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Ultrattività

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136 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Liberazione anticipata speciale: la Cassazione decide
Un detenuto ha richiesto il beneficio della liberazione anticipata speciale basandosi su una norma di un decreto-legge successivamente abrogata in sede di conversione. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che le disposizioni di un decreto-legge non convertite in legge perdono ogni efficacia e che le norme sui benefici penitenziari non sono soggette al principio di irretroattività della legge più sfavorevole.
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Liberazione anticipata speciale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto che chiedeva la liberazione anticipata speciale per un reato ostativo. La sentenza chiarisce che per i benefici penitenziari non si applica il principio della legge più favorevole (lex mitior), ma la normativa in vigore al momento della domanda. La Corte ha inoltre sottolineato che le sentenze della Corte Costituzionale invocate dal ricorrente non possono travolgere un provvedimento già divenuto definitivo (giudicato esecutivo).
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Conservazione scritture contabili: oltre i 10 anni?
Una società si è vista negare la deducibilità di costi legati a un finanziamento soci avvenuto oltre dieci anni prima della verifica fiscale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nonostante l'obbligo civilistico di conservazione delle scritture contabili sia decennale, l'onere di provare la veridicità di una posta di bilancio che ha effetti su periodi d'imposta successivi ricade sempre sul contribuente. L'appello è stato dichiarato inammissibile per mancata fornitura di prove alternative.
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Legittimo impedimento: annullata la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna a causa di un vizio procedurale. Un imputato, assente alla prima udienza perché detenuto per altra causa, non ha visto riconosciuto il suo legittimo impedimento dal giudice di primo grado, che ha proceduto ugualmente. La Suprema Corte ha stabilito che la detenzione costituisce sempre un legittimo impedimento, che impone al giudice il rinvio dell'udienza e la traduzione dell'imputato. L'errore della Corte d'Appello è stato applicare le nuove norme della riforma Cartabia a un caso in cui, per le regole transitorie, vigeva ancora la disciplina precedente, che sanzionava tale violazione con la nullità assoluta della sentenza.
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Accordo aziendale: la Cassazione sulla sua efficacia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva il pagamento di un premio di produttività secondo un vecchio accordo aziendale, ormai scaduto. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il nuovo accordo aziendale, che disciplinava specificamente il premio, prevale su quello precedente, la cui data di scadenza era stata esplicitamente fissata e superata.
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Revoca confisca di prevenzione: quale rimedio?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34285/2024, ha stabilito che avverso il provvedimento di rigetto di un'istanza di revoca di una confisca di prevenzione, disposta prima dell'entrata in vigore del Codice Antimafia (13 ottobre 2011), il rimedio esperibile è l'appello e non il ricorso per cassazione. La Corte ha riqualificato l'impugnazione e trasmesso gli atti alla competente Corte d'Appello, applicando il principio di ultrattività della legge precedente (L. n. 1423/1956).
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Dovere degli amministratori: la Cassazione conferma
Un amministratore non esecutivo di un istituto bancario è stato sanzionato dalla Banca d'Italia per mancata vigilanza su una complessa operazione finanziaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, affermando che il dovere degli amministratori non si esaurisce nella ricezione passiva di informazioni, ma impone un ruolo attivo nel richiedere chiarimenti, specialmente di fronte a comunicazioni sintetiche su operazioni strategiche. La Corte ha inoltre confermato la natura puramente amministrativa, e non penale, di tali sanzioni.
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Sostituzione imposta pubblicità: serve il regolamento
La Cassazione chiarisce che per la sostituzione imposta pubblicità (ICP) con il canone per l'installazione dei mezzi pubblicitari (CIMP) è indispensabile un apposito regolamento comunale. In assenza di tale atto, continua ad applicarsi la vecchia imposta, senza i limiti tariffari del CIMP. Il ricorso di un Comune è stato accolto, annullando la decisione di secondo grado che aveva ritenuto illegittimo un avviso di accertamento basato sulla presunta applicazione del CIMP.
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Sostituzione imposta pubblicità: il regolamento è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un comune non può sostituire l'imposta comunale sulla pubblicità (ICP) con il canone per l'installazione dei mezzi pubblicitari (CIMP) solo approvando un Piano Generale degli Impianti (PGI). È indispensabile l'adozione di un apposito regolamento. In assenza di tale atto normativo, la vecchia imposta sulla pubblicità continua ad essere applicata (principio di ultrattività), rendendo illegittima la pretesa del nuovo canone. La Corte ha quindi cassato la sentenza di merito che aveva dato ragione a una società di pubblicità contro un comune.
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Imposta comunale sulla pubblicità: rimborsi e limiti
Una società di pubblicità ha richiesto a un Comune il rimborso di somme versate in eccesso per l'imposta comunale sulla pubblicità tra il 2009 e il 2015. La Corte di Cassazione ha stabilito che gli aumenti tariffari applicati dall'ente locale erano illegittimi a partire dal 1° gennaio 2013, data successiva all'abrogazione della norma che li consentiva. Di conseguenza, la Corte ha riconosciuto il diritto della società al rimborso parziale per le somme versate in eccedenza dal 2013 in poi, ma non per il periodo 2009-2012.
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Imposta pubblicità: stop aumenti dopo il 2012
Una società operante nel settore della cartellonistica pubblicitaria ha impugnato un avviso di accertamento emesso da un Comune per il pagamento dell'imposta sulla pubblicità relativa all'anno 2016. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che, a seguito dell'abrogazione nel 2012 della norma che consentiva ai Comuni di aumentare le tariffe, tali maggiorazioni non potevano più essere applicate per gli anni successivi, incluso il 2016. Di conseguenza, il tributo è dovuto solo nella misura base, senza alcun aumento, determinando la nullità dell'avviso di accertamento per la parte eccedente.
