La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19674/2024, ha rigettato il ricorso di un soggetto che rivendicava l'acquisto per usucapione di un immobile. Il caso riguardava una proprietà formalmente intestata a un fratello, ma posseduta dall'altro. La Suprema Corte ha chiarito che la prova dell'usucapione viene meno se il proprietario formale compie atti che manifestano il suo diritto, come iscrivere ipoteche o pagare imposte. Tali atti, pur non interrompendo il possesso, ne negano il carattere esclusivo, requisito fondamentale per l'usucapione.
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