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Usucapione

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1678 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Usucapione coltivazione terreno: non basta per provare
Un soggetto chiedeva di essere dichiarato proprietario per usucapione di un terreno, sostenendo di averlo coltivato per oltre vent'anni. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, confermando la decisione della Corte d'Appello. È stato stabilito che la semplice coltivazione del terreno e il pascolo non sono sufficienti a dimostrare un possesso valido per l'usucapione, poiché tali attività non escludono che possano essere avvenute per mera tolleranza del proprietario. L'onere della prova di un possesso uti dominus, ovvero con l'animo del proprietario, ricade su chi invoca l'usucapione.
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Competenza territoriale derogabile: il caso usucapione
La Corte di Cassazione chiarisce che nelle cause di usucapione, la competenza territoriale è derogabile. Se il convenuto non eccepisce l'incompetenza, il giudice non può rilevarla d'ufficio. La mancata costituzione del convenuto radicalizza la competenza del tribunale adito, anche se non è quello del luogo in cui si trova l'immobile. Il caso in esame verteva su una domanda di usucapione di quote immobiliari, dove il Tribunale di primo grado si era erroneamente dichiarato incompetente a favore del tribunale del luogo dell'immobile, nonostante la contumacia del convenuto.
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Prova usucapione: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto ha richiesto il riconoscimento dell'usucapione su due terreni posseduti da lungo tempo. La sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello per carenza di prove. In Cassazione, il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non ha impugnato tutte le ragioni autonome e sufficienti della decisione precedente, concentrandosi solo su alcuni aspetti. La Corte ha sottolineato che la mancata contestazione anche di una sola delle motivazioni, come quella sulla carente prova usucapione, rende l'intero ricorso inutile.
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Legittimazione passiva nel concordato e usucapione
Una società in concordato preventivo agiva per ottenere la restituzione di alcuni immobili occupati senza titolo. La convenuta proponeva domanda riconvenzionale di usucapione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo la carenza di legittimazione passiva del concordato preventivo rispetto all'azione di usucapione, che andava proposta contro la società proprietaria. Ha inoltre ribadito che il danno da occupazione abusiva è un danno presunto, liquidabile in via equitativa.
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Acquiescenza tacita: quando si perde l’appello
Una parte aveva intentato una causa di usucapione contro un concordato preventivo. Il tribunale respinse la domanda per difetto di legittimazione passiva, indicando che la causa andava intentata contro la società debitrice. Prima di appellare, la parte ha iniziato una nuova causa contro la società, come indicato dal giudice. La Cassazione ha confermato che questo comportamento costituisce acquiescenza tacita, rendendo inammissibile l'appello. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile anche per una transazione sopraggiunta.
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Interruzione usucapione: la difesa non basta
Un soggetto cita in giudizio gli eredi del proprietario catastale per ottenere il riconoscimento dell'usucapione su un magazzino. Anni dopo, avvia una seconda causa per l'usucapione dello stesso magazzino e del cortile annesso. Le corti di merito rigettano le domande, ritenendo che la costituzione in giudizio degli eredi nel primo procedimento avesse interrotto il decorso del tempo. La Corte di Cassazione cassa la sentenza, chiarendo che per l'interruzione usucapione non è sufficiente una mera difesa, ma è necessaria un'azione giudiziale volta al recupero materiale del bene. Inoltre, la riunione di più cause non ne comporta la fusione, dovendo il giudice pronunciarsi distintamente su ogni domanda.
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Demanialità del suolo: onere della prova e acquedotto
Una società ha richiesto l'usucapione di un terreno, ma la richiesta è stata respinta nei primi due gradi di giudizio sulla base della presunta demanialità del suolo, dedotta dalla presenza di un acquedotto pubblico. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la presenza di un'opera pubblica non rende automaticamente demaniale l'intera area e che l'onere di provare la demanialità del suolo spetta all'ente pubblico, non potendo essere presunta.
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Scrittura privata: quando vale la firma mancante?
La Cassazione chiarisce che la produzione in giudizio di una scrittura privata non firmata dall'acquirente non sana il vizio se fatta dagli eredi e se l'offerta è stata revocata. Il caso riguardava una rivendicazione di proprietà contrastata da un accordo del 1979.
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Procura speciale: obbligatoria in Cassazione, pena estinzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10558/2024, ha confermato l'estinzione di un giudizio a causa del mancato deposito della nuova procura speciale, richiesta per sollecitare una decisione sul ricorso dopo una proposta di definizione accelerata. Il ricorrente, in una causa per usucapione, aveva omesso di allegare il documento all'istanza, un errore che la Corte ha ritenuto fatale e non sanabile. La decisione sottolinea che la mancanza totale della procura speciale non può essere superata né dalla sua menzione tra gli allegati né dalla presenza di una mera attestazione di conformità, portando inevitabilmente alla declaratoria di rinuncia al ricorso.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: onere della prova
Una controversia su distanze tra edifici e confini approda in Cassazione. La Corte Suprema dichiara l'improcedibilità del ricorso in Cassazione perché i ricorrenti non hanno depositato la copia notificata della sentenza d'appello, rendendo impossibile la verifica della tempestività dell'impugnazione. La decisione sottolinea l'importanza degli adempimenti procedurali.
