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Art. 117, d.lgs. n. 159 del 2011

7 provvedimenti

Revoca confisca: atti notarili non bastano contro il giudicato
Una persona ha chiesto la revoca della confisca di prevenzione su un immobile, presentando atti notarili per dimostrare di esserne proprietaria da prima della confisca. La confisca era diventata definitiva nel 2009. La Corte d'Appello ha dichiarato la richiesta inammissibile. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la prova presentata non era 'nuova' nel senso richiesto dalla legge applicabile (quella del 1956) per la revoca 'ex tunc', poiché poteva essere prodotta prima. Inoltre, il giudicato copriva la disponibilità di fatto del bene da parte del soggetto originariamente colpito, indipendentemente dalla proprietà formale.
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Misura di prevenzione patrimoniale: serve l’appello
Il caso riguarda la richiesta di revoca di una confisca applicata nel 2011 come misura di prevenzione patrimoniale. Il Tribunale aveva dichiarato inammissibile la richiesta dei soggetti interessati, i quali sostenevano l'assenza di pericolosità sociale attuale dopo l'annullamento della misura personale. Contro tale decisione è stato proposto ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che, trattandosi di un procedimento iniziato prima dell'entrata in vigore del Codice Antimafia del 2011, si applica la disciplina previgente. Di conseguenza, il provvedimento del Tribunale non è impugnabile direttamente in Cassazione, bensì tramite appello. La Corte ha quindi riqualificato il ricorso come atto di appello, trasmettendo gli atti alla Corte d'Appello competente per il giudizio di merito.
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Confisca Annullata: Un Documento del 1963 Riapre il Caso
Una famiglia subisce la confisca del proprio patrimonio. Anni dopo, trova una scrittura privata del 1963 che attesta una donazione lecita, potenziale origine dei loro beni. La richiesta di revoca della confisca per prova nuova viene inizialmente respinta perché, secondo i giudici, la famiglia conosceva già il fatto della donazione. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: ai fini della revoca, conta la novità della prova (il documento ritrovato), non la conoscenza pregressa del fatto. Se la prova è decisiva e scoperta dopo la sentenza definitiva, il caso deve essere riesaminato. La famiglia ottiene quindi l'annullamento della decisione e un nuovo processo.
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Confisca ’96: ricorso tardivo annulla la speranza di revoca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello contro il diniego di revoca di una confisca di prevenzione risalente al 1996. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorso tardivo misura di prevenzione. I ricorrenti hanno depositato l'atto oltre il termine di 10 giorni previsto dalla vecchia legge del 1956, applicabile al caso specifico. La Corte ha chiarito che, per i procedimenti iniziati prima del Codice Antimafia del 2011, valgono le vecchie regole, inclusi i termini più brevi per l'impugnazione. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto per un mero ritardo, con condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
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Incidente di esecuzione: opposizione è la via giusta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva dichiarato inammissibile un'opposizione in un incidente di esecuzione relativo alla revoca di una confisca. La Corte ha stabilito che, anche se il giudice dell'esecuzione procede erroneamente con un'udienza camerale (ex art. 666 c.p.p.) invece che de plano, il rimedio esperibile resta l'opposizione. Questa scelta garantisce il diritto della parte a un secondo grado di giudizio nel merito, un principio che non può essere sacrificato a causa di un'irritualità procedurale.
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Competenza revoca confisca: decide il vecchio giudice
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di giurisdizione tra il Tribunale di Cosenza e la Corte d'Appello di Salerno in merito a una richiesta di revoca di una confisca di prevenzione. La Corte ha stabilito che, per le misure basate su proposte antecedenti al D.Lgs. 159/2011, si applica la normativa precedente (L. 1423/1956). Di conseguenza, la competenza revoca confisca spetta al giudice che ha emesso il provvedimento originario, cioè il Tribunale di Cosenza.
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Revoca confisca: l’impatto dell’assoluzione penale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che negava la revoca della confisca di prevenzione su alcuni immobili. La decisione si basa sul principio che, sebbene non automatica, la revoca confisca deve essere riconsiderata quando una sentenza penale di assoluzione, divenuta definitiva, accerta l'insussistenza del fatto (in questo caso, l'intestazione fittizia) che costituiva il presupposto della misura patrimoniale. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione, sottolineando la necessità di risolvere l'inconciliabilità logica tra i due giudicati.
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