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44 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rimborso IVA e fallimento: la Cassazione chiarisce
Una società fallita ha richiesto un rimborso IVA per l'anno 2006. Dopo il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate, la Commissione Tributaria Regionale aveva respinto la richiesta basandosi sulla scadenza di un termine biennale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: in caso di cessazione dell'attività, come nel fallimento, il diritto al rimborso IVA è soggetto alla prescrizione ordinaria di dieci anni, non al termine di decadenza biennale, proteggendo così il diritto sostanziale del contribuente.
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Deducibilità costi sportivi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la deducibilità dei costi sportivi sostenuti da un'azienda per sponsorizzare un'associazione sportiva dilettantistica non può essere negata solo perché il pagamento non è avvenuto con metodi tracciabili. La sanzione per la violazione dell'obbligo di tracciabilità, secondo la normativa vigente, ricade esclusivamente sull'associazione che riceve il pagamento, la quale perde i benefici fiscali. La Corte ha inoltre ribadito che l'Amministrazione Finanziaria non può introdurre nuove motivazioni a sostegno dell'accertamento fiscale nel corso del giudizio.
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Contratto d’appalto a corpo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di un'impresa edile, confermando la natura di contratto d'appalto a corpo di un accordo inizialmente basato su un'offerta a misura. La Corte ha stabilito che l'interpretazione dei giudici di merito era corretta, basandosi sull'evoluzione delle trattative, sulle modifiche scritte al contratto e sul comportamento delle parti, che indicavano la volontà di fissare un prezzo forfettario. La decisione sottolinea che l'interpretazione del contratto è un'attività riservata al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è logica e plausibile.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi specifici
Un cittadino impugna un preavviso di fermo amministrativo per violazioni del codice della strada. Nonostante il pagamento del debito in corso di causa, l'appello viene respinto. Il successivo ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile perché i motivi di ricorso non erano sufficientemente specifici e non contestavano la vera ragione della decisione (la cosiddetta 'ratio decidendi') della corte d'appello. L'ordinanza sottolinea i rigorosi requisiti di specificità che portano all'inammissibilità del ricorso in Cassazione.
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