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Usucapione — Anno 2026

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153 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Usucapione

Provvedimenti

Usucapione e risoluzione del contratto: la guida
Un soggetto ha agito in giudizio per ottenere l'accertamento dell'acquisto per usucapione di un immobile precedentemente adibito a stazione. La società convenuta, tuttavia, ha perso la proprietà del bene a causa della risoluzione del contratto di acquisto originario, accertata con sentenza passata in giudicato durante il processo. La Suprema Corte ha confermato il rigetto della domanda di usucapione, stabilendo che la titolarità del diritto in capo al convenuto è un elemento costitutivo della domanda che deve sussistere al momento della decisione. Poiché la risoluzione del contratto opera con efficacia retroattiva, la società non poteva essere considerata proprietaria, rendendo impossibile l'accoglimento della pretesa contro di essa.
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Usucapione: quando il cumulo del possesso è nullo
Una società ha agito in giudizio per ottenere l'accertamento dell'acquisto per usucapione di una porzione di terreno confinante. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda, rilevando che il contratto di acquisto della società non identificava catastalmente il bene, impedendo così l'accessione del possesso dal precedente proprietario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il sindacato sulla motivazione è limitato e che la 'doppia conforme' di merito preclude il riesame dei fatti. La ricorrente è stata inoltre condannata per lite temeraria a causa della natura defatigatoria del ricorso.
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Usucapione tra parenti: quando scatta la tolleranza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che rivendicava l'acquisto per usucapione di un immobile di proprietà del fratello. La Corte d'Appello aveva già negato tale diritto, rilevando che la disponibilità del bene era frutto di mera tolleranza familiare. Inoltre, il ricorrente aveva precedentemente agito in giudizio per l'esecuzione di un contratto di permuta riguardante lo stesso immobile, atto che di fatto riconosceva la proprietà altrui. La Suprema Corte ha confermato che il riesame dei fatti è precluso in sede di legittimità e ha condannato il ricorrente per lite temeraria, sottolineando il carattere defatigatorio del ricorso.
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Usucapione: prova rigorosa e creditori ipotecari
Una società immobiliare ha agito in giudizio per ottenere l'accertamento dell'**Usucapione** su alcuni locali commerciali, dichiarando un possesso ultraventennale. Nonostante una prima vittoria in tribunale, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione accogliendo l'intervento di alcuni istituti bancari creditori. La Suprema Corte ha confermato il rigetto della domanda, evidenziando che una singola testimonianza non è sufficiente se contraddetta da atti che dimostrano l'interesse gestionale del proprietario originario. Inoltre, il mancato deposito del fascicolo di parte in appello ha precluso la valutazione di ulteriori prove documentali a favore della società ricorrente.
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Litisconsorzio necessario e uso della corte comune
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso riguardante l'uso abusivo di una corte comune, chiarendo i limiti del **litisconsorzio necessario**. I ricorrenti contestavano la mancata integrazione del contraddittorio verso tutti i comproprietari e l'operato del consulente tecnico. La Suprema Corte ha stabilito che, se la domanda mira solo a far cessare condotte illecite (come il parcheggio abusivo) senza modificare la struttura del bene, non serve coinvolgere tutti i titolari. Il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato, con conseguente condanna per lite temeraria.
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Sicurezza statica edificio: la tutela è senza tempo
Un condomino ha citato in giudizio una società commerciale per aver eseguito modifiche strutturali a un locale al piano terra, lamentando rischi per la sicurezza statica edificio e violazioni del decoro architettonico. Mentre la Corte d'Appello aveva rigettato le richieste per mancanza di prova sulla data dei lavori, la Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la tutela della stabilità del fabbricato è un interesse primario e imprescrittibile: se un'opera compromette la sicurezza statica edificio, il diritto di chiederne la rimozione non scade mai, rendendo irrilevante l'epoca di realizzazione delle opere stesse.
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Usucapione: prova del possesso e interversione
Una società immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il rilascio di alcuni appartamenti occupati da privati, i quali hanno eccepito l'acquisto per usucapione. La Corte di Cassazione ha stabilito che, qualora la relazione con il bene sia iniziata come detenzione (per concessione del proprietario), non è sufficiente il mero decorso del tempo per configurare l'usucapione. È necessaria la prova rigorosa dell'interversione del possesso, ovvero un atto esterno di opposizione che manifesti chiaramente l'intenzione di possedere il bene come proprietario esclusivo.
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Sottotetto condominiale: proprietà e calpestìo
La Corte di Cassazione ha confermato la natura di sottotetto condominiale per un vano trasformato in terrazzo da alcuni condòmini dell'ultimo piano. La controversia nasce dall'interpretazione di un atto di divisione del 1899 che concedeva un mero diritto di calpestìo. I giudici hanno stabilito che tale diritto non conferisce una proprietà esclusiva, poiché il vano svolge una funzione di isolamento e protezione a beneficio dell'intero edificio. È stata inoltre rigettata la richiesta di usucapione, non essendo stato provato il possesso esclusivo per il periodo ventennale richiesto dalla legge.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
