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Usucapione — Anno 2023

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447 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Usucapione

Provvedimenti

Usucapione e confini: quando scatta l’acquisto
La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'acquisto per usucapione di una porzione di terreno contestata in un giudizio di regolamento di confini. Il ricorrente sosteneva che l'occupazione fosse abusiva e che l'incertezza del confine impedisse il possesso esclusivo. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che l'incertezza soggettiva, derivante dall'asserita usurpazione di una parte del fondo, non osta al riconoscimento dell'usucapione se l'area è chiaramente delimitata e posseduta per oltre vent'anni. Il ricorso è stato rigettato anche in merito alla liquidazione delle spese legali, confermando il valore indeterminabile della causa.
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Usucapione: quando il possesso diventa proprietà
La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'acquisto per usucapione di un'area esterna utilizzata da una società come parcheggio e deposito materiali. I ricorrenti sostenevano che l'occupazione fosse frutto di mera tolleranza e che una procedura espropriativa avviata dall'ente stradale avesse interrotto i termini per l'usucapione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la valutazione delle prove testimoniali spetta esclusivamente al giudice di merito e che l'esproprio contro il proprietario formale non interrompe il possesso materiale del terzo se non ne impedisce l'esercizio concreto.
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Usucapione: testimonianze vs documenti catastali
La Corte di Cassazione ha confermato l'acquisto per usucapione di una porzione di terreno confinante, rigettando il ricorso dei proprietari catastali. La controversia ruotava attorno alla data di inizio del possesso: i ricorrenti sostenevano che fosse iniziato solo negli anni '80, basandosi su documenti catastali e sulla costruzione di un muretto. Tuttavia, le prove testimoniali hanno dimostrato un possesso ultraventennale già consolidato prima dell'azione di rivendica del 2002. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione delle prove spetta al giudice di merito e che i documenti catastali non costituiscono prova legale vincolante contro le risultanze testimoniali.
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Usucapione e mancata trascrizione della sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di una domanda di usucapione proposta da un soggetto che rivendicava la proprietà di un immobile basandosi su una sentenza del 1985 mai trascritta. Il ricorrente non è riuscito a fornire la prova del possesso ultraventennale necessario per l'**usucapione**, mentre la controparte ha opposto un decreto di trasferimento regolarmente trascritto nel 2013. La Corte ha chiarito che la mancata trascrizione del titolo originario rende quest'ultimo soccombente rispetto agli acquisti trascritti successivamente e che esiste un'incompatibilità logica tra il vantare un titolo di proprietà e il richiedere l'accertamento dell'acquisto per possesso prolungato.
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Distanze legali: rimozione porta-finestra abusiva
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di rimozione di una porta-finestra realizzata abusivamente su una porzione di terreno di proprietà altrui. Il ricorrente sosteneva di aver acquisito l'area per usucapione o che la stessa fosse di sua proprietà, contestando le risultanze della C.T.U. e un atto di rettifica notarile. Tuttavia, i giudici di merito hanno accertato la titolarità dei vicini, ordinando il ripristino dello stato dei luoghi. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili le doglianze relative al vizio di motivazione, evidenziando come il mancato rispetto delle distanze legali e l'occupazione di proprietà privata non possano essere sanati senza prove rigorose, specialmente in presenza di una doppia conforme di merito.
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Usucapione: prova del possesso e validità della vendita
La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'acquisto per usucapione di alcuni terreni, rigettando il ricorso di un soggetto che ne rivendicava la proprietà esclusiva. La decisione si fonda sulla prova di un possesso ultraventennale, manifestatosi attraverso attività agricole costanti e atti dispositivi, rendendo legittima la successiva vendita dei beni. La Suprema Corte ha ritenuto inammissibili le contestazioni relative alla valutazione delle prove testimoniali, poiché riservate al giudice di merito.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a un avviso di liquidazione per imposta di registro su una sentenza di usucapione. I contribuenti hanno presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197/2022, fornendo prova del versamento della rata prevista. La decisione conferma che il perfezionamento della definizione agevolata comporta la chiusura del contenzioso, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Usucapione di terreni comunali: le nuove regole
Un cittadino ha agito in giudizio per veder riconosciuta l'**Usucapione** di un terreno comunale. I giudici di merito avevano rigettato la domanda, sostenendo che il bene fosse parte del patrimonio indisponibile dell'ente poiché inserito in un piano paesaggistico. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale visione, stabilendo che per impedire l'**Usucapione** non è sufficiente una volontà astratta o un atto amministrativo programmatico. È invece necessaria l'effettiva e attuale destinazione del bene a un pubblico servizio. La Suprema Corte ha inoltre chiarito che l'eventuale natura abusiva delle costruzioni sul fondo non ostacola l'acquisto della proprietà per possesso.
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Pignoramento usufrutto: validità e limiti legali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo alla validità di un pignoramento usufrutto su beni immobili. I ricorrenti contestavano l'efficacia del trasferimento forzoso e il mancato pagamento del prezzo, sostenendo che il diritto di usufrutto non fosse stato correttamente incluso nella vendita. La Suprema Corte ha stabilito che tali questioni erano già coperte da giudicato o avrebbero dovuto essere sollevate tempestivamente tramite opposizione agli atti esecutivi. È stata inoltre confermata la condanna per lite temeraria, poiché le parti avevano riproposto argomenti già ampiamente rigettati in precedenti gradi di giudizio, dimostrando una carenza di diligenza processuale.
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Usucapione e sconfinamento: i limiti del possesso