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CCNL Pubblico Impiego: no a contratti privati
La Corte di Cassazione ha stabilito che il rapporto di lavoro con un ente pubblico è regolato esclusivamente dal CCNL Pubblico Impiego di riferimento. È stata respinta la richiesta di alcuni dipendenti di un consorzio pubblico di ottenere aumenti salariali previsti da un contratto del settore privato, nonostante l'ente lo avesse parzialmente applicato in passato. La Corte ha chiarito che il 'comportamento concludente' di un ente pubblico non può prevalere sulla normativa specifica del pubblico impiego.
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Risarcimento del danno: datore non paga per ritardo pensione
Un lavoratore, collocato a riposo per legge, ha ricevuto la pensione con cinque mesi di ritardo e ha chiesto il risarcimento del danno al datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell'azienda, stabilendo che il ritardo era imputabile esclusivamente alla tardiva presentazione della domanda di pensione da parte del lavoratore. Manca quindi il nesso causale tra la condotta del datore e il danno subito, rendendo non dovuto alcun risarcimento del danno.
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Clausola compromissoria: validità dopo la scadenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22077/2024, ha stabilito che la clausola compromissoria contenuta in un contratto perde la sua efficacia alla scadenza del contratto stesso. Anche se le parti continuano il loro rapporto di fatto, tale prosecuzione non estende automaticamente la validità della clausola, poiché per essa è richiesta la forma scritta a pena di nullità. La Corte ha quindi confermato la nullità del lodo arbitrale emesso per una controversia sorta dopo la scadenza dei contratti originari.
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Canone alloggi di servizio: la Cassazione decide
Un dipendente pubblico ha contestato l'aumento retroattivo dell'affitto per il suo alloggio di servizio. La Corte di Cassazione ha affrontato la complessa questione di come determinare il corretto canone alloggi di servizio. Ha stabilito che, sebbene la legge sull'equo canone sia stata superata, i suoi principi continuano ad applicarsi ai rapporti esistenti fino a quando la Pubblica Amministrazione non ridetermina formalmente il canone secondo i nuovi criteri di mercato. Di conseguenza, la decisione della Corte d'Appello è stata annullata.
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Trasferimento personale pubblico: quale contratto si applica?
Un dipendente, a seguito di un trasferimento di personale pubblico da un ente soppresso a un Ministero, ha richiesto l'applicazione del contratto collettivo dell'ente di provenienza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che al rapporto di lavoro si applica la contrattazione dell'amministrazione di destinazione. La tutela economica è garantita da un assegno ad personam riassorbibile, ma non dalla continuità delle precedenti indennità accessorie.
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Competenza GIP giudizio immediato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26220/2024, ha risolto un conflitto di competenza tra il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e il Tribunale dibattimentale. La Corte ha stabilito che la competenza GIP giudizio immediato si estende anche alla celebrazione del giudizio abbreviato richiesto dall'imputato. Questa decisione si applica ai reati a citazione diretta, per i quali la Riforma Cartabia ha introdotto il rito immediato. La Suprema Corte ha chiarito che il GIP, in quanto giudice della fase delle indagini, mantiene la sua funzione anche per i riti alternativi che seguono il decreto di giudizio immediato, garantendo coerenza e celerità processuale.
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Clausola compromissoria preliminare: valida e autonoma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16118/2024, ha stabilito la piena validità ed efficacia di una clausola compromissoria preliminare anche se non espressamente riportata nel successivo contratto definitivo. Il caso riguardava una compravendita di quote societarie in cui il venditore contestava la validità di un lodo arbitrale, sostenendo che la clausola arbitrale, presente solo nel contratto preliminare, fosse stata superata dal definitivo. La Corte ha rigettato il ricorso, riaffermando il principio consolidato dell'autonomia della clausola compromissoria, la quale costituisce un negozio giuridico a sé stante con effetti processuali, la cui validità va valutata indipendentemente dal contratto a cui si riferisce. La sua mancata riproduzione non ne implica, quindi, una tacita rinuncia.
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Scambio elettorale: annullata misura cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato una misura cautelare per il reato di scambio elettorale politico-mafioso, basandosi sulla normativa vigente al tempo dei fatti (anteriore alla riforma del 2019). La decisione si fonda sull'assenza dei requisiti specifici richiesti dalla vecchia formulazione dell'art. 416-ter c.p.: la promessa di una generica disponibilità ad aiutare non costituisce 'denaro o altra utilità' immediatamente monetizzabile e non è stata provata la pattuizione dell'uso del 'metodo mafioso' per il procacciamento dei voti. Per le accuse di corruzione e aggravante mafiosa, la Corte ha disposto un annullamento con rinvio per un nuovo esame.
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Amministratore di fatto: responsabilità per debiti fiscali
Una sentenza della Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità fiscale dell'amministratore di fatto. Anche se una società viene formalmente cancellata e trasferita fittiziamente all'estero, colui che agisce come vero 'dominus' può essere chiamato a rispondere personalmente dei debiti tributari. La Corte ha stabilito che la prova di tale ruolo può essere fornita tramite presunzioni, sottolineando la prevalenza della sostanza sulla forma e annullando la decisione di merito che si era fermata all'apparenza formale della cessazione dalla carica.
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