La controversia nasce dalla richiesta di rimozione di tubazioni idriche e canne fumarie installate a distanza non regolamentare, con la controparte che eccepiva l'acquisto del diritto per usucapione. Dopo i primi due gradi di giudizio, i ricorrenti hanno presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto della mancata accettazione della rinuncia da parte dei controricorrenti, ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione si è focalizzata sulla condanna dei rinuncianti al pagamento delle spese legali, non sussistendo ragioni eccezionali per derogare al principio della soccombenza.
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Usucapione: limiti e occupazione abusiva
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un ricorso riguardante l'occupazione senza titolo di un terreno e di un fabbricato. Il ricorrente invocava l'acquisto della proprietà per Usucapione, basandosi su una precedente sentenza. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che tale sentenza non era opponibile alla controparte poiché riguardava particelle catastali differenti e soggetti diversi. La Corte ha inoltre confermato la condanna al pagamento dell'indennità per occupazione abusiva, ritenendo la domanda risarcitoria sufficientemente specifica e non affetta da vizi procedurali.
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Demanio marittimo: regole sul sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'area situata sul demanio marittimo, rigettando il ricorso di un privato contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame. La vicenda riguarda l'occupazione abusiva di una fascia costiera e l'esecuzione di interventi edilizi, inclusa la tinteggiatura di strutture, senza le necessarie autorizzazioni paesaggistiche. La Suprema Corte ha chiarito che i beni del demanio marittimo sono inalienabili per legge e non suscettibili di usucapione. Inoltre, è stato ribadito che anche semplici opere di manutenzione su manufatti abusivi integrano una ripresa dell'attività criminosa, giustificando il mantenimento del vincolo cautelare per evitare l'aggravamento del danno al territorio.
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Imposta di registro e verbali di conciliazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni contribuenti contro un avviso di liquidazione per imposta di registro applicata a un verbale di conciliazione giudiziale. L'accordo, intervenuto in un giudizio di usucapione, è stato ritenuto soggetto a tassazione in base al suo contenuto dispositivo. La Corte ha confermato la validità della firma digitale sull'atto impositivo e ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso che si limitavano a riproporre acriticamente le tesi difensive del merito senza contestare le ragioni della sentenza impugnata.
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Interversione del possesso: guida all’usucapione
La Corte di Cassazione ha confermato che l'interversione del possesso non si verifica se il soggetto continua a comportarsi come mandatario. Nel caso analizzato, la richiesta di usucapione è stata respinta poiché l'amministratore dei beni rendeva periodicamente il conto ai proprietari, riconoscendo così la loro titolarità.
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Servitù di elettrodotto: quando è legittima?
La Suprema Corte ha annullato una sentenza che riteneva la servitù di elettrodotto costituita automaticamente per effetto della nazionalizzazione dell'energia elettrica. La Corte ha stabilito che, per gravare un fondo privato, è necessario un titolo specifico come un contratto, l'usucapione o un decreto di esproprio con indennizzo, poiché la semplice autorizzazione amministrativa non incide sui diritti reali.
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Usucapione condominio: limiti e prove necessarie
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di una domanda di usucapione condominio avanzata da una società per alcune aree di un cortile comune. La sentenza ribadisce che per usucapire un'area comune non è sufficiente l'uso prolungato, ma occorre dimostrare un possesso esclusivo incompatibile con il diritto degli altri condomini. Sono stati inoltre confermati i danni derivanti da lavori edilizi non autorizzati.
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Usucapione di un terreno: i limiti dell’onere probatorio
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso riguardante l'usucapione di un terreno, confermando che l'onere probatorio per chi agisce in rivendicazione può essere attenuato se il convenuto non contesta l'originaria titolarità del bene. La decisione sottolinea che la valutazione delle prove sul possesso spetta esclusivamente al giudice di merito.
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Lastrico solare condominiale: proprietà e uso
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un lastrico solare condominiale il cui unico accesso era situato all'interno di una proprietà privata. Nonostante la presunzione di condominialità, i giudici hanno stabilito che l'accesso esclusivo è un fattore determinante per valutare il diritto di uso esclusivo o l'eventuale usucapione del bene.
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Divisione ereditaria immobili abusivi: guida
La Corte di Cassazione chiarisce che la divisione ereditaria immobili abusivi non è ammessa in sede giudiziale senza prova della regolarità edilizia o del condono. Nel caso analizzato, una coerede chiedeva l'usucapione di alcuni fondi, mentre gli altri fratelli procedevano alla divisione di un fabbricato non autorizzato. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito che non aveva considerato l'invalidità della divisione di beni privi di titolo edilizio.
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Giudicato esterno: come provarlo in tribunale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva applicato gli effetti di un giudicato esterno senza la necessaria prova documentale. La Suprema Corte ha ribadito che il rilievo d'ufficio non esonera la parte dall'onere di produrre la sentenza munita di attestazione di cancelleria comprovante il passaggio in giudicato.
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Occupazione senza titolo: risarcimento e usucapione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di occupazione senza titolo di un immobile destinato alla valorizzazione, il danno è presunto (in re ipsa). La sentenza chiarisce inoltre i criteri per l'attenuazione dell'onere probatorio nell'azione di rivendicazione e rigetta la domanda di usucapione degli occupanti per mancanza di prove sul possesso uti dominus.
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