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Usucapione — Anno 2024

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396 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Usucapione

Provvedimenti

Servitù di passaggio: come provarla per usucapione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari immobiliari, confermando la costituzione di una servitù di passaggio per usucapione a favore dei fondi vicini. La sentenza chiarisce che per dimostrare tale diritto sono necessarie prove concrete dell'uso continuato per vent'anni e la presenza di opere visibili e permanenti, come una strada asfaltata, che manifestino in modo inequivocabile l'esistenza del peso sul fondo servente. La Corte ha ribadito che la valutazione delle prove testimoniali e documentali spetta ai giudici di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se logicamente motivata.
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Usucapione Pubblica Amministrazione: Guida Completa
Una pubblica amministrazione occupa un immobile privato senza alcun titolo, trasformandolo irreversibilmente. La Corte di Cassazione conferma che, in assenza di un provvedimento amministrativo, la P.A. agisce come un privato e può quindi acquisire la proprietà per usucapione pubblica amministrazione, se il possesso è stato pubblico, pacifico e ininterrotto per oltre vent'anni. Il proprietario originario perde il diritto al risarcimento e alla restituzione.
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Errore revocatorio: giudice e composizione del collegio
La Cassazione analizza un caso di errore revocatorio per omesso esame di un motivo di ricorso. Il motivo riguardava la composizione del collegio d'appello, che includeva un giudice precedentemente istruttore in primo grado. La Corte revoca la precedente sentenza ma rigetta il motivo nel merito, chiarendo che l'incompatibilità sorge solo se il giudice ha partecipato alla decisione di merito, non alla sola fase istruttoria. Il secondo motivo è dichiarato inammissibile.
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Soccombenza reciproca: chi paga le spese legali?
In una controversia per la definizione di confini, un proprietario conveniva in giudizio il vicino, il quale rispondeva con una domanda riconvenzionale di usucapione. Il tribunale rigettava sia la domanda principale (per difetto di titolarità dell'attore) sia quella riconvenzionale. La Corte di Cassazione ha confermato che tale esito configura una soccombenza reciproca, legittimando la compensazione delle spese legali tra le parti, poiché entrambe hanno visto respinte le proprie istanze.
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Actio negatoria servitutis: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un complesso caso di actio negatoria servitutis tra proprietari confinanti. La controversia verteva sul diritto di passaggio su un terrazzo di proprietà esclusiva per accedere a un sottotetto, partendo da una scala ritenuta in comproprietà. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, ritenendola contraddittoria: la comproprietà della scala non crea automaticamente una servitù di passaggio sul terrazzo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione che chiarisca l'esistenza o meno di un titolo legittimante il passaggio.
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Usucapione immobile: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una sorella che rivendicava la proprietà per usucapione di un immobile costruito sul terreno dell'altra. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, i quali avevano stabilito la prevalenza di un atto pubblico di compravendita su una precedente scrittura privata e ritenuto non provato il possesso utile per l'usucapione immobile, qualificando gli atti della ricorrente come mera gestione.
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Possesso clandestino: niente usucapione per il vicino
La Corte di Cassazione ha negato l'usucapione di una porzione immobiliare annessa abusivamente a un negozio. La Corte ha stabilito che l'appropriazione, avvenuta abbattendo un muro e nascondendo la modifica al legittimo proprietario, costituisce un possesso clandestino. Tale vizio impedisce il decorso del termine ventennale per l'usucapione, che inizia a correre solo dal momento in cui il proprietario scopre l'abuso. Di conseguenza, il ricorso del possessore è stato respinto.
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Servitù coattiva: diritto di passaggio per la casa
La Corte di Cassazione conferma la creazione di una servitù coattiva di passaggio per l'accesso veicolare a un'abitazione. La decisione bilancia le esigenze abitative del proprietario del fondo dominante con il sacrificio imposto al fondo servente, evidenziando come l'istituto debba essere interpretato alla luce delle moderne necessità abitative e della funzione sociale della proprietà, anche in caso di interclusione solo relativa.
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Servitù di passaggio: opponibilità e usucapione
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso di un condominio che aveva ostruito un viale. Viene ribadito che una servitù di passaggio, se correttamente trascritta, è opponibile a tutti i successivi acquirenti, inclusi i condomini. La Corte chiarisce inoltre che l'amministratore non ha il potere di avviare azioni di usucapione per estendere la proprietà comune e che l'istituto della 'usucapio libertatis' non è riconosciuto dall'ordinamento italiano, potendo la servitù estinguersi solo per non uso ventennale.
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Prova Usucapione: Onere e Limiti in Cassazione
Un cittadino rivendica la proprietà di un terreno per usucapione contro un Comune. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: la prova dell'usucapione deve essere fornita in modo completo da chi la rivendica. Non è sufficiente contestare il possesso della controparte, poiché l'onere della prova grava interamente sull'attore. La decisione evidenzia i limiti del giudizio di legittimità, che non può riesaminare nel merito le prove.