Una società immobiliare ha impugnato la sentenza che negava l'acquisto per usucapione di una porzione di terreno occupata a seguito di uno sconfinamento edilizio. La Corte d'Appello aveva già rigettato la domanda per mancanza del termine ventennale e per l'assenza di un titolo idoneo necessario all'usucapione abbreviata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il possesso non può essere unito a quello del dante causa se l'atto di acquisto non identifica chiaramente il bene oggetto della contestazione.
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Usucapione: la prova del possesso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di merito che dichiarava l'acquisto per usucapione di una porzione di terreno. I ricorrenti contestavano la validità delle prove testimoniali e documentali (una fattura del 1981 e un contratto verbale), ma la Suprema Corte ha ribadito che la valutazione delle prove spetta esclusivamente al giudice di merito. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché le censure riguardavano accertamenti di fatto insindacabili in sede di legittimità e per la mancata tempestiva eccezione di incapacità dei testimoni durante il processo di primo grado.
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Servitù di passaggio: tolleranza e usucapione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo a una servitù di passaggio tra parenti. La disputa riguardava l'ampliamento di un transito e l'usucapione di nuovi percorsi su particelle limitrofe. I giudici hanno stabilito che l'uso prolungato tra familiari non configura usucapione se riconducibile a mera tolleranza. Inoltre, l'interpretazione dell'atto di divisione originario del 1948, che limitava il passaggio a un metro di larghezza, è stata ritenuta una valutazione di merito insindacabile in sede di legittimità.
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Usucapione e fallimento: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la dichiarazione di fallimento del proprietario di un terreno non interrompe il termine per l'usucapione iniziato da un terzo. Gli eredi di un possessore avevano richiesto l'accertamento della proprietà di un fondo, ma la Corte d'Appello aveva negato il diritto ritenendo che il fallimento della società proprietaria avesse interrotto il possesso. La Suprema Corte ha cassato la decisione, precisando che solo lo spossessamento fisico o un'azione giudiziale di recupero possono fermare l'usucapione.
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Usucapione: prova del possesso e beni demaniali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo a una domanda di usucapione su diversi terreni. I giudici hanno stabilito che la contestazione del Comune circa la natura demaniale dei beni costituisce una mera difesa e non un'eccezione in senso stretto, permettendone il rilievo anche oltre i termini di decadenza. È stato inoltre ribadito che i beni demaniali non sono soggetti a usucapione e che l'onere della prova del possesso utile, distinto dalla semplice detenzione derivante da concessione, spetta interamente al richiedente.
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Usucapione servitù di passaggio: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello riguardante l'acquisto per usucapione servitù di passaggio su uno stradello inghiaiato. I ricorrenti contestavano la maturazione del termine ventennale, sostenendo che l'acquisto dell'immobile tramite asta giudiziaria avesse interrotto il possesso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che le doglianze riguardavano accertamenti di fatto non sindacabili in sede di legittimità e che i ricorrenti non avevano dimostrato di aver sollevato tali questioni nei precedenti gradi di giudizio, violando il principio di autosufficienza.
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Usucapione e beni culturali: i limiti legali
Un privato ha agito in giudizio per ottenere il riconoscimento dell'avvenuta **usucapione** di un immobile situato all'interno di un'ex caserma, sostenendo un possesso ultraventennale. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, qualificando il bene come parte del demanio culturale. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, stabilendo che i beni pubblici con interesse storico-artistico sono inalienabili e non usucapibili per natura. Il decreto ministeriale che accerta tale interesse ha valore meramente dichiarativo di una qualità intrinseca già esistente, rendendo irrilevante il tempo trascorso nel possesso del bene da parte del privato.
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Usucapione e beni demaniali: i limiti legali
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di usucapione avanzata dagli eredi di un privato su un'area costiera occupata da un fabbricato. Il fulcro della controversia riguarda la natura del possesso: poiché l'area era stata originariamente assegnata tramite una concessione demaniale, l'occupante non ha mai esercitato un possesso utile ai fini dell'usucapione, bensì una mera detenzione. La Corte ha ribadito che il riconoscimento del diritto altrui, implicito nel pagamento di un canone di concessione, impedisce la maturazione dei tempi necessari per l'acquisto della proprietà a titolo originario.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Una società edilizia e un ente comunale si sono scontrati per decenni sulla proprietà di aree destinate a verde pubblico. Dopo sentenze di merito che riconoscevano l'usucapione parziale e la risoluzione di un accordo transattivo, le parti hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, entrambe hanno rinunciato ai rispettivi atti. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la volontà concorde delle parti pone fine alla lite senza ulteriori spese.
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Usucapione: inizio del possesso e spese legali
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso complesso di usucapione riguardante immobili e terreni derivanti da una successione ereditaria. I ricorrenti hanno contestato la decisione d'appello che aveva negato l'acquisto della proprietà per un fabbricato, fissando erroneamente l'inizio del possesso al 1984 anziché agli anni '60, come allegato nelle difese. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando che il giudice di merito ha omesso di esaminare fatti decisivi e ha violato il principio di soccombenza condannando alle spese una parte risultata vittoriosa su altre domande.
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Procura alle liti: stop alle firme digitali COVID
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una controversia su un'usucapione a causa dell'invalidità della **procura alle liti**. La ricorrente aveva utilizzato la modalità di firma e autenticazione semplificata introdotta durante l'emergenza sanitaria, trasmettendo la copia informatica per immagine via posta elettronica. Tuttavia, tale normativa derogatoria era già stata abrogata al momento del conferimento dell'incarico. Il difetto di rappresentanza ha assorbito ogni altra questione di merito, portando alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese e del doppio contributo unificato.
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