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Ultrattività Della Legge

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il principio secondo cui una vecchia legge continua ad applicarsi a fatti e procedimenti iniziati quando era in vigore, anche se nel frattempo è stata sostituita da una nuova normativa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Applicazione legge nel tempo: vale la norma alla firma del contratto
Una fisioterapista collabora con un'azienda dal 2002 al 2014. Il rapporto, iniziato prima della 'Legge Biagi', prosegue anche dopo la sua entrata in vigore. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sull'applicazione legge nel tempo: la legittimità di un contratto va giudicata in base alla normativa vigente al momento della sua stipula. I giudici precedenti avevano sbagliato ad applicare retroattivamente la nuova legge, più severa, alla prima fase del rapporto. La Cassazione ha quindi annullato la loro decisione, ordinando di rivalutare il periodo 2002-2004 secondo le vecchie regole, più permissive. La decisione finale sulla natura del rapporto è quindi rinviata.
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Competenza Revoca Confisca: Tribunale batte Corte d’Appello
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra il Tribunale di Genova e la Corte d'Appello di Torino sulla competenza revoca confisca. Alcuni soggetti avevano chiesto la restituzione di beni confiscati con un provvedimento del 2010. Il Tribunale si era dichiarato incompetente in base alla nuova legge (D.Lgs. 159/2011), che affida la decisione alla Corte d'Appello. La Cassazione ha invece stabilito che, per i provvedimenti emessi prima dell'entrata in vigore della nuova legge (13 ottobre 2011), si applica la vecchia normativa. Di conseguenza, la competenza spetta al Tribunale che aveva originariamente disposto la confisca. Vince quindi il Tribunale di Genova.
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Confisca ’96: ricorso tardivo annulla la speranza di revoca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello contro il diniego di revoca di una confisca di prevenzione risalente al 1996. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorso tardivo misura di prevenzione. I ricorrenti hanno depositato l'atto oltre il termine di 10 giorni previsto dalla vecchia legge del 1956, applicabile al caso specifico. La Corte ha chiarito che, per i procedimenti iniziati prima del Codice Antimafia del 2011, valgono le vecchie regole, inclusi i termini più brevi per l'impugnazione. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto per un mero ritardo, con condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
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Mutamento destinazione d’uso locazione: vince l’inquilino
Un inquilino stipula un contratto di locazione per uso ufficio nel 1994 ma utilizza l'immobile come abitazione. Il proprietario, pur essendone a conoscenza dal 2000, non si oppone. Al termine del rapporto, l'inquilino chiede la restituzione dei canoni pagati in eccesso, sostenendo l'applicazione del più basso 'equo canone'. La Cassazione gli dà ragione. Il principio chiave è che il **mutamento destinazione d'uso locazione**, avvenuto di fatto, non trasforma il contratto in un nuovo accordo. Poiché il contratto originario è anteriore alla legge del 1998 sulla liberalizzazione degli affitti, continua ad essere regolato dalla vecchia normativa sull'equo canone. Di conseguenza, l'inquilino ha diritto al ricalcolo e alla restituzione delle somme versate in più.
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Fallimento socio occulto: quale legge si applica?
La Corte di Cassazione conferma il fallimento di un socio occulto di una 'supersocietà' di fatto. La Corte stabilisce che, se la procedura madre è stata aperta sotto la vecchia legge fallimentare, questa continua ad applicarsi anche alle procedure di estensione avviate dopo l'entrata in vigore del Codice della Crisi. Inoltre, viene ribadita la validità dell'uso di prove atipiche, come gli atti di un'indagine penale, per accertare il vincolo sociale occulto. La pronuncia chiarisce importanti aspetti del diritto transitorio nel contesto del fallimento socio occulto.
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