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Servitù di passaggio: quando il fondo non è continuo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28329/2024, ha stabilito che non è possibile costituire un'unica servitù di passaggio coattivo per più fondi appartenenti allo stesso proprietario se questi non sono continui a causa di significativi dislivelli. Nel caso specifico, la Corte ha confermato la decisione di merito che limitava la servitù ai soli terreni a valle, in quanto effettivamente interclusi, escludendo quelli a monte che, pur essendo della stessa proprietà, erano separati da un dislivello di diversi metri e risultavano accessibili tramite un altro percorso.
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Usucapione bene pubblico: quando è possibile?
Una famiglia occupa un edificio di proprietà di un consorzio pubblico, originariamente con un contratto di locazione, e in seguito ne rivendica la proprietà per usucapione. La Corte di Cassazione stabilisce che per l'usucapione di un bene pubblico non è sufficiente il mero disuso o l'abbandono da parte dell'ente. È necessario un atto o un comportamento inequivocabile che dimostri la volontà di sottrarre il bene alla sua funzione pubblica. La Corte ha annullato la decisione di merito, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Doppia alienazione immobiliare: la prova dell’usucapione
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito in un caso di doppia alienazione immobiliare riguardante dei diritti edificatori ("colonna d'aria"). La Corte ha stabilito che, in assenza di una prova rigorosa dell'avvenuta usucapione da parte del venditore originario, prevale l'acquirente che per primo ha trascritto il proprio titolo d'acquisto. Il semplice possesso della chiave dell'unica via d'accesso all'area non è stato ritenuto sufficiente a dimostrare un possesso utile ai fini dell'usucapione.
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Spese C.T.U.: chi paga in caso di soccombenza?
La Corte di Cassazione chiarisce la ripartizione delle spese C.T.U. in un complesso caso di divisione ereditaria. Un erede impugnava la decisione della Corte d'Appello che aveva posto a suo carico i costi di una perizia integrativa richiesta in secondo grado. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che le spese della consulenza tecnica disposta in appello gravano sulla parte che ha promosso l'impugnazione poi risultata infondata, applicando il principio di soccombenza.
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Servitù coattiva: litisconsorzio necessario esteso
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che, in una causa per la costituzione di una servitù coattiva, è indispensabile la partecipazione di tutti i titolari di diritti reali sul fondo servente, incluso il titolare del diritto di superficie. La Corte ha chiarito che la presenza di una domanda, anche se subordinata, volta a costituire un nuovo diritto reale, impone un litisconsorzio necessario. L'omessa integrazione del contraddittorio verso uno dei titolari di diritti reali comporta la nullità dell'intero procedimento, indipendentemente dall'esito finale del giudizio.
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Donazione bene usucapito: responsabilità del notaio
La Corte di Cassazione conferma la sanzione disciplinare a un notaio per aver stipulato una donazione di un bene usucapito senza previo accertamento giudiziale e senza effettuare le necessarie verifiche ipocatastali. La sentenza ribadisce che il professionista ha sempre il dovere di informare le parti sui rischi e di garantire la certezza degli atti, anche in caso di acquisto a titolo originario non ancora formalizzato.
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Servitù di passaggio: i requisiti per l’usucapione
Una proprietaria agiva in giudizio per far dichiarare l'inesistenza di una servitù di passaggio sul suo fondo. I vicini chiedevano in via riconvenzionale l'accertamento dell'acquisto della servitù per usucapione. La Corte d'Appello accoglieva la domanda dei vicini, ma la Corte di Cassazione ha cassato la sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che per l'usucapione di una servitù di passaggio non basta un semplice percorso, ma servono opere visibili e permanenti (il cosiddetto 'quid pluris') che dimostrino in modo inequivocabile l'asservimento del fondo. La Corte d'Appello aveva errato ignorando le risultanze della Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) che negavano l'esistenza del passaggio per il tempo necessario.
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Interversio possessionis: come diventare proprietari
La Corte di Cassazione ha stabilito che la ricostruzione di un immobile a proprie spese, originariamente detenuto per ragioni di servizio, costituisce un valido atto di interversio possessionis. Questo atto trasforma la detenzione in possesso, permettendo di acquisire la proprietà per usucapione ventennale, a condizione che il termine si compia prima che il bene diventi parte del patrimonio indisponibile di un ente pubblico.
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Servitù di passaggio apparente: il quid pluris
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26956/2024, ha chiarito i requisiti per l'acquisto di una servitù di passaggio per usucapione. Ha stabilito che la mera esistenza di una strada visibile non è sufficiente. È necessario un "quid pluris", ovvero opere che dimostrino in modo inequivocabile la specifica destinazione del percorso a servizio di un fondo (dominante) a scapito di un altro (servente). La Corte ha quindi cassato la decisione d'appello che si era limitata a constatare la presenza di un percorso asfaltato e inghiaiato, rinviando il caso per un nuovo esame basato su questo principio.
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Prova usucapione: onere e limiti del ricorso
Due individui ricorrono in Cassazione dopo che i tribunali di merito hanno respinto la loro richiesta di acquisire una proprietà per usucapione. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che i ricorrenti non hanno fornito la prova usucapione richiesta. La sentenza evidenzia che contestare il possesso della controparte non è sufficiente; è necessario dimostrare positivamente il proprio possesso continuo e ininterrotto. L'appello è stato respinto perché non ha affrontato la ragione centrale della decisione del tribunale inferiore.
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