il corretto adempimento dei propri doveri per superare la contestazione.
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Furto consumato: quando scatta la condanna piena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto consumato nei confronti di un individuo che, dopo aver prelevato merce da un supermercato, l'aveva riposta nel bagagliaio della propria auto. La difesa sosteneva che il reato dovesse essere considerato solo tentato, ma i giudici hanno stabilito che l'uscita dai locali commerciali e l'assenza di un monitoraggio costante da parte della sicurezza perfezionano l'impossessamento, integrando la fattispecie piena di furto consumato.
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Bancarotta fraudolenta documentale: dolo e vigilanza
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un amministratore e di un sindaco condannati per bancarotta fraudolenta documentale. Per l'amministratore, la sentenza è stata annullata con rinvio poiché la motivazione sul dolo specifico era carente, non dimostrando la sua effettiva consapevolezza del carattere fittizio delle operazioni. Per il sindaco, invece, il ricorso è stato rigettato: la sua responsabilità è stata confermata a causa dell'omessa vigilanza sulla tenuta delle scritture contabili, condotta ritenuta indicativa di un concorso nel reato data la sua specifica competenza professionale.
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Sicurezza sul lavoro: responsabilità del cantiere
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento nei confronti del titolare di un cantiere navale per un infortunio mortale. Un lavoratore è deceduto cadendo da una scala non a norma mentre operava su un'imbarcazione. La Corte ha stabilito che la sicurezza sul lavoro è un obbligo che grava sul gestore dell'area produttiva, anche se l'infortunato non è un suo dipendente diretto. L'azione di regresso dell'Istituto assicuratore è dunque legittima verso chiunque abbia violato i doveri di organizzazione e vigilanza, indipendentemente dal legame contrattuale.
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Sanzioni tributarie: quando la colpa è del consulente
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in merito all'applicazione di sanzioni tributarie derivanti dal mancato versamento di ritenute IRPEF. Il contribuente aveva contestato le sanzioni sostenendo che l'omissione fosse imputabile esclusivamente al proprio consulente fiscale, contro il quale era stata sporta denuncia penale. La Suprema Corte ha stabilito che la semplice denuncia non costituisce prova sufficiente per l'esclusione della colpa. Per evitare le sanzioni tributarie, il contribuente deve dimostrare di aver esercitato un'adeguata vigilanza sul professionista e che quest'ultimo ha agito con modalità fraudolente tali da rendere l'inadempimento non riconoscibile.
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Bancarotta fraudolenta: la responsabilità del prestanome
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale per il reato di bancarotta fraudolenta a carico di un amministratore di diritto che fungeva da semplice prestanome. Nonostante la difesa sostenesse la totale estraneità alla gestione operativa, i giudici hanno ribadito che la posizione di garanzia impone precisi doveri di vigilanza. La consapevolezza, anche solo generica, delle condotte distrattive attuate dai gestori di fatto integra il dolo necessario per la condanna, specialmente quando l'amministratore formale abdica totalmente ai propri compiti di controllo e alla tenuta delle scritture contabili.
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Datore di lavoro: responsabilità del Sindaco
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Sindaco condannato per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, tra cui la mancata redazione del DVR. La difesa ha contestato la qualifica di datore di lavoro attribuita al primo cittadino, dimostrando l'esistenza di una delibera che assegnava tali funzioni e poteri di spesa a un dirigente specifico. La Suprema Corte ha rilevato che il Tribunale non ha adeguatamente valutato tale designazione, che differisce dalla semplice delega di funzioni. Tuttavia, a causa del tempo trascorso, i reati sono stati dichiarati estinti per prescrizione, portando all'annullamento della sentenza senza rinvio.
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Sanzione amministrativa: i tempi della contestazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della tempestività della sanzione amministrativa irrogata dall'autorità di vigilanza finanziaria a un ex esponente aziendale di un istituto di credito. Il nucleo della controversia riguarda il momento in cui deve considerarsi compiuto l'accertamento dell'infrazione per far decorrere il termine di 180 giorni per la contestazione. La Corte ha chiarito che tale termine non inizia con la semplice percezione dei fatti, ma richiede il completamento di una valutazione complessa degli elementi oggettivi e soggettivi. Nel caso di specie, è stata annullata la sentenza d'appello che aveva considerato tardiva la sanzione amministrativa, poiché il giudice di merito non aveva correttamente valutato la complessità dell'attività istruttoria e il necessario coordinamento tra le diverse autorità di vigilanza coinvolte.
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Sanzioni amministrative Consob: i tempi di notifica
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della tempestività delle sanzioni amministrative Consob irrogate a un ex dirigente bancario per violazioni in materia di adeguatezza degli investimenti. La Corte d'Appello aveva precedentemente annullato la sanzione, ritenendo che il termine di 180 giorni per la notifica fosse decorso dalla semplice conoscenza dei fatti. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'accertamento non coincide con la mera percezione materiale dei fatti, ma richiede una valutazione complessa degli elementi acquisiti. Il giudice di merito deve valutare la ragionevolezza dei tempi istruttori senza sostituirsi alle scelte dell'autorità, considerando la complessità della materia finanziaria.
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Trasporto illecito di rifiuti e prescrizione: guida
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un trasporto illecito di rifiuti contestato agli amministratori di una società edile. Sebbene i motivi relativi all'estraneità dei soci e all'occasionalità del trasporto siano stati dichiarati inammissibili, la Corte ha accolto il ricorso sulla mancata concessione del beneficio della non menzione della condanna. Tale accoglimento ha permesso di rilevare l'intervenuta prescrizione del reato, portando all'annullamento della sentenza senza rinvio.
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Responsabilità bancaria: sanzioni ai vertici aziendali
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione amministrativa pecuniaria irrogata dall'Autorità di Vigilanza a un alto dirigente per violazione degli obblighi di comunicazione. Il caso riguarda la responsabilità bancaria legata alla raccolta di intenzioni di acquisto di azioni senza la dovuta informativa. La Corte ha stabilito che il diritto di accesso agli atti non è assoluto per i documenti secondari e che la posizione di vertice comporta un dovere di vigilanza non delegabile, confermando la legittimità della sanzione anche in presenza di strutture organizzative complesse.
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Responsabilità amministratori non esecutivi: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione amministrativa inflitta a un componente del consiglio di amministrazione di un istituto bancario per violazione degli obblighi informativi. La vicenda riguarda l'omessa indicazione, nei documenti di registrazione allegati ai prospetti informativi, del fenomeno del capitale finanziato, ovvero prestiti concessi dalla banca ai clienti per l'acquisto di azioni proprie. La Corte ha stabilito che la responsabilità amministratori non esecutivi sussiste anche in assenza di deleghe specifiche, poiché grava su di essi un dovere di vigilanza attiva e di informazione costante, specialmente a fronte di segnalazioni dell'autorità di vigilanza.
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