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Usucapione — Anno 2023

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447 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Usucapione

Provvedimenti

Servitù di passaggio per usucapione: la Cassazione
Un proprietario citava in giudizio la vicina per ottenere il riconoscimento di una servitù di passaggio per usucapione. Dopo un'iniziale reiezione, la Corte d'Appello accoglieva la domanda, ritenendo provati i requisiti dell'usucapione. La proprietaria del fondo servente ricorreva in Cassazione, lamentando un'errata valutazione delle prove. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove testimoniali e dei fatti è di esclusiva competenza del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. La decisione conferma l'acquisizione della servitù di passaggio per usucapione.
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Canna fumaria e stabilità: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità per una canna fumaria che compromette la stabilità di un edificio ricade su chi ne trae vantaggio, anche se non è l'autore materiale della modifica dannosa. In un caso di lite tra vicini per l'uso di una canna fumaria modificata pericolosamente, la Corte ha annullato la decisione d'appello, affermando che chi beneficia di una situazione pericolosa è tenuto a ripristinare le condizioni di sicurezza a proprie spese.
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Nullità della citazione: la difesa in appello
La Corte di Cassazione chiarisce che, in caso di nullità della citazione di primo grado che ha impedito la costituzione di una parte, il giudice d'appello deve rinnovare gli atti e consentire alla parte di esercitare pienamente il proprio diritto di difesa. Non è sufficiente rinnovare solo le prove della controparte. La causa non va rimessa al primo giudice, ma decisa in appello garantendo un contraddittorio pieno.
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Usucapione beni pubblici: quando è possibile?
La Corte di Cassazione conferma che l'usucapione di beni pubblici è possibile se il bene, pur essendo di proprietà di un ente come un'Azienda Sanitaria, non è mai stato effettivamente destinato a un pubblico servizio. La sentenza chiarisce che il mero trasferimento formale della proprietà all'ente non è sufficiente a renderlo 'indisponibile' e quindi immune da usucapione, prevalendo la destinazione d'uso concreta e prolungata nel tempo da parte del privato.
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Proprietà del suolo: accessione e prova del bene
Una proprietaria immobiliare ha citato in giudizio un'azienda confinante per aver reso inutilizzabile una vasca di raccolta acque situata sul suo terreno. I tribunali di primo e secondo grado avevano respinto la sua richiesta, ritenendo non provata la proprietà della vasca. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che i giudici hanno commesso un errore metodologico: prima di esaminare i titoli di proprietà relativi alla vasca, avrebbero dovuto stabilire la proprietà del suolo su cui essa insiste. In base al principio di accessione, infatti, la proprietà di un manufatto spetta al proprietario del terreno, salvo prova contraria. Il caso è stato quindi rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo corretto iter logico-giuridico.
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Servitù di passaggio pubblico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30949/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società immobiliare che rivendicava l'esistenza di una servitù di passaggio pubblico su una strada privata. La Corte ha confermato la decisione di merito, stabilendo che la strada, essendo cieca e utilizzata solo da un soggetto specifico, non soddisfa i requisiti di interesse generale e uso da parte di una collettività indeterminata necessari per costituire un diritto di uso pubblico.
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Onere prova rivendicazione: Cassazione chiarisce
Una società che rivendicava l'usucapione di un immobile ha perso la causa contro il legittimo proprietario. La Corte di Cassazione ha confermato che l'onere della prova nella rivendicazione si attenua quando la controparte, con la sua stessa domanda, riconosce la titolarità originaria del bene. In questo caso, l'ammissione dell'attore ha reso superflua la cosiddetta 'probatio diabolica' a carico del proprietario.
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Usucapione servitù: possesso, non detenzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30827/2023, ha cassato una decisione di merito che riconosceva una usucapione servitù di passaggio. La Suprema Corte ha ribadito due principi fondamentali: primo, per l'usucapione è necessaria la presenza di opere visibili e permanenti, non solo un tracciato; secondo, il periodo di detenzione di un immobile, come quello derivante da un contratto di locazione, non può essere computato ai fini del possesso ventennale necessario a usucapire il diritto.
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Servitù di passaggio: l’interpretazione del contratto
Una proprietaria ha agito in giudizio per far dichiarare l'inesistenza di una servitù di passaggio sul suo cortile. I vicini si sono opposti, sostenendo di aver acquisito il diritto per contratto o per usucapione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, dichiarando inammissibile il ricorso. La Corte ha stabilito che l'interpretazione del contratto originario fatta dal giudice di merito era plausibile e non poteva essere contestata in sede di legittimità semplicemente proponendo una lettura alternativa. Di conseguenza, nessuna servitù di passaggio è stata riconosciuta.
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Usucapione servitù di passaggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30772/2023, ha cassato la decisione di merito che riconosceva una servitù di passaggio acquisita per usucapione. Secondo la Corte, per l'usucapione servitù di passaggio non è sufficiente la mera esistenza di un sentiero, ma è necessaria la prova di opere visibili e permanenti inequivocabilmente destinate all'esercizio della servitù. La Corte d'Appello non aveva indagato su questo 'quid pluris', limitandosi a constatare la presenza di un tracciato, e dovrà quindi riesaminare il caso.
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Usucapione comproprietà: l’uso parziale blocca tutto
Una società alberghiera ha tentato di acquisire la piena proprietà di un immobile in comune attraverso l'usucapione della comproprietà. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che per usucapire la quota di un altro contitolare è necessario un possesso esclusivo sull'intero bene. L'utilizzo, anche minimo, di una porzione del bene da parte dell'altro comproprietario interrompe il possesso esclusivo necessario, impedendo così l'acquisizione del suo diritto.
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Prova usucapione: limiti del ricorso in Cassazione
Un'erede, dopo una sentenza favorevole in primo grado per l'usucapione di un terreno, si vede ribaltare la decisione in appello per insufficienza di prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, sottolineando che non è possibile chiedere ai giudici di legittimità una nuova valutazione dei fatti o delle testimonianze. La decisione ribadisce che la prova dell'usucapione deve essere solida e che il giudizio di cassazione non è un terzo grado di merito.
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Interruzione del processo: vale il certificato di morte
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un Comune, confermando l'estinzione di un processo d'appello. La Corte ha stabilito che, per l'interruzione del processo a seguito del decesso di una parte, la produzione in udienza del certificato di morte da parte del suo avvocato equivale a una dichiarazione formale, facendo scattare automaticamente l'interruzione e il relativo termine per la riassunzione.
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Regolamento di confini: i titoli prevalgono sulle mappe
Un proprietario ha contestato una servitù di passaggio e chiesto di definire i limiti della sua proprietà. I tribunali inferiori si sono basati sulle mappe catastali, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. In un caso di regolamento di confini, i titoli di proprietà hanno la priorità come prova. Le mappe catastali possono essere usate solo se i titoli non sono chiari. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Opposizione di terzo a usucapione: limiti e prova
Un soggetto ottiene una sentenza di usucapione su un immobile. Un terzo, sostenendo di essere il vero proprietario, propone con successo un'opposizione di terzo. La Corte di Cassazione conferma la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Si chiarisce che nell'opposizione di terzo a usucapione, il terzo opponente, in qualità di litisconsorte pretermesso, non è tenuto a fornire la rigorosa "probatio diabolica" richiesta nell'azione di rivendicazione, ma deve solo dimostrare la titolarità del suo diritto pregiudicato dalla sentenza.
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Prova di proprietà: Cassazione su rivendicazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario che chiedeva la restituzione di un terreno. La decisione si fonda sulla mancata fornitura della rigorosa prova di proprietà richiesta per le azioni di rivendicazione. La Corte ha sottolineato che il ricorrente non è riuscito a dimostrare un acquisto a titolo originario o a risalire a un dante causa comune con un titolo valido, a differenza dei controricorrenti che hanno provato un possesso continuato dal 1973.
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Incompatibilità del relatore: Cassazione rinvia il caso
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio di un ricorso in materia di usucapione. La decisione di posticipare il giudizio deriva dalla necessità di attendere la pronuncia delle Sezioni Unite su una questione di massima importanza: la potenziale incompatibilità del relatore che, avendo già formulato una proposta di decisione, sia poi chiamato a far parte del collegio giudicante. Questo rinvio mira a garantire la massima correttezza procedurale.
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Incompatibilità consigliere: rinvio Sezioni Unite
Una controversia immobiliare, iniziata con una richiesta di rilascio e una domanda riconvenzionale di usucapione, giunge in Cassazione. La Corte, tuttavia, sospende la decisione per affrontare una questione preliminare di massima importanza: l'eventuale incompatibilità del consigliere relatore che, dopo aver redatto la proposta di decisione, è chiamato a far parte del collegio giudicante. In attesa di un pronunciamento delle Sezioni Unite su questo specifico punto procedurale, il ricorso è stato rinviato a nuovo ruolo.
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Incompatibilità del consigliere: rinvio in Cassazione
La Cassazione rinvia una causa di usucapione in attesa della decisione delle Sezioni Unite sulla questione dell'incompatibilità del consigliere relatore che, dopo aver redatto la proposta di decisione, fa parte del collegio giudicante. La questione di massima importanza ha portato alla sospensione del giudizio.
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Demanio marittimo: impossibile l’usucapione
Una recente sentenza della Cassazione conferma che un bene del demanio marittimo non può essere acquisito da un privato tramite usucapione, anche in caso di occupazione prolungata. La Corte ha rigettato il ricorso di una cittadina che aveva costruito su un terreno demaniale, ribadendo che la natura pubblica del bene può essere rimossa solo con un atto amministrativo formale (sdemanializzazione) e non per effetto di un uso privato.
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