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Servitù di parcheggio: quando il ricorso è inammissibile
Una proprietaria immobiliare ricorre in Cassazione dopo che le è stata negata l'usucapione di un'area di cortile, inclusa una servitù di parcheggio. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove, come la mancanza dell'animus possidendi, già effettuata dai giudici dei gradi precedenti. La decisione ribadisce i rigorosi limiti del giudizio di legittimità.
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Invasione di terreni: non c’è reato senza invasione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per il reato di invasione di terreni, specificando che tale reato non sussiste se il soggetto è già nel possesso del bene. La Corte ha chiarito che il delitto previsto dall'art. 633 c.p. tutela il possesso di fatto e richiede un'introduzione arbitraria 'dall'esterno', non una mera disputa sulla proprietà. Inoltre, è stato giudicato illogico dedurre il dolo specifico dalla semplice presentazione di una domanda di usucapione in sede civile.
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Regolamento di confini e volontà contrattuale
In un caso di regolamento di confini, la Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso volto a contestare l'interpretazione della volontà contrattuale operata dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ribadisce che la valutazione delle prove documentali, come un tipo di frazionamento allegato a un atto di divisione, costituisce un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità, se logicamente motivato.
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Usucapione: quando la detenzione non diventa possesso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che rivendicava la proprietà di un immobile per usucapione. L'individuo aveva ottenuto la disponibilità del bene tramite un contratto preliminare di compravendita, ma secondo i giudici questo ha generato una mera detenzione e non un possesso utile ai fini dell'usucapione, poiché non era intervenuto un atto idoneo a mutare il titolo del godimento. La decisione conferma che la richiesta di una nuova valutazione dei fatti è preclusa in sede di legittimità.
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Usucapione terreno agricolo: coltivare non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10266/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva di essere riconosciuto proprietario per usucapione di un terreno agricolo. I giudici hanno ribadito che la semplice coltivazione del fondo, anche per lungo tempo, non è sufficiente a dimostrare il possesso 'uti dominus', ovvero con l'animo del proprietario. Per l'usucapione terreno agricolo è necessario compiere atti che manifestino in modo inequivocabile l'intenzione di escludere gli altri dal godimento del bene, come ad esempio recintarlo.
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Usucapione terreno: la Cassazione chiarisce il caso
Una proprietaria immobiliare ha citato in giudizio un'azienda dolciaria, di cui era socia, per ottenere la restituzione di un terreno. L'azienda ha risposto con una domanda riconvenzionale, sostenendo di aver acquisito la proprietà del terreno per usucapione. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno dato ragione all'azienda. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando inammissibile il ricorso della proprietaria. La Suprema Corte ha stabilito che i giudici di merito avevano correttamente valutato le prove, le quali dimostravano un possesso continuo e ininterrotto per oltre vent'anni da parte dell'azienda, e non un semplice atto di tolleranza da parte dei proprietari.
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Usucapione terrazza: quando la prova non basta
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che ordinava la demolizione di una rampa di accesso costruita sul fondo altrui. Il ricorso, basato su una presunta usucapione della terrazza, è stato dichiarato inammissibile per carenza di prove sull'estensione della preesistente opera e per aver introdotto motivi di censura inammissibili in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile: prova della proprietà e sanzioni
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in una controversia sulla proprietà di un terreno, poiché mirava a una revisione dei fatti non consentita in sede di legittimità. La sentenza chiarisce che quando, a fronte di una proposta di definizione accelerata, solo una parte insiste per la decisione, il ricorso dell'altra parte si intende rinunciato. Vengono inoltre applicate sanzioni economiche alla parte che ha inutilmente proseguito il giudizio.
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Usucapione prova: Cassazione su onere probatorio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10158/2024, dichiara inammissibile un ricorso riguardante una richiesta di usucapione. La Corte ribadisce che la valutazione della prova per l'usucapione è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, a meno di vizi specifici. Il ricorso, basato su una presunta errata valutazione delle prove testimoniali e documentali, è stato respinto, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva negato l'acquisto per usucapione.
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Lottizzazione abusiva e usucapione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso alla pubblica udienza una causa cruciale in tema di lottizzazione abusiva e usucapione. Il caso riguarda la possibilità per un privato di usucapire un terreno oggetto di un provvedimento di sospensione per lottizzazione abusiva da parte di un Comune, quando a tale sospensione non sia seguito un formale atto di esproprio. La Corte ha ritenuto la questione di particolare importanza per l'uniforme interpretazione della legge, data la necessità di chiarire se sussista l'intenzione di possedere come proprietario (animus possidendi) in tale specifica circostanza.
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