LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ultrapetizione

Pagina 34 di 40

1180 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Codatorialità: la guida al calcolo dei dipendenti
Una lavoratrice, dipendente di fatto di tre società collegate (una formale, due sostanziali), viene licenziata. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, chiarisce due principi fondamentali in materia di codatorialità: 1) la comunicazione di licenziamento da parte di uno solo dei co-datori è valida per tutti; 2) ai fini della reintegrazione, il requisito dimensionale si calcola sommando i dipendenti di tutte le società coinvolte, superando la loro formale distinzione giuridica.
Continua »
Prove nuove in appello: quando sono ammesse nel rito lavoro
Un'azienda si oppone a un'ordinanza ingiunzione per violazioni in materia di lavoro. Dopo una vittoria in primo grado, in cui l'Ispettorato del Lavoro era assente, la Corte d'Appello ribalta la decisione ammettendo documenti prodotti dall'ente. La Cassazione rigetta il ricorso del datore di lavoro, chiarendo le regole sulle prove nuove in appello e i poteri difensivi della parte precedentemente contumace, specialmente nel rito del lavoro.
Continua »
Stato di disoccupazione: requisito per categorie protette
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore, confermando che per l'assunzione nelle categorie protette è essenziale possedere lo stato di disoccupazione al momento della procedura. La Corte ha chiarito che, secondo il D.Lgs. 150/2015, un rapporto di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi fa perdere tale status, rendendo il candidato non idoneo, a prescindere dal reddito percepito.
Continua »
Nullità del contratto: i poteri del giudice
Un inquilino contesta un canone di locazione eccessivo, chiedendo la nullità della clausola relativa. I tribunali, tuttavia, rilevano una causa di nullità più radicale: un divieto assoluto di locazione previsto da una convenzione comunale. La Cassazione conferma che il giudice ha il potere e il dovere di dichiarare la nullità del contratto totale, anche d'ufficio, poiché tale vizio assorbe e precede la questione della nullità parziale sollevata dalla parte.
Continua »
Motivi aggiunti processo tributario: guida pratica
La Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito l'importanza di presentare i motivi aggiunti nel processo tributario. Nel caso esaminato, un contribuente aveva impugnato un'ingiunzione di pagamento eccependo inizialmente la mancata notifica dell'atto presupposto. Solo in appello, ha tentato di contestarne la nullità. La Corte ha dichiarato inammissibile questa nuova eccezione, sottolineando che ogni vizio deve essere sollevato in primo grado, eventualmente con motivi aggiunti, e non può essere introdotto per la prima volta in appello.
Continua »
Vizio di ultrapetizione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di una Commissione Tributaria Regionale per vizio di ultrapetizione. Il giudice di secondo grado aveva annullato delle ingiunzioni fiscali basandosi su difetti di notifica degli atti presupposti che la contribuente non aveva mai contestato. La Suprema Corte ha ribadito che il potere del giudice è strettamente limitato alle domande e alle eccezioni sollevate dalle parti, cassando la decisione e rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Fondo patrimoniale: revocatoria in caso di fallimento
La Corte di Cassazione conferma la revocatoria di un fondo patrimoniale costituito da un imprenditore poi fallito. La sentenza chiarisce che tale atto, se pregiudizievole per i creditori, può essere dichiarato inefficace. Viene specificato l'onere della prova a carico della Curatela fallimentare, che deve dimostrare il pregiudizio derivante dalla costituzione del fondo, senza dover provare la totale incapienza del patrimonio residuo.
Continua »
Motivazione apparente: sentenza nulla se generica
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria che condannava un presunto amministratore di fatto per i debiti fiscali di una società. La decisione è stata cassata per motivazione apparente, poiché il giudice di secondo grado si era limitato a condividere genericamente le tesi dell'Agenzia delle Entrate, senza esporre un proprio percorso logico-giuridico e senza analizzare le difese del contribuente. Questo vizio, secondo la Corte, viola il requisito minimo di motivazione imposto dalla Costituzione.
Continua »
Valore probatorio quietanze agente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che le quietanze di pagamento rilasciate da un agente assicurativo, se non emesse su moduli ufficiali della compagnia, hanno un valore probatorio meramente indiziario. In un caso riguardante premi versati a un agente ma non riversati alla compagnia, la Corte ha confermato la decisione d'appello, rigettando il ricorso degli assicurati. Si è sottolineato che spetta all'assicurato l'onere di dimostrare l'effettivo pagamento con prove ulteriori, poiché il valore probatorio delle quietanze dell'agente non è sufficiente a vincolare la compagnia assicuratrice. Il ricorso principale è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Simulazione del mutuo: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto di mutuo e di una ipoteca, riconoscendoli come frutto di una simulazione del mutuo tra fratelli, finalizzata a danneggiare i creditori. La sentenza chiarisce importanti principi processuali: la morte di una parte dopo la sentenza di primo grado non causa l'interruzione del processo d'appello. Inoltre, viene ribadito che i terzi possono provare la simulazione anche tramite presunzioni.
Continua »
Risarcimento danni locazione: il limite della domanda
Una società conduttrice di un immobile storico è stata citata in giudizio per inadempimento degli obblighi di manutenzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che i giudici di merito avevano errato nel liquidare un risarcimento danni locazione superiore alla somma specificamente richiesta dagli attori per quella voce di danno. La sentenza è stata cassata con rinvio per la rideterminazione dell'importo entro i limiti del 'petitum', riaffermando il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
Continua »
Eccezione di prescrizione: interesse banca e saldo conto
Un correntista agisce contro un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate. La domanda viene poi limitata al solo accertamento del corretto saldo del conto corrente. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, chiarisce un punto fondamentale: la banca conserva sempre l'interesse a sollevare l'eccezione di prescrizione, poiché questa incide direttamente sulla determinazione del saldo finale, escludendo dal calcolo le somme il cui diritto alla restituzione è ormai estinto per decorso del tempo. La Suprema Corte ha quindi cassato la decisione d'appello che aveva negato tale interesse.
Continua »
Nomina dirigente società pubblica: quando è nulla?
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della nomina a dirigente di un dipendente di una società a totale partecipazione pubblica. La promozione, avvenuta senza procedura selettiva, è stata considerata una novazione del rapporto di lavoro, soggetta agli obblighi di trasparenza e imparzialità previsti per le assunzioni nel settore pubblico. Il ricorso dell'ex dirigente è stato dichiarato inammissibile per vizi formali e di merito.
Continua »
Fiscalità latente: riduce il valore dell’impresa?
In una causa sulla liquidazione della quota di un'impresa familiare, la Corte d'Appello aveva ridotto il valore della quota per tenere conto della cosiddetta "fiscalità latente", ovvero le imposte future su eventuali plusvalenze. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di tale importanza da richiedere una trattazione in pubblica udienza. La decisione finale stabilirà se questo onere fiscale potenziale debba essere considerato nel calcolo del valore attuale delle partecipazioni in un'impresa familiare.
Continua »
Occupazione senza titolo: no a sanzioni sospese
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presentazione di una domanda di regolarizzazione per un'occupazione senza titolo di un alloggio pubblico non sospende automaticamente l'applicazione delle sanzioni amministrative. La Corte ha respinto il ricorso di una cittadina multata dal Comune di Roma, chiarendo che, in assenza di una specifica previsione normativa, l'ente pubblico ha il diritto di sanzionare l'illecito, anche se è pendente una richiesta di sanatoria. La decisione è stata rafforzata dal fatto che la ricorrente non soddisfaceva i requisiti temporali per accedere alla regolarizzazione.
Continua »
Obblighi informativi banca: Cassazione su Bond
Un investitore ha subito perdite a causa del default dei bond argentini. La Cassazione ha confermato la responsabilità dell'istituto di credito per la violazione degli obblighi informativi banca, specificando che la consegna del documento generale sui rischi non è sufficiente. La richiesta di risarcimento del danno è autonoma da quella di risoluzione del contratto.
Continua »
Ultrapetizione: quando il giudice eccede la domanda
Un lavoratore accetta un incentivo all'esodo e poi contesta l'accordo per presunta discriminazione. Il giudice di primo grado dichiara l'accordo inefficace per un motivo non richiesto dal lavoratore, incorrendo nel vizio di ultrapetizione. La Corte di Cassazione conferma la decisione d'appello, ribadendo che il giudice non può pronunciare oltre i limiti della domanda formulata dalle parti.
Continua »
Dichiarazione integrativa: limiti e inefficacia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 655/2026, ha stabilito i limiti temporali per la presentazione della dichiarazione integrativa. Una società holding, dopo l'avvio di un'attività di controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate che aveva evidenziato anomalie nel consolidato fiscale per l'anno d'imposta 2010, presentava una dichiarazione correttiva. La Corte ha rigettato il ricorso della società, confermando che la dichiarazione integrativa non può essere validamente presentata dopo l'inizio di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento di cui il contribuente abbia avuto formale conoscenza. In tal caso, lo strumento perde la sua funzione di rimedio per correggere errori e si trasformerebbe in un mezzo elusivo delle sanzioni.
Continua »
Concordato preventivo: fattibilità e 20% ai creditori
Una società in liquidazione si è vista respingere la proposta di concordato preventivo perché non garantiva il pagamento minimo del 20% ai creditori chirografari. I tribunali di merito hanno preferito basare la loro valutazione sull'esito negativo di precedenti vendite all'asta dei beni, piuttosto che sul loro valore di stima teorico. La Corte di Cassazione ha confermato questa linea, stabilendo che la valutazione della fattibilità di un concordato preventivo deve fondarsi su una previsione realistica e concreta del ricavato della liquidazione, non su un valore astratto.
Continua »
Avviso di accertamento: motivazione e onere prova
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento ICI per difetto di motivazione, dato che gli atti su cui si fondava non erano stati allegati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave: se le ragioni di merito e quelle procedurali (come la motivazione) sono strettamente connesse, l'appello contro la decisione di merito è sufficiente per riesaminare l'intera questione, senza che si formi un giudicato autonomo sulla sola motivazione. La Corte ha inoltre ribadito che non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove effettuata dai giudici dei gradi inferiori.
Continua »