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Utili Extracontabili

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277 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Presunzione distribuzione utili: quando è legittima?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della presunzione di distribuzione utili ai soci di una società a ristretta base azionaria. Se l'Agenzia delle Entrate accerta maggiori ricavi non contabilizzati per la società, si presume che tali somme siano state distribuite ai soci come reddito di capitale. Spetta al socio fornire la prova contraria, dimostrando che i fondi sono stati reinvestiti o accantonati. La Corte ha inoltre chiarito che l'avviso di accertamento notificato al socio non è nullo se non allega l'atto presupposto emesso verso la società, qualora il socio ne fosse a conoscenza o potesse conoscerlo.
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Rottamazione quater: estinzione giudizio e SS.UU.
Un contribuente, socio di una S.r.l. a base ristretta, impugna un avviso di accertamento per utili extracontabili. Durante il ricorso in Cassazione, aderisce alla rottamazione quater, pagando le prime rate e chiedendo l'estinzione del giudizio. La Corte, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla necessità del pagamento integrale per l'estinzione, sospende la causa in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite sulla specifica questione legata alla rottamazione quater.
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Presunzione distribuzione utili: i limiti del Fisco
Una società a ristretta base partecipativa, i cui soci erano altre tre società di capitali, ha visto annullare un avviso di accertamento per utili extracontabili. I giudici hanno stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili ai soci persone fisiche non opera automaticamente in caso di assetto societario indiretto. Il Fisco avrebbe dovuto provare l'abuso dello schermo societario. Il procedimento si è poi estinto per rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate a seguito di adesione della contribuente a una definizione agevolata.
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Società a ristretta base: utili presunti ai soci
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 6745/2025, ha ribadito che in una società a ristretta base gli utili non dichiarati si presumono distribuiti ai soci. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente addossato all'Agenzia delle Entrate l'onere di provare un vincolo di complicità tra i soci. Spetta invece al singolo socio fornire la prova contraria, dimostrando la propria totale estraneità alla gestione societaria o il reinvestimento degli utili.
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Ricorso tributario inammissibile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso tributario inammissibile perché il contribuente non ha articolato specifici motivi di diritto, limitandosi a contestare la valutazione delle prove del giudice di merito. Il caso riguardava un accertamento fiscale su un socio per presunti utili extracontabili, desunti da un cospicuo finanziamento effettuato alla propria società a ristretta base. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di condurre un nuovo giudizio sui fatti, ma di valutare la corretta applicazione della legge.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione la estende
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presunzione distribuzione utili non contabilizzati in una società a ristretta base partecipativa si estende anche attraverso una catena di controllo societario. Il caso riguardava un socio di una holding, a cui erano stati imputati utili generati da una società operativa controllata. La Corte ha chiarito che non si tratta di una 'doppia presunzione' vietata, ma di un'unica presunzione i cui effetti si propagano lungo la catena societaria, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente.
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Utili extracontabili: onere della prova del socio
Un ex socio di una S.r.l. è stato oggetto di un accertamento fiscale per utili extracontabili relativi a un anno in cui deteneva il 50% della società. Nonostante avesse ceduto le quote prima dell'approvazione del bilancio, la Corte di Cassazione ha confermato l'accertamento. La decisione si basa sulla presunzione di distribuzione dei profitti ai soci nelle società a ristretta base, sottolineando che l'onere di provare la mancata percezione di tali utili grava sul contribuente stesso. La cessione delle quote in un momento successivo non è risultata sufficiente a superare questa presunzione.
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Utili extracontabili: quando si presumono distribuiti
Un socio di una società a ristretta base azionaria ha impugnato un avviso di accertamento fondato sulla presunzione di distribuzione di utili extracontabili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il consolidato principio secondo cui, in tali società, i maggiori redditi accertati si presumono distribuiti ai soci. Spetta al contribuente fornire la prova contraria, dimostrando che tali utili sono stati reinvestiti o accantonati, onere non assolto nel caso di specie. La Corte ha inoltre ritenuto la motivazione della sentenza impugnata non 'apparente', ma chiara e sufficiente.
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Società a ristretta base sociale: utili ai soci?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16035/2025, ha stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili ai soci in una società a ristretta base sociale si applica anche quando la compagine sociale è composta da altre società e non direttamente da persone fisiche. La Corte ha chiarito che ciò che rileva è la sostanza economica e il controllo effettivo concentrato in poche mani, indipendentemente dagli schermi societari. Inoltre, ha confermato che anche i maggiori redditi derivanti da costi disconosciuti sono considerati utili extracontabili e, quindi, presuntivamente distribuiti ai soci.
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Utili extracontabili: motivazione apparente e rinvio
La Corte di Cassazione esamina un caso di accertamento fiscale per utili extracontabili a un socio di una holding. Pur confermando la legittimità della presunzione di distribuzione per le società a ristretta base, la Corte annulla la sentenza per 'motivazione apparente' riguardo al ruolo della società interposta, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Utili extracontabili: notifica e presunzione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un avviso di accertamento IRPEF a carico di un socio per utili extracontabili di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, stabilendo la validità della notifica dell'atto presupposto presso la sede sociale, anche se ritirato da un mero "collaboratore", e ribadendo che la presunzione di distribuzione dei profitti non richiede la definitività dell'accertamento societario. Inoltre, ha chiarito che gli utili "in nero" vengono tassati per intero al socio, senza la mitigazione del 40%.
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Utili extracontabili e presunzione di distribuzione
Un socio unico di una S.r.l. è stato oggetto di accertamento per l'imposta sul reddito personale, basato sulla presunzione di distribuzione degli utili non dichiarati della società, derivanti da costi non deducibili per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del socio, confermando la legittimità della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle società a ristretta base partecipativa. La Corte ha ribadito che spetta al socio l'onere di provare che tali profitti non sono stati distribuiti, ma sono stati trattenuti o reinvestiti dalla società. Il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate è stato dichiarato inammissibile.
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Utili extracontabili: l’accertamento al socio è valido
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accertamento fiscale per utili extracontabili notificato al socio di una società a ristretta base partecipativa è legittimo, anche qualora l'analogo avviso di accertamento nei confronti della società sia stato annullato per un vizio procedurale, come la notifica dopo la sua estinzione. La presunzione di distribuzione dei profitti al socio rimane valida e spetta a quest'ultimo fornire la prova contraria.
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Utili extracontabili: motivazione apparente annulla avviso
Una società holding è stata tassata per presunti utili extracontabili non dichiarati dalla sua società controllata. La Corte di Cassazione ha respinto le argomentazioni della società sulla sospensione del processo e sull'onere della prova, ma ha annullato la decisione del giudice di secondo grado per "motivazione apparente", ritenendo il suo ragionamento contraddittorio e incomprensibile. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Presunzione distribuzione utili: onere della prova del socio
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento fiscale a carico del socio unico di una S.r.l., basato sulla presunzione distribuzione utili extracontabili. La Corte ha stabilito che spetta al socio fornire la prova contraria, dimostrando la propria estraneità alla gestione o la mancata percezione dei redditi. La semplice produzione di estratti conto, ritenuta non decisiva, non è stata sufficiente a superare la presunzione, soprattutto a fronte di un accertamento basato sulla mancanza di scritture contabili della società.
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Presunzione distribuzione utili: prova contraria del socio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci di una S.r.l. a ristretta base sociale. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento a carico di una socia, presumendo l'incasso di redditi da partecipazione non dichiarati. La contribuente ha tentato di fornire la prova contraria esibendo le proprie movimentazioni bancarie, ma la Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la presunzione è legittima e spetta al socio l'onere di superarla con prove concrete che dimostrino la diversa destinazione degli utili, come il reinvestimento nella società. Il ricorso è stato inoltre giudicato in parte infondato e in parte inammissibile per un errore nella formulazione dei motivi.
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Utili extracontabili: estraneità alla gestione sociale
Una socia al 50% di una S.r.l. a ristretta base è stata oggetto di un accertamento fiscale per utili extracontabili presuntivamente distribuiti. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16815/2025, ha stabilito un principio fondamentale: la prova dell'assoluta estraneità alla gestione sociale da parte del socio è sufficiente a vincere la presunzione di distribuzione degli utili. La Corte ha cassato la decisione precedente che riteneva irrilevante tale prova, affermando che se un socio dimostra di non avere alcun ruolo operativo, viene meno il fondamento logico della presunzione stessa